Laguna Bau Cerbus
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PARAMETRI GEOGRAFICI
Provincia
Carbonia-Iglesias
Comune
Portoscuso
Coordinate
39°10’N; 04°02’E
Rif. I.G.M.I.
Foglio 564 sez. IV
Superficie
300 ha
Proprietà
Demaniale
Codice INFS
CA2402 – CA2403
NORME E PROPOSTE DI TUTELA
Sito Ramsar
No
Sito Natura 2000
SIC ITB040028
Piano Paesaggistico Regionale
Ambito 6 – Tavola 564_IV
Riserva Naturale
ex L.R. 31/1989
Istituti venatori
Note
Tipologia
Ampia laguna legata alla parziale chiusura di un tratto di mare ad opera di una freccia litorale e formazione di barre sabbiose in fase emergente.
Caratteristiche generali
Ambiente costiero fortemente compromesso dalla presenza del vicino polo industriale di Portovesme che ha limitato l’estensione delle aree stagnali e creato notevoli problemi di inquinamento da metalli pesanti. Vegetazione psammofila di particolare fragilità sulla freccia litorale. Importanti tamericeti. Sosta e riproduzione di una ricca avifauna di interesse comunitario.

ASPETTI GEOMORFOLOGICI ED IDROGEOLOGICI
La laguna di Bau Cerbus si trova lungo la costa dell’iglesiente, alcuni chilometri a sud di Portoscuso, ed è compresa tra la strada provinciale Portoscuso-Mazzaccara, l’abitato di Br.cu Teula e gli impianti industriali di Portovesme. Dell’area umida facevano parte, fino a pochi anni fa, anche gli stagni di Su Stangioni e Su Mari Segau, oggi trasformati in vasche di decantazione e stoccaggio dei residui industriali degli impianti di Portovesme.

Il substrato geologico della regione è costituito da rocce vulcaniche terziarie (trachiti, piroclastiti e conglomerati vulcanici) e, nell’estremo settore settentrionale, dall’articolata serie paleozoica. Su tali litologie poggiano sedimenti recenti ed attuali rappresentati da depositi alluvionali fluviali e fluvio-deltizi e da sabbie litorali e dunari.

Nel complesso i lineamenti morfologici dell’area sono rappresentati da zone livellate e leggermente depresse diffuse lungo la fascia costiera, e da rilevi collinari dell’immediato entroterra in corrispondenza del substrato geologico.

La laguna di Bau Cerbus occupa un’insenatura racchiusa tra la freccia litoranea di Punta s’Aliga che si estende parallelamente alla costa in direzione nord-sud, e la costa stessa.

La freccia litoranea di P.ta s’Aliga deve la sua origine all’accumulo di sedimenti provenienti dal Rio Paringianu, ad opera delle correnti di deriva litorale che scorrono da nord verso sud, a partire dalle scogliere di Capo Altano. Si tratta di una forma recente in continua evoluzione e mobilità e perciò in equilibrio estremamente instabile, la cui crescita e sopravvivenza dipende dalla continuità di alimentazione e dalla stabilità della dinamica delle correnti marine.
P.ta s’Aliga, che costituisce un frammento molto ridotto di un’area che fino agli anni cinquanta si estendeva fino all’altezza di Portoscuso, rappresenta uno dei pochi esempi di frecce litorali presenti in Sardegna ed uno dei più significativi delle coste italiane.

All’interno dell’insenatura formata dalla freccia litoranea e la costa si sono sviluppate delle barre sabbiose sommerse formate dai materiali trasportati dal Rio Paringianu. Questi corpi sabbiosi, disposti parallelamente alla costa sono semisommersi ed in via di colonizzazione da parte della vegetazione.

L’area de Su Passu de Bo Cerbus è occupata da un interessante sistema dunare con vegetazione psammofila e rimboschimenti di essenze alloctone, mentre le dune attive risultano limitate alla freccia di P.ta s’Aliga e nell’area della vecchia foce del Rio Paringianu. Il settore costiero che si estende sotto Br.cu Teula è caratterizzato, invece, da affioramenti rocciosi

Particolare importanza riveste inoltre il piccolo Stagno ‘e Forru, che occupa una depressione tra le sabbie eoliche e le alluvioni, la cui genesi è ancora tutta da verificare.

Il bacino imbrifero che sottende lo stagno di Bau Cerbus ha un’estensione di 105 kmq di cui 90 kmq fanno capo al bacini idrografico del Rio Paringianu mentre i restanti 15 kmq appartengono al bacino del Rio Perdaias, che attualmente si innesta nel tratto canalizzato finale del primo.

Il Rio Paringianu è stato recentemente canalizzato e costretto a sfociare circa un chilometro a sud della vecchia foce. L’area della vecchia foce è conseguentemente soggetta a ristagni ed interrimenti dovuti all’eccessivo sviluppo della vegetazione palustre.

I fenomeni di degrado e gli usi spesso conflittuali con l’equilibrio del sistema in oggetto prefigurano per esso un futuro alquanto incerto. In particolare la presenza del polo industriale di Portovesme-Portoscuso, area dichiarata ai sensi dell’art. 7 della L. 349/1986 ad elevato rischio ambientale ha già attivato fenomeni di bioaccumulo di metalli pesanti nei sedimenti della peschiera di Bau Cerbus.
Particolarmente grave risulta, inoltre, l’inquinamento da Piombo e Cadmio presente nei suoli nelle aree prossime al complesso industriale.

Oltre ai problemi connessi con l’area industriale, la creazione di barriere anti-erosione rischiano di compromettere la naturale evoluzione della freccia litoranea di P.ta s’Aliga (Gruppo Lacava, 1994).

ASPETTI NATURALISTICI
La flora acquatica della laguna è costituita da praterie a Ruppia maritima (nella parte nord-orientale) e a Cymodocea nodosa, accompagnata da Zostera marina, in quella sud-occidentale, più vicino allo sbocco a mare. Presso le foci fluviali (sbocco del Rio Paringianu) compare una prateria galleggiante a Lemna sp.
Il piccolo Stagno di Forru, d’acqua dolce, ospita come specie idrofile Ruppia spiralis, sommersa, e Lemna minor, natante (Consorzi Ambiente Sardegna, 1992).

Per quel che riguarda gli aspetti psammofili della vegetazione, ridotti e frammentari in un ambiente così disturbato, si possono riconoscere, partendo dal mare verso l’interno, i seguenti aggruppamenti: Agropireto (associazione Sporobolo arenarii-Agropyretum juncei); Ammofileto (ass. Echinophoro spinosae-Ammophiletum arenariae); Crucianelleto (ass. Helichryso microphylli-Crucianelletum maritimae); Ginepreto delle sabbie (ass. Pistacio-Juniperetum macrocarpae).

La vegetazione alofila a salicornie, che dà una netta impronta al paesaggio vegetale, risulta inquadrabile nella classe Arthrocnemetea; sono inoltre diffusi i popolamenti a Juncus maritimus. La vegetazione igrofila emersa in prossimità degli immissari presenta densi popolamenti di Typha angustifolia e Phragmites australis (tratto da Gruppo Lacava, 1994), che determinano fenomeni di interrimento nell’area della vecchia foce del Paringianu.

Riveste particolare importanza la vegetazione legata alla morfologia della freccia litoranea di Punta S’Aliga, ambiente “giovane” e tuttora in equilibrio instabile, soggetto ad azione di disturbo antropico. Compare qui la Spartina juncea, sia in popolamenti puri, sia a dare luogo all’associazione Spartino-Juncetum maritimi, che contrae rapporti con le formazioni alofile delle porzioni più interne e riparate.

Ancora si segnala l’associazione Schoeno-Plantaginetum crassifoliae nelle depressioni, a contatto sia dello spartineto che delle formazioni psammofile (Diana Corrias & Valsecchi, 1979; Gruppo Lacava, 1994).

I tamericeti, pure diffusi, si segnalano inoltre per la presenza, unica in Europa, della Tamarix tetrandra (Consorzi Ambiente Sardegna, 1992), considerata specie minacciata.
Elementi floristici di valore arricchiscono quindi un patrimonio vegetale disturbato dai processi di degrado che l’uomo ha innescato con le attività che vengono esercitate in questo settore costiero.

Tale ricchezza giustifica l’inserimento della zone tra le “aree costiere di rilevante interesse botanico nella redazione dei Piani Paesistici della Sardegna” (Camarda, 1989) e nel “sistema di aree di interesse botanico per la salvaguardia della biodiversità floristica della Sardegna” (1995).

AVIFAUNA MIGRATORIA / OSPITI REGOLARI DI INTERESSE COMUNITARIO (1994-98)
(All. I Dir. 79/409 CEE e 91/744 CEE)
Cormorano, Sgarza ciