Stagno S'Ena Arrubia
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PARAMETRI GEOGRAFICI
Provincia
Oristano
Comune
Arborea
Coordinate
39°49’N; 08°34’E
Rif. I.G.M.I.
Foglio 528 sez. II
Superficie
190 ha
Proprietà
Privata
Codice INFS
OR0212
NORME E PROPOSTE DI TUTELA
Sito Ramsar
N. IT016 D.M.: 17/06/77
Sito Natura 2000
ZPS ITB034001;
SIC ITB030016
Piano Paesaggistico Regionale
Ambito 9 – Tavola 528_II
Riserva Naturale
ex L.R. 31/1989
Istituti venatori: Oasi di protezione faunistica e di cattura
Note:
Tipologia
Sistema stagnale legato all’emersione di barre sabbiose lungo il paleoalveo del Rio di Mogoro.
Caratteristiche generali
Vasta area stagnale residuo dell’ampio bacino di Sassu in gran parte bonificato negli anni trenta. Il paesaggio vegetale attuale è quello delle formazioni alofitiche. Sosta e nidificazione di avifauna acquatica di interesse comunitario.

ASPETTI GEOMORFOLOGICI ED IDROGEOLOGICI
Lo stagno di S’Ena Arrubia fa parte del complesso stagnale del Golfo di Oristano, ed è una zona umida fortemente condizionata dalla presenza dall’ampia zona di bonifica idraulica circostante. Più in particolare è ciò che rimane del grande complesso stagnale e lagunare di Sassu , di cui rappresenta la parte non bonificata.

Lo stagno di Sassu era in gran parte alimentato dalle acque del Rio Mogoro che, per consentire la bonifica della piana di Terralba, venne deviato ed incanalato fino a sfociare nello Stagno di S. Giovanni Infatti questo importante corso d’acqua anticamente passava in prossimità dell’abitato di Terralba, poi di Marrubiu, ed infine lungo l’area di bonifica di Sassu per poi sfociare in corrispondenza di S’Ena Arrubia. Il prosciugamento dello stagno di Sassu è stato inoltre realizzato attraverso la costruzione di canali di drenaggio, idrovore e colmamenti di terra (Pisu G., 1985).
La zona del litorale sabbioso che separa l’attuale area stagnale dal mare, caratterizzata da una esteso cordone di spiaggia ed una fascia di retrospiaggia, viene periodicamente aperta per consentire lo smaltimento ed il ricambio delle acque. Il cordone di spiaggia è costituito da sabbie litorali, con una componente grossolana, derivanti dallo smantellamento delle alluvioni oloceniche del fiume Tirso e del Rio Mogoro.
Dal punto di vista genetico l’area occupata dallo stagno costituisce una depressione di retrospiaggia formatasi nell’Olocene in conseguenza della chiusura del paleoalveo del Rio di Mogoro.

Lo stagno di S’Ena Arrubia non possiede immissari naturali ma risulta alimentato dalle acque derivanti dalla bonifica della piana di Arborea. L’alimentazione idrica avviene, dunque, perlopiù attraverso il sistema di canali che realizzano il drenaggio della piana. In particolare esso riceve le acque di un bacino di circa 45 kmq. La comunicazione con il mare avviene attraverso una foce protetta da due moli guardiani. (Gruppo Lacava, 1994).

ASPETTI NATURALISTICI
Residuo del vasto stagno di Sassu che occupava un ampio territorio prima della bonifica del 1935, raccoglie oggi le acque dei canali di irrigazione, le quali, col loro carico di sostanze chimiche derivanti dall’uso di concimi e diserbanti, determinano condizioni di ipereutrofia del bacino (Sechi, 1982).

Fino a circa 15 anni fa le acque dolci nelle porzioni meno profonde ospitavano una vegetazione sommersa riferibile all’ordine Potametalia, con Potamogeton pectinata, P. crispa, Myriophyllum verticillatum e Ceratophyllum demersum.
Nelle zone di contatto con le acque salmastre compariva poi la Ruppia maritima. Tra le idrofite natanti Lemna gibba e L. minor coprivano superfici calme e prive di correnti d’acqua (Valsecchi, 1972; Ministero Ambiente, 1992).

