Stagno Feraxi Colostrai
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PARAMETRI GEOGRAFICI
Provincia
Cagliari
Comune
Muravera
Coordinate
39°20’N; 09°35’E
Rif. I.G.M.I.
Foglio 558 sez. I
Superficie
200 ha circa
Proprietà
Colostrai:proprietà privata. Feraxi: demanio
Codice INFS
CA0407 – CA0408
NORME E PROPOSTE DI TUTELA
Sito Ramsar
No
Sito Natura 2000
ZPS ITB043025;
SIC ITB040019
Piano Paesaggistico Regionale
Ambito 26 – Tavola 558 I
Riserva Naturale
ex L.R. 31/1989
Istituti venatori
Oasi di protezione faunistica e di cattura
Note
Tipologia
Sistema stagnale e lagunare legato alla dinamica del Rio Picocca e alle modificazioni antropiche della circolazione idrica fluviale.
Caratteristiche generali
Importante zona umida confinante con un esteso sistema dunare e litorale; presenza di significative emergenze geomorfologiche. Il paesaggio vegetale è caratterizzato da fitocenosi di acque e suoli salmastri. Sosta e riproduzione di avifauna acquatica di interesse comunitario.

ASPETTI GEOMORFOLOGICI ED IDROGEOLOGICI
Gli stagni di Colostrai e di Feraxi si collocano nel settore sud-orientale costiero della Sardegna, in prossimità del villaggio di S. Priamo.

Il substrato geologico dell’area in esame è rappresentato da rocce intrusive di natura granitica riferibili all’orogenesi ercinica, su cui poggiano depositi quaternari ed attuali di varia origine e natura. Nel settore pedemontano affiorano depositi di glacis, mentre le alluvioni, attuali ed antiche, si estendono in una vasta fascia a cavallo del corso del Rio Picocca.

L’attuale configurazione morfologica del territorio è il risultato, oltre che di eventi morfogenetici pleistocenici ed attuali, anche dell’azione antropica che ha modificato sostanzialmente la circolazione idrica superficiale ed i flussi idrici da e verso il mare.

Il Rio Picocca ed il suo principale affluente, il Rio Corr ‘e Pruna, furono infatti deviati, verso la fine degli anni 40, per consentire la bonifica dell’area di Corr’e Pruna, determinando così la permanente sommersione della depressione di retrospiaggia di Colostrai.

In seguito, visto il forte apporto detritico dei corsi d’acqua che ostruiva il flusso idrico da e verso il mare, si rese necessaria, al fine dello sfruttamento economico delle zone umide in questione, la costruzione di opere in scogliera che resero permanenti le bocche a mare degli stagni di Colostrai e di Feraxi. Attualmente è, quindi, più opportuno parlare di laguna di Colostrai e laguna di Feraxi. Tali opere rappresentano una soluzione di continuità allo sviluppo della spiaggia. La variazione della direzione della corrente di deriva litorale in prossimità delle opere stesse ha evidenti ripercussioni, anche se locali, sulla dinamica della linea di riva.

L’area si presenta nel suo complesso come una unità geomorfologica notevolmente omogenea caratterizzata dalla presenza di significative emergenze geomorfologiche che devono la loro origine all’azione ed alla interazione tra dinamica fluviale, dinamica costiera ed eolica.

Il litorale sabbioso che si estende da Capo Ferrato a Sud fino a Monte Antoni Peppi a Nord, lungo circa 6,5 Km, e che separa dal mare il sistema stagnale di retrospiaggia di Colostrai – Feraxi e quello delle Saline (quest’ultimo, alimentato prevalentemente da acque meteoriche ed infiltrazioni freatiche, vede durante la fine della stagione estiva un periodo di estinzione) consta, oltre che dell’arco di spiaggia sabbiosa, di un imponente cordone di spiaggia esteso tra Monte Antoni Peppi e l’Hotel Colostrai e visibile anche in località Prumare di Feraxi, e di un sistema dunale di retrospiaggia, di età olocenica, che sottolinea l’intero arco litorale tra le Saline e S’Acqua Pudexia.

