Stagno Santa Giusta
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PARAMETRI GEOGRAFICI
Provincia
Oristano
Comune
Santa Giusta
Coordinate
39°52’N; 08°36’E
Rif. I.G.M.I.
Foglio 528 sez. II
Superficie
839 ha
Proprietà
Demaniale
Codice INFS
OR0211
NORME E PROPOSTE DI TUTELA
Sito RamsarNo
Sito Natura 2000
SIC ITB030037
Piano Paesaggistico Regionale
Ambito 9 – Tavola 528_II
Riserva Naturale
ex L.R. 31/1989
Istituti venatori:
Note:
Tipologia
Vasto sistema stagnale impostato su un’antica valle fluviale, generato dall’emersione di barre sabbiose.
Caratteristiche generali
Sistema fortemente antropizzato per quanto concerne le comunicazioni con il mare, la costruzione di opere di ingegneria (scogliere e moli) nel litorale antistante lo stagno, affetto da una grave forma di inquinamento urbano, agricolo, industriale. Sito per la sosta e riproduzione di avifauna acquatica di interesse comunitario.

ASPETTI GEOMORFOLOGICI ED IDROGEOLOGICI
Lo stagno di S. Giusta è posizionato nella porzione centrosettentrionale dell’entroterra del Golfo di Oristano (costa occidentale sarda), poco a sud dell’omonima città.
Il centro abitato di S. Giusta si sviluppa in prossimità del limite nord-orientale dello stagno e rappresenta il nucleo urbano più vicino.

Le litologie più antiche affiorano in corrispondenza dei promontori di Capo della Frasca a sud e di Capo S. Marco a nord, che costituiscono i limiti naturali del Golfo di Oristano.
In entrambi i settori sono presenti successioni riferibili al Miocene, costituite da sedimenti marnosi, calcarei e calcareo-detritici organogeni.
Su queste litologie si appoggiano gli espandimenti basaltici plio-pleistocenici, che si sviluppano in modo più omogeneo in corrispondenza della penisola di Capo della Frasca.
Gli affioramenti più recenti e attribuibili al Quaternario interessano quasi esclusivamente la depressione costiera, poco accidentata, compresa tra i due promontori.
Tale configurazione geologico strutturale è fortemente condizionata dalla tettonica plio-quaternaria, durante la quale si è originato il graben campidanese (diretto NNW-SSE), qui rappresentato nella sua estremità occidentale.
Tra le litologie appartenenti al quaternario si possono distinguere: sedimenti alluvionali (pre-tirreniano), legati in massima parte al grande cono di deiezione del Tirso che si sviluppa per diversi chilometri nell’entroterra; la panchina Tirreniana; sabbie dunari (Wurm) debolmente cementate e affioranti a sud dello stagno; alluvioni prevalentemente limose e sabbiose (recenti e attuali) distribuite per lo più lungo il tracciato del Tirso, a nord di S.Giusta; argille e limi palustri che orlano lo stagno; sabbie e dune costiere (attuali e recenti) modellate dal forte vento di maestrale.

In seguito ad opere di bonifica, che hanno interessato tutta la fascia costiera del Golfo di Oristano, i lineamenti morfologici hanno subito sensibili modificazioni.
L’origine dello stagno di S. Giusta sembra potersi attribuire allo sbarramento, ad opera di dune litoranee, di avvallamenti naturali presenti nella pianura costiera.
Queste depressioni sono state inizialmente colmate dalle acque dei corsi d’acqua che confluivano nel Golfo, più in particolare per lo stagno di S. Giusta, dal fiume Tirso.
In origine la comunicazione dello stagno di S. Giusta con il mare, si realizzava mediante la foce del Tirso.
Successivamente, nella seconda meta degli anni 50′, fu scavato il canale di Pesaria, lungo circa 3 Km, permettendo la comunicazione diretta delle acque dello stagno con quelle del Golfo di Oristano.
Una seconda bocca fu aperta durante i lavori per la costruzione del porto di Oristano, mettendo in comunicazione la zona occidentale del bacino, con lo stesso porto industriale.

Allo specchio d’acqua principale dello stagno (profondo in media dai 40 ai 120 cm) sono collegati, mediante stretti canali, alcuni piccoli bacini, tra cui vanno citati Pauli Maiori e Pauli Figu, situati sul lato orientale.
Non esistendo più alcuna comunicazione con il Tirso, gli afflussi di acque dolci provengono dal Rio Pauli’ e Figu, dal Rio Pauli majori e dal Rio Merd’e Cani.
A questi si devono aggiungere le acque di drenaggio del Canale San Giovanni e di altri canali di bonifica e, i reflui agricoli, urbani e industriali che hanno compromesso notevolmente l’equilibrio dello stagno.
Nel complesso il grado di salinità non raggiunge mai valori elevati.

Le formazioni quaternarie, prevalentemente permeabili consentono la formazione di falde sotterrane più o meno potenti, la cui alimentazione deriva prevalentemente dalle infiltrazioni nelle zone pedemontane del M.te Arci.
Sottili livelli limoso-argillosi fungono talvolta da livelli impermeabili, dando origine a falde profonde.

Gli interventi antropici, intensificati a partire dalla seconda metà di questo secolo, hanno alterato notevolmente le condizioni ambientali naturali, talvolta fino a conseguenze estreme.
L’intero settore è stato sottoposto a intensi lavori di bonifica, ancora riconoscibili dalla presenza di canali di drenaggio e dalla rete viaria ortogonale.
A questi vanno aggiunti gli interventi effettuali nel litorale antistante lo stagno di S. Giusta, con la creazione di scogliere di protezione (sbocco a mare del canale Pesaria) e di moli per il nuovo Porto di Oristano. (Gruppo Lacava, 1994).

ASPETTI NATURALISTICI
Il vasto stagno, sottoposto ad interventi antropici che ne hanno alterato le condizioni naturali, risente attualmente di una intensa forma di inquinamento dovuta all’immissione di acque reflue provenienti dal comune di Oristano, nonchè di vari tipi di inquinanti agricoli e industriali, tanto che i valori dei parametri chimici e biologici portano a definire ipereutrofiche le sue acque dolci, o solo debolmente salate (Sechi, 1982).
Fenomeni distrofici si sono verificati alla fine degli anni 80, con scomparsa delle biocenosi.

La flora idrofitica è data da Ruppia maritima, Potamogeton sp.pl., Zostera marina, Hydrocotyle ranunculoides, ma soprattutto risultano evidenti le proliferazioni di alghe del genere Enteromorpha (Massoli Novelli & Mocci Demartis, 1989; Camarda, 1995).

La vegetazione palustre è costituita da una fascia sottile di canneto che corre lungo i bordi dello stagno costituita da Phragmites sp. e Typha sp. (Schenk, 1988).

Lo stagno di S. Giusta è considerato come “area costiera di rilevante interesse botanico nella redazione dei Piani Paesistici della Sardegna” (Camarda, 1989), e inserito nel “sistema di aree di interesse botanico per la salvaguardia della biodiversità floristica della Sardegna” (Camarda, 1995).

AVIFAUNA MIGRATORIA / OSPITI REGOLARI DI INTERESSE COMUNITARIO (1994-98)
(All. I Dir. 79/409 CEE e 91/744 CEE)
Cormorano, Nitticora, Sgarza ciuffetto, Garzetta, Airone bianco maggiore, Airone rosso, Mignattaio, Fenicottero, Moretta tabaccata, Falco di palude, Albanella reale, Albanella minore, Falco pescatore, Smeriglio, Pellegrino, Voltolino, Cavaliere d’Italia, Avocetta, Occhione, Pernice di mare, Piviere dorato, Combattente, Piro piro boschereccio, Gabbiano roseo, Sterna zampenere, Beccapesci, Sterna comune, Fraticello, Mignattino piombato, Mignattino, Martin pescatore, Calandra, Calandrella, Calandro, Forapaglie castagnolo, Magnanina.

VERTEBRATI RIPRODUCENTISI DI INTERESSE COMUNITARIO (1994-98)
(All. I Dir. 79/409 CEE e 91/744 CEE; All. II e IV Dir. 92/43 CEE)
ANFIBI: Rospo smeraldino, Raganella sarda.
RETTILI: Testuggine d’acqua (N-poss.), Testuggine comune (N-prob.), Testuggine marginata (N-prob.), Lucertola campestre, Gongilo ocellato, Biacco.
UCCELLI: Tarabusino (N-poss.), Airone rosso (N-prob.), Moretta tabaccata (N-prob.), Pollo sultano, Cavaliere d’Italia, Occhione (N-prob.), Pernice di mare, Gabbiano roseo (N-prob.), Sterna zampenere (N-prob.), Sterna comune, Fraticello, Martin pescatore (N.poss.), Calandrella, Calandro.

CENSIMENTI INVERNALI DELL’AVIFAUNA ACQUATICA (1993-97)
Totale degli individui, raggruppati per Ordini, contati nei cinque anni di “Censimenti invernali degli uccelli acquatici nelle zone umide della Sardegna” (I.W.R.B.) durante il mese di gennaio.

ANNI DEI CENSIMENTI E INDIVIDUI CENSITI
ORDINE 1993 1994 1995 1996 1997 N° medio
Gaviiformes
Podicipediformes 3 61 132 34 130 72
Pelecaniformes 450 180 206 500 15 270.2
Ciconiiformes 290 616 317 291 112 325.5
Phoenicopteriformes 107 173 90 74
Anseriformes 82 279 100 92.2
Gruiformes 1032 415 173 1 1350 594.2
Charadriiformes 1677 1390 1338 683 1017.6
Accipitriformes 1 13 14 5 2 7
Coraciformes 2 5 2 8 1 3.6
Totale individui 1778 3156 2686 2277 2383 2456
Totale specie censite 11 30 32 17 17 21.4

PESCA
Lo stagno è in concessione alla Coop. Pescatori S. Giusta. Vengono utilizzati impianti fissi e vagantivi per un pescato costituito da Mugilidi e Anguille, Spigole, Orate, Triglie, Gobidi, Granchi, Carpe. Attualmente le rese si aggirano intorno ai 100 kg/ha/anno, decisamente ridotte rispetto al passato, influenzate anch’esse dal fattore inquinamento.

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