Palude Osalla
Clicca sulla foto per ingrandirla
PARAMETRI GEOGRAFICI
Provincia
Nuoro
Comune
Orosei
Coordinate
40°22’N; 09°44’E
Rif. I.G.M.I.
Foglio 501 sez. IV
Superficie
52 ha
Proprietà
Patrimonio regionale
Codice INFS
NU0701 – NU0702
NORME E PROPOSTE DI TUTELA
Sito Ramsar
Sito Natura 2000
SIC ITB020013
Piano Paesaggistico Regionale
Ambito 21 – Tavola 501_IV
Riserva Naturale ex L.R. 31/1989
Istituti venatori:
Note: Incluso nello studio “Inventario dei Biotopi presenti nella fascia costiera della Sardegna”, ’94 (cfr. bibliografia)
Tipologia
Sistema stagnale legato alle divagazioni nella depressione di retrospiaggia del fiume Cedrino.
Caratteristiche generali
Ampia zona paludosa. Fitti e diffusi canneti che tendono ad interrare i bacini. Sosta e nidificazione di avifauna di interesse comunitario.

ASPETTI GEOMORFOLOGICI ED IDROGEOLOGICI
La foce del fiume Cedrino e la palude di Osalla, che comprende lo stagno Petrosu e quello di Avale, si collocano all’estremità settentrionale del golfo di Orosei, ad sud-est dell’omonimo centro abitato.
In particolare l’area stagnale interessa una fascia più o meno ristretta, che si sviluppa parallelamente alla costa, dalle località di S. Maria di Mare (Foce del fiume Cedrino) sino in prossimità della caletta di Osalla.

Questa zona paludosa è quindi compresa nella piana costiera di Orosei ed è direttamente legata alla dinamica fluviale del Cedrino.

L’ossatura geologica è costituita da un basamento paleozoico che funge da appoggio alle sovrastanti coperture calcaree (M.te Tuttavista) e basaltiche, queste ultime incise dal Fiume Cedrino che si è aperto un passaggio attraverso le recenti colate terziarie riducendole a pianori (Gollei).
I sedimenti più recenti sono costituiti dai depositi alluvionali, per lo più sabbioso-limosi, deposti dal fiume Cedrino e che rappresentano la colmata finale della piana costiera.
Questi sedimenti, riferibili all’Olocene, sono stati successivamente incisi dando luogo ad un terrazzo che si eleva di circa un metro sull’alveo attuale.

In diversi periodi dell’anno le acque del fiume Cedrino originano stagni e impaludamenti, tipici di una foce intermittente, tra cui la palude di Osalla, che occupa la depressione retrodunare. La palude si sviluppa in una stretta fascia di territorio, di ampiezza massima di circa 100 metri, in cui sono conservati i paleoalvei e i canali di magra delle antiche foci del Cedrino.

Il bacino di approvvigionamento idrico dell’intero sistema stagnale si estende su una superficie di circa 25,5 Kmq, e lo spartiacque interessa nell’entroterra le creste dei rilievi di P.ta Argiolas e del M.te Tuttavista, mentre lungo costa è racchiuso entro i limiti di sviluppo dello stesso stagno.
La ormai completa occlusione dei canali di comunicazione con il Cedrino, il cui reticolo idrografico verte su due segmenti fluviali, il Rio Pedduzza ed il Rio Istrumpu, a bassa organizzazione gerarchica, limita l’afflusso idrico all’area stagnale al solo bacino considerato.
Nel Rio Pedduzza confluiscono le acque di circa un terzo dell’intero bacino imbrifero, pur presentando uno sviluppo dell’asta principale più limitato.

Le formazioni che fungono da copertura al paleozoico, nonostante siano presenti terreni a gradi diversi di porosità, non costituiscono, ad eccezione delle coperture alluvionali (quando lo spessore lo consente) dei serbatoi idrici di rilevante importanza.

Le aree circostanti la palude di Osalla è interessata dall’attività antropica, di tipo prevalentemente agropastorale (Aree a frutteti, pascolo). (Gruppo Lacava, 1994).

ASPETTI NATURALISTICI
Lo stagno di Su Petrosu decorre parallelo alla linea di costa. Avalè veniva descritto (Consiglio Regionale della Sardegna, 1981) come una palude ricoperta da una fitta vegetazione, caratteristica attualmente ancora evidente, con tendenza all’inerbimento dello stagno (Gruppo Lacava, 1994).