Attualmente la situazione appare mutata, in quanto gli interventi per permettere un maggiore ingresso di acqua marina nello stagno, per ragioni economiche legate all’attività di pesca, hanno determinato una evoluzione in senso alofitico della vegetazione. Ed ecco che compaiono anche popolamenti acquatici (soprattutto nel periodo primavera-estate) ad Ulva rigida, Enteromorpha intestinalis, Chaetomorpha linum e C. aerea (Gruppo Lacava, 1994).
Le specie alofile come Juncus maritimus, Spartina juncea, Salicornia fruticosa, Arthrocnemum fruticosum si rinvengono nella zona esterna inondata solo in inverno e completamente asciutta nel periodo primaverile-estivo.

In particolare la Spartina juncea è in fase di espansione in prossimità del cordone sabbioso litoraneo della porzione settentrionale dello stagno. In realtà le attuali condizioni della vegetazione sono molto vicine a quelle che lo caratterizzavano prima delle citate bonifiche (Valsecchi, 1972; Gruppo Lacava, 1994).

La vegetazione emersa che circonda le rive è costituita prevalentemente da Phragmites australis, con presenza di Typha latifolia, T. angustifolia, Scirpus maritimus, Convolvolus sepium (Valsecchi, 1972; Ministero Ambiente, 1992).
Sulla riva occidentale è presente una pineta, mentre i dintorni dello stagno presentano vari elementi della macchia mediterranea.

Lo stagno è inserito tra i biotopi di rilevante interesse vegetazionale meritevoli di conservazione in Italia (Gruppo Conservazione della Natura, 1971), tra le “aree costiere di rilevante interesse vegetazionale nella redazione dei Piani Paesistici della Sardegna” (Camarda, 1989), nel “sistema di aree di interesse botanico per la salvaguardia della biodiversità floristica della Sardegna” (Camarda, 1995).

AVIFAUNA MIGRATORIA / OSPITI REGOLARI DI INTERESSE COMUNITARIO (1994-98)
(All. I Dir. 79/409 CEE e 91/744 CEE)
Cormorano, Tarabusino, Nitticora, Sgarza ciuffetto, Garzetta, Airone bianco maggiore, Airone rosso, Mignattaio, Spatola, Fenicottero, Moretta tabaccata, Falco di palude, Albanella reale, Albanella minore, Falco pescatore, Smeriglio, Pellegrino, Voltolino, Cavaliere d’Italia, Avocetta, Occhione, Pernice di mare, Piviere dorato, Combattente, Piro piro boschereccio, Gabbiano roseo, Sterna zampenere, Beccapesci, Sterna comune, Fraticello, Mignattino piombato, Mignattino, Martin pescatore, Calandrella, Pettazzurro, Forapaglie castagnolo, Magnanina.

VERTEBRATI RIPRODUCENTISI DI INTERESSE COMUNITARIO (1994-98)
(All. I Dir. 79/409 CEE e 91/744 CEE; All. II e IV Dir. 92/43 CEE)
ANFIBI: Rospo smeraldino, Raganella sarda.
RETTILI: Testuggine d’acqua, Lucertola campestre, Gongilo ocellato, Biacco.
UCCELLI: Tarabusino (N-poss.), Airone rosso (N-poss.), Moretta tabaccata (N-poss.), Falco di palude (N-prob.), Pollo sultano (N-poss.), Cavaliere d’Italia (N-prob.), Sterna comune, Calandrella, Calandro (N-prob.).

CENSIMENTI INVERNALI DELL’AVIFAUNA ACQUATICA (1993-97)
Totale degli individui, raggruppati per Ordini, contati nei cinque anni di “Censimenti invernali degli uccelli acquatici nelle zone umide della Sardegna” (I.W.R.B.) durante il mese di gennaio.

ANNI DEI CENSIMENTI E INDIVIDUI CENSITI
ORDINE 1993 1994 1995 1996 1997 N° medio
Gaviiformes
Podicipediformes 15 3 15 9 15 11.4
Pelecaniformes 450 258 400 1309 66 496.6
Ciconiiformes 98 52 52 31 62 59
Phoenicopteriformes 1120 314 560 518 3 503
Anseriformes 7121 10892 3708 2302 7963 6397.2
Gruiformes 706 54 356 42 101 251.8
Charadriiformes 720 1005 283 1348 962 863.6
Accipitriformes 11 9 12 16 11 11.8
Coraciformes 1 2 2 3 2 2
Totale individui 10242 12589 5388 5578 9185 8596.4
Totale specie censite 29 28 37 31 34 31.8

PESCA
La pesca, effettuata sia con lavorieri che con bertovelli e reti da posta, è affidata alla Coop. S. Andrea di Marrubiu. Si catturano Mugilidi, Anguille, Spigole, Granchi. Attualmente le rese sono pari a circa 60 kg/ha/anno.

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