Stagno Calich
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PARAMETRI GEOGRAFICI
Provincia
Sassari
Comune
Alghero
Coordinate
40°36’N; 08°18’E
Rif. I.G.M.I.
Foglio 458 sez. II; Foglio 478 sez. I
Superficie
46 ha
Proprietà
Demanio regionale
Codice INFS
SS1703
NORME E PROPOSTE DI TUTELA
Sito Ramsar – No
Sito Natura 2000 – No
Piano Paesaggistico Regionale
Ambito 13 – Tavola 458_II, 478_I
Riserva Naturale
ex L.R. 31/1989
Istituti venatori: Oasi di protezione faunistica e di cattura
Note:
Incluso nello studio “Invertario dei Biotopi presenti nella fascia costiera della Sardegna”, ’94 (cfr. bibliografia)
Tipologia
Sistema stagnale e lagunare legato all’emersione di barre sabbiose.
Caratteristiche generali
Presenza di un esteso cordone di spiaggia e di un sistema dunare. Ricche fitocenosi nella porzione palustre temporaneamente inondata, tra le quali diffuse formazioni alofitiche.

ASPETTI GEOMORFOLOGICI ED IDROGEOLOGICI
Il bacino lagunare di Calich è situato nella costa nord-occidentale della Sardegna, a nord dell’abitato di Alghero.

Dal punta di vista geologico, lo Stagno di Calich poggia su terreni di varia età e natura: in prossimità di Fertilia affiora il basamento carbonatico cretaceo; verso nord le incisioni fluviali che si innestano nello stagno mettono in evidenza il substrato mesozoico spianato su cui poggia una spessa copertura travertinoso-sabbiosa di età quaternaria; nella parte orientale, invece, il substrato mesozoico è ricoperto da arenarie eoliche, spesso a stratificazione incrociata, del Pleistocene.
Di natura vulcanica risulta, infine, l’Isola della Maddalena posta a circa un chilometro al largo dell’Ospedale Marino, in località S. Giovanni.

Si tratta di uno stagno-laguna dalla forma allungata in direzione NW-SE, disposto parallelamente alla costa, con una superficie totale di circa 100 ha che oscilla nelle diverse stagioni in rapporto agli afflussi di acqua dolce. Anche la profondità è variabile raggiungendo i 50 cm nella parte orientale, di natura stagnale anche con fenomeni di impaludamento, e 1.5 m nella zona occidentale, a carattere più spiccatamente lagunare.

L’area stagnale può essere divisa in due settori distinti: il Calich vero e proprio che va dall’estremità occidentale alla foce dei Rio Barca, e il Calighet (piccolo Calich), più stretto, che va dalla foce del Rio Barca all’estremità sud-orientale.

Nel complesso lo Stagno di Calich comprende l’intero arco di litorale tra il promontorio di P.ta del Gall a NW, prossimo all’abitato di Fertilia, e la località di S. Giovanni a SE. Verso il mare è costeggiato da un grande cordone litorale costiero con dune più o meno regolari fossili o attuali (spiaggia di Maria Pia).

Lo Stagno di Calich comunica con il mare attraverso una bocca naturale costituente il grande canale di Fertilia, largo 60 m e profondo 2 m, in corrispondenza del quale si registrano anche i maggiori valori della profondità delle acque.

L’area umida del Calich ha tre collettori idrici principali: il Rio Barca, il Canale Oruni e il Rio Calvia.
Il più importante è il Rio Barca, con gli affluenti Rio Filibertu, Rio Sassu e Rio Serra, che si immette quasi al centro della laguna. Il Canale di Oruni porta alla laguna le acque della bonifica della Nurra drenando il settore posto a settentrione del bacino imbrifero in esame, mentre il Rio Calvia, di modeste dimensioni, convoglia invece le acque nel settore sud-orientale del bacino. (Gruppo Lacava, 1994).

ASPETTI NATURALISTICI
La vegetazione presenta vari aspetti legati, come già rilevava Valsecchi (1964), alle particolari caratteristiche ambientali, essendo il bacino comunicante costantemente col mare da poter essere indicato come laguna, e alimentato da alcuni immissari di cui il più importante, il Rio Barca, che versa nel settore orientale.

L’associazione vegetale lacustre, indicatrice del grado di salinità delle acque è il Chetomorpho-Ruppietum, con Ruppia sp. e Chaetomorpha linum. Pure presente la prateria a Enteromorpha intestinalis.

I popolamenti ad elofite si localizzano agli sbocchi degli immissari, e sono più diffusi nella porzione del Calighet. La specie numericamente più consistente è Phragmites australis, sia in popolamenti puri che a contatto con altre cenosi; compaiono anche nuclei di Typha sp .e lo Scirpeto a Bolboschoenus maritimus (Gruppo Lacava, 1994).

E’ la zona palustre (“inondata solamente durante la stagione invernale e parzialmente secca durante l’estate”, Valsecchi, 1964) a mostrare la maggiore ricchezza in cenosi, le cui localizzazioni sono in relazione all’entità dell’inondamento e al grado di salinità del terreno.

La vegetazione igrofila vede infatti cenosi a Carex sp.pl. (C. extensa, C. divulsa, C. hispida) lungo il versante settentrionale esternamente al Fragmiteto; cenosi a Juncus acutus e Juncus subulatus (versante Nord, Ovest, a Ovest della foce del Rio Barca); Spartineto a Spartina juncea, sia in popolamenti monospecifici, sia accompagnato da alofite e giunchi (versante Nord, canale a mare) (Diana Corrias & Valsecchi, 1979; Gruppo Lacava, 1994).

Quindi, ben rappresentata, e in copertura quasi sempre elevata, si rinviene la vegetazione alofila a specie legnose e/o suffruticose, lungo il versante settentrionale, meridionale, e lungo le sponde del Calighet.
L’entità specifica caratterizzante è Arthrocnemum fruticosum, che può essere accompagnato da Halimione portulacoides (al limite del Calighet) e da Juncus subulatus (laddove è minore la concentrazione salina del terreno). Arthrocnemum glaucum si insedia invece su suoli più salati (Gruppo Lacava, 1994).

Sono numerose le specie che compaiono nelle varie cenosi, e l’elenco floristico redatto da Valsecchi (1964), che esclude i coltivi e le zone costantemente sommerse, ma che include i prativi dei contorni più prossimi allo stagno, conta 359 entità specifica ripartite in 60 famiglie, con presenza di endemismi soprattutto sardo-corsi.

L’apporto di nutrienti da inquinamento urbano e da attività agricole e zootecniche, determina condizioni di ipereutrofia delle acque dello stagno (Sechi, 1982).

Inserito da Camarda (1989) tra “le aree costiere di rilevante interesse botanico nella redazione dei Piani Paesistici della Sardegna e nel “sistema di aree di interesse botanico per la salvaguardia della biodiversità floristica della Sardegna” (1995).

AVIFAUNA MIGRATORIA / OSPITI REGOLARI DI INTERESSE COMUNITARIO (1994-98)
(All. I Dir. 79/409 CEE e 91/744 CEE)
Cormorano, Tarabusino, Nitticora, Sgarza ciuffetto, Garzetta, Airone bianco maggiore, Airone rosso, Fenicottero, Falco di palude, Falco pescatore, Pellegrino, Voltolino, Cavaliere d’Italia, Combattente, Piro piro boschereccio, Gabbiano roseo, Sterna zampenere, Beccapesci, Fraticello, Mignattino piombato, Mignattino, Martin pescatore, Calandro, Forapaglie castagnolo, Averla piccola.

VERTEBRATI RIPRODUCENTISI DI INTERESSE COMUNITARIO (1994-98)
(All. I Dir. 79/409 CEE e 91/744 CEE; All. II e IV Dir. 92/43 CEE)
ANFIBI: Discoglosso sardo, Rospo smeraldino, Raganella sarda.
RETTILI: Testuggine d’acqua, Testuggine comune, Testuggine marginata (N-poss.), Lucertola campestre, Gongilo ocellato, Biacco.
UCCELLI: Tarabusino (N-poss.), Pollo sultano, Martin pescatore (N-poss.).

CENSIMENTI INVERNALI DELL’AVIFAUNA ACQUATICA (1993-97)
Totale degli individui, raggruppati per Ordini, contati nei cinque anni di “Censimenti invernali degli uccelli acquatici nelle zone umide della Sardegna” (I.W.R.B.) durante il mese di gennaio.

ANNI DEI CENSIMENTI E INDIVIDUI CENSITI
ORDINE 1993 1994 1995 1996 1997 N° medio
Gaviiformes
Podicipediformes 9 12 19 31 14.2
Pelecaniformes 30 49 49 270 57 91
Ciconiiformes 8 11 7 18 8 10.4
Phoenicopteriformes
Anseriformes 4 1 5 2
Gruiformes 43 119 153 65 23 80.6
Charadriiformes 345 278 163 15 67 173.6
Accipitriformes 1 1 0.4
Coraciformes 3 2 1 1.2
Totale individui 438 473 395 368 193 373.4
Totale specie censite 11 11 15 6 14 11.4

PESCA
La concessione per la pesca è affidata dal 1994 alla cooperativa “Il Golfo e la Laguna”. Si pescano Mugilidi nonchè Anguille, Granchi, pesce pregiato. Le rese relative alla precedente gestione erano quantificabili in 200 kg/ha/anno circa di pescato.

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