Le acque del complesso lagunare, ricevendo quelle del Cedrino, in cui versano scarichi urbani e agricoli, sono definite mesotrofiche (Cannas et. al., 1998).
Le stesse ospitano popolamenti a Ruppia sp., Chaetomorpha linum, Ulva, Monostroma ed Enteromorpha.

La vegetazione palustre dell’area umida è rappresentata da Phragmites sp., Juncus sp., Scirpus sp. (Aa.Vv, 1983). In particolare è diffusa l’associazione a Phragmites australis lungo le sponde dei bacini, nella parte più interna dei quali viene a contatto con il tifeto a Typha sp.pl.

I giuncheti a Juncus maritimus crescono nelle aree soggette a dissecamento estivo, mentre si segnala l’associazione a Carex divisa (Caricetum divisae) su suoli argilloso-sabbiosi, piuttosto scarsa in altri biotopi simili.

Sulle sabbie Cakile maritima caratterizza l’associazione terofitica pioniera, mentre in condizioni di relativa maggiore evoluzione compaiono frammenti delle associazioni Agropyretum e Ammophiletum.

Per quel che riguarda la foce del Cedrino, la componente forestale è data da nuclei di Oleandro (Nerium oleander), Tamerice (Tamarix sp.), Agnocasto (Vitex agnus-castus) nel greto e nelle aree adiacenti; Ontani (Alnus glutinosa) e Salici (Salix sp.pl.) lungo le sponde (Gruppo Lacava, 1994).

Inserito da Camarda (1995) nel “sistema di aree di interesse botanico per la salvaguardia della biodiversità floristica della Sardegna”.

AVIFAUNA MIGRATORIA / OSPITI REGOLARI DI INTERESSE COMUNITARIO (1994-98)
(All. I Dir. 79/409 CEE e 91/744 CEE)
Cormorano, Cormorano dal ciuffo, Tarabusino, Nitticora, Sgarza ciuffetto, Garzetta, Airone rosso, Fenicottero, Falco di palude, Albanella minore, Falco pescatore, Pellegrino, Voltolino, Cavaliere d’Italia, Avocetta, Occhione, Pernice di mare, Combattente, Piro piro boschereccio, Gabbiano roseo, Gabbiano corso, Sterna zampenere, Beccapesci, Sterna comune, Fraticello, Mignattino piombato, Mignattino, Martin pescatore, Calandra, Calandrella, Tottavilla, Calandro, Pettazzurro, Forapaglie castagnolo, Magnanina sarda, Magnanina, Averla piccola.

VERTEBRATI RIPRODUCENTISI DI INTERESSE COMUNITARIO (1994-98)
(All. I Dir. 79/409 CEE e 91/744 CEE; All. II e IV Dir. 92/43 CEE)
ANFIBI: Rospo smeraldino, Raganella sarda.
RETTILI: Testuggine d’acqua, Testuggine comune (N-prob.), Lucertola campestre, Gongilo ocellato, Biacco.
UCCELLI: Tarabusino (N-prob.), Airone rosso, Pollo sultano (N-prob.), Cavaliere d’Italia (N-prob.), Occhione (N-prob.), Fraticello (N-prob.), Martin pescatore, Calandrella, Calandro, Averla piccola.

CENSIMENTI INVERNALI DELL’AVIFAUNA ACQUATICA (1993-97)
Totale degli individui, raggruppati per Ordini, contati nei cinque anni di “Censimenti invernali degli uccelli acquatici nelle zone umide della Sardegna” (I.W.R.B.) durante il mese di gennaio.

ANNI DEI CENSIMENTI E INDIVIDUI CENSITI
ORDINE 1993 1994 1995 1996 1997 N° medio
Gaviiformes
Podicipediformes 9 10 6 23 1
Pelecaniformes 59 107 113 68 13
Ciconiiformes 12 11 16 13 20
Phoenicopteriformes
Anseriformes 1
Gruiformes 66 57 18 66 31
Charadriiformes 1 11 4
Lariformes 300 208 196 108 130
Accipitriformes 1 2 1
Coraciformes 2 2 1
Totale individui 444 396 352 290 200
Totale specie censite 13 10 10 10 12

PESCA
Lo stagno di Avalè è gestito dalla Coop. “Il Risveglio” di Orosei, che pratica la pesca soprattutto con sistemi vagantivi (bertovelli, fiocina, reti da posta). Si catturano soprattutto Mugilidi. Attualmente la produzione è inferiore a 100 kg/ha/anno.

Scarica il contenuto in Pdf Scarica Pdf