Particolare importanza rivestono, infine, il sistema di canali meandriformi, attivi ed inattivi, che costituiscono la bassa piana alluvionale del Rio Picocca, ed i rilievi isolati di Monte Antoni Peppi (104 m) e Torre delle Saline (60 m).

Il bacino imbrifero che alimenta l’area stagnale corrisponde a quello del Rio Picocca, il cui bacino idrografico, esteso 362,82 Kmq, si sviluppa a occidente fino a P.ta Serpeddì e i Monti dei Sette Fratelli, mentre a sud comprende i rilievi collinari di Castiadas.
Il Rio Corre ‘e Pruna, il Rio Ollastu e il Rio Cannas, rappresentano i tributari più importanti del Rio Picocca.

Le imponenti modificazioni antropiche sul territorio, l’urbanizzazione e fenomeni di eutrofizzazione rappresentano i principali problemi dell’area stagnale (Gruppo Lacava, 1994).

ASPETTI NATURALISTICI
Ciascuno dei due bacini, per effetto dell’apertura di bocche a mare, può essere attualmente considerato una laguna, le cui acque mostrano un grado di salinità variabile in funzione degli apporti degli immissari fluviali e marini (la salinità è comunque più elevata a Feraxi).

Le acque di Colostrai vengono definite mesotrofiche, mentre quelle di Feraxi oligotrofiche (Cannas et al. 1998). Sono praticamente inesistenti infatti gli apporti di inquinanti di origine agricola o zootecnica

La flora acquatica dello Stagno di Colostrai presenta vaste praterie di Ruppia maritima e R. cirrhosa, mentre Cymodocea nodosa e Zostera noltii risultano in riduzione rispetto a precedenti rilevamenti. Tra le alghe, appare in riduzione Ulva rigida, mentre è ben rappresentata Cladophora sp. Il fitoplancton è costituito soprattutto da Diatomee.

Nelle acque dello stagno di Feraxi appare poco rappresentata la famiglia delle Potamogetonaceae (Ruppia maritima, Cymodocea nodosa) a seguito della recente bonifica, mentre predominano le Tallofite del genere Ulva ed Enteromorpha. Anche in questo caso le Diatomee caratterizzano il fitoplancton.
Comune e diffusa in entrambi i bacini l’alga verde Enteromorpha intestinalis.

La componente ad elofite è costituita da fitti canneti a Phragmites australis e Typha latifolia in corrispondenza degli apporti di acque dolci dagli immissari (fitti soprattutto a Colostrai, in cui già si possono osservare fenomeni di interramento). Laddove aumenta la salinità, specie vicino al mare, la vegetazione alofila si caratterizza per la presenza di Juncus subulatus, J. maritimus e/o J. acutus; praterie terofitiche a Salicornia sp.; arbusteti o suffruticeti dell’Alleanza Arthrocnemenion fruticosi.

La vegetazione psammofila del vicino cordone sabbioso interposto tra i bacini e il mare, è composta da associazioni e cenosi terofitiche, geofitiche, camefitiche e fanerofitiche. Recenti rilievi fitosociologici hanno messo in evidenza una situazione peculiare e rara nel Mediterraneo (abbondanza di Echinophora spinosa insieme a Agropyron junceum, Ammophila littoralis e Crucianella maritima), che impone studi più approfonditi sulla dinamica della vegetazione di tali delicati ambienti.

Un cenno al piccolo Stagno delle Saline, a nord di Colostrai, che è soggetto a dissecamento estivo. Nelle sue acque, dalla elevata concentrazione salina, si sviluppa l’associazione a Ruppia drepanensis e Althenia filiformis (da Gruppo Lacava, 1994).

Le imponenti modificazioni antropiche del territorio e l’urbanizzazione rappresentano i principali problemi dell’area stagnale.

Lo stagno di Colostrai è inserito tra le “aree costiere di rilevante interesse botanico nella redazione dei Piani Paesistici della Sardegna” (Camarda, 1989) e nel “sistema di aree di interesse botanico per la salvaguardia della biodiversità floristica della Sardegna” (Camarda, 1995).

AVIFAUNA MIGRATORIA / OSPITI REGOLARI DI INTERESSE COMUNITARIO (1994-98)
(All. I Dir. 79/409 CEE e 91/744 CEE)
Cormorano, Cormorano dal ciuffo, Tarabusino, Nitticora, Sgarza ciuffetto, Garzetta, Airone bianco maggiore, Airone rosso, Cicogna bianca, Spatola, Fenicottero, Falco di palude, Falco pescatore, Pellegrino, Cavaliere d’Italia, Avocetta, Occhione, Pernice di mare, Piviere dorato, Combattente, Gabbiano roseo, Gabbiano corso, Sterna zampenere, Beccapesci, Sterna comune, Fraticello, Mignattino piombato, Mignattino, Martin pescatore, Calandrella, Tottavilla, Calandro, Pettazzurro, Magnanina sarda, Magnanina, Averla piccola.

VERTEBRATI RIPRODUCENTISI DI INTERESSE COMUNITARIO (1994-98)
(All. I Dir. 79/409 CEE e 91/744 CEE; All. II e IV Dir. 92/43 CEE)
ANFIBI: Discoglosso sardo, Rospo smeraldino, Raganella sarda.
RETTILI: Testuggine d’acqua, Testuggine comune (N-prob.), Lucertola campestre, Gongilo ocellato, Biacco.
UCCELLI: Garzetta, Falco di palude (N-poss.), Pollo sultano, Cavaliere d’Italia (N-prob.), Occhione (N-poss.), Sterna zampenere (N-poss.), Sterna comune (N-poss.), Fraticello, Martin pescatore (N-prob.), Calandrella, Calandro.

COLOSTRAI: CENSIMENTI INVERNALI DELL’AVIFAUNA ACQUATICA (1993-97)
Totale degli individui, raggruppati per Ordini, contati nei cinque anni di “Censimenti invernali degli uccelli acquatici nelle zone umide della Sardegna” (I.W.R.B.) durante il mese di gennaio.

ANNI DEI CENSIMENTI E INDIVIDUI CENSITI
ORDINE 1993 1994 1995 1996 1997 N° medio
Gaviiformes
Podicipediformes 25 27 32 32 30 29.2
Pelecaniformes 291 297 173 221 129 222.2
Ciconiiformes 220 165 152 123 99 151.8
Phoenicopteriformes 49 235 178 69 249 156
Anseriformes 2402 1464 1467 942 1483 1551.6
Gruiformes 635 555 102 115 5 282.4
Charadriiformes 550 495 642 180 300 433.4
Accipitriformes 2 3 6 1 4 3.2
Coraciformes 3 4 6 9 6 5.6
Totale individui 4177 3245 2758 1692 2305 2835.4
Totale specie censite 34 34 29 29 31 31.4

FERAXI: CENSIMENTI INVERNALI DELL’AVIFAUNA ACQUATICA (1993-97)
Totale degli individui, raggruppati per Ordini, contati nei cinque anni di “Censimenti invernali degli uccelli acquatici nelle zone umide della Sardegna” (I.W.R.B.) durante il mese di gennaio.

ANNI DEI CENSIMENTI E INDIVIDUI CENSITI
ORDINE 1993 1994 1995 1996 1997 N° medio
Gaviiformes
Podicipediformes 3 1 3 3 1.8
Pelecaniformes 6 2 6 3 3.4
Ciconiiformes 9 11 5 5 6
Phoenicopteriformes
Anseriformes
Gruiformes
Charadriiformes 1 12 25 35 120 38.6
Accipitriformes 1 0.2
Coraciformes 2 1 1 1 1
Totale individui 22 25 36 44 129 51.2
Totale specie censite 7 6 9 5 5 6.4

PESCA
Lo stagno di Colostrai è affidato in concessione alla Coop. di S. Giovanni, e la pesca è praticata sia con impianti fissi, che con reti da posta, bertovelli e tremagli, per la cattura di pesce pregiato e Mugilidi. La resa media del periodo 1991-93 è stata di 110 kg/ha/anno.

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