Stagno Salina Manna
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PARAMETRI GEOGRAFICI
Provincia
Oristano
Comune
San Vero Milis
Coordinate
40°02’N; 08°25’E
Rif. I.G.M.I.
Foglio 514 sez. III
Superficie
65 ha
Proprietà
Demaniale
Codice INFS
OR0224
NORME E PROPOSTE DI TUTELA
Sito Ramsar
No
Sito Natura 2000
SIC ITB030038
Piano Paesaggistico Regionale
Ambito 9 – Tavola 514_III
Riserva Naturale
ex L.R. 31/1989
Istituti venatori: Oasi di protezione faunistica e di cattura
Note:
Tipologia
Sistema stagnale legato all’emersione di barre sabbiose.
Caratteristiche generali
Bacino di raccolta delle acque meteoriche, è soggetto a dissecamento durante la stagione estiva. Elevata salinità delle acque e dei suoli circostanti, che determinano lo sviluppo di una tipica vegetazione alofila.

ASPETTI GEOMORFOLOGICI ED IDROGEOLOGICI
L’area stagnale di Sa Salina Manna si colloca lungo il settore costiero della Sardegna centro-occidentale, nella penisola di Capo Mannu. Quest’ultima fa parte della più ampia penisola del Sinis che racchiude a nord il Golfo di Oristano.

Il substrato geologico della penisola di Capo Mannu è costituito dai sedimenti marini del Miocene superiore, rappresentati da marne e calcari. In particolare questi ultimi identificano dei depositi chimici i cui orizzonti superiori appartengono alle facies evaporitiche messiniane.
Al complesso miocenico seguono i depositi del Quaternario, rappresentati dalla panchina organogena tirreniana, testimone dell’omonina trasgressione del Pleistocene superiore, e dalle arenarie eoliche wurmiane potenti almeno 50 metri. Infine, sopra queste ultime, troviamo le alluvioni, le sabbie eoliche e le sabbie litorali recenti ed attuali.

Nel complesso la penisola di Capo Mannu presenta una morfologia generalmente piana, derivante dalla disposizione stratificata del substrato miocenico, priva di corsi d’acqua di rilevante interesse idrogeologico ma ricca di piccole aree stagnali indipendenti l’una dall’altra probabilmente in comunicazione per via freatica.

Lo stagno di Sa Salina Manna e la vicina area stagnale di Pauli Marigosa, che sono gli specchi d’acqua più estesi della zona, rappresentano dei residui di un antico braccio di mare rimasto chiuso dall’emersione di due cordoni sabbiosi che hanno riunito il Capu Mannu alla terraferma. Nel settore settentrionale della penisola si sviluppa il cordone di Su Pallosu che costituisce una arco di spiaggia che si affacia a mare verso nord-ovest e che chiude lo stagno di Pauli Marigosa, mentre a sud-est è presente il più vasto arco di spiaggia di Cala Saline che delimita a sud lo stagno di Sa Salina Manna.

Le due aree stagnali costituiscono dei piccoli bacini idrici profondi, in condizioni di massima capacità, circa 40 cm. Gli apporti idrici sono rappresentati esclusivamente dagli scarsi apporti meteorici che in essi si raccolgono, mancando infatti del tutto contributi di acque dolci da parti di immissari. Questo fatto, congiuntamente alla forte evaporazione, determina durante il periodo estivo un forte incremento della salinità delle acque ed una drastica riduzione della superficie degli stagni fino al totale prosciugamento, lasciando il posto a bianche distese saline.

L’eccessiva salinità presente nei suoli della penisola di Capo Mannu ed il drenaggio quasi assente impediscono qualsiasi utilizzazione agricola del territorio. Esso possiede, d’altro canto, rilevanti valenze paesaggistiche ed ambientali rese ancora più importanti dalla presenza della torre spagnola del 700 che si colloca nell’estrema punta della penisola (Bocchieri et alii, 1988).

ASPETTI NATURALISTICI
L’assenza di immissari di acqua dolce, la evaporazione a cui è soggetto lo stagno in estate (che lo rendono simile a quello di Sale Porcus), condizionano lo sviluppo della vegetazione che, ridotta ai contorni dello stagno, è composta essenzialmente da alofite, con praterie di Salicornia (Salicornia sp.), Juncus sp.

La salinità è infatti elevata, raggiungendo i valori massimi nel periodo estivo, in concomitanza alla forte riduzione o scomparsa della lama d’acqua.
E’ presente però anche Phragmites sp., e nella parte orientale si riscontra perfino lo Scirpetum lacustris (specie dominante Scirpus lacustris).

Le acque ospitano una flora algale a Chara sp., e cenosi a Ruppia sp. (Diana Corrias & Valsecchi, 1979; Schenk, 1988).

AVIFAUNA MIGRATORIA / OSPITI REGOLARI DI INTERESSE COMUNITARIO (1994-98)
(All. I Dir. 79/409 CEE e 91/744 CEE)
Garzetta, Fenicottero, Falco di palude, Pellegrino, Cavaliere d’Italia, Avocetta, Piviere dorato, Combattente, Piro piro boschereccio, Gabbiano roseo, Gabbiano corso, Sterna zampenere, Beccapesci, Sterna comune, Fraticello, Mignattino piombato, Mignattino, Martin pescatore, Calandrella, Calandro, Magnanina.

VERTEBRATI RIPRODUCENTISI DI INTERESSE COMUNITARIO (1994-98)
(All. I Dir. 79/409 CEE e 91/744 CEE; All. II e IV Dir. 92/43 CEE)
ANFIBI: Rospo smeraldino, Raganella sarda (N-prob.).
RETTILI: Testuggine greca, Lucertola campestre, Gongilo ocellato, Biacco.
UCCELLI: Cavaliere d’Italia, Avocetta, Gabbiano roseo, Sterna zampenere, Sterna comune, Fraticello, Calandrella.

CENSIMENTI INVERNALI DELL’AVIFAUNA ACQUATICA (1993-97)
Totale degli individui, raggruppati per Ordini, contati nei cinque anni di “Censimenti invernali degli uccelli acquatici nelle zone umide della Sardegna” (I.W.R.B.) durante il mese di gennaio.

ANNI DEI CENSIMENTI E INDIVIDUI CENSITI
ORDINE 1993 1994 1995 1996 1997 N° medio
Gaviiformes
Podicipediformes
Pelecaniformes
Ciconiiformes 2 0.4
Phoenicopteriformes 261 256 6 26 104 130.6
Anseriformes 24 183 244 109 235 159
Gruiformes 1 0.2
Charadriiformes 195 93 184 155 1 125.6
Accipitriformes 1 0.2
Coraciformes
Totale individui 483 532 435 290 340 416
Totale specie censite 14 9 9 7 4 8.6

PESCA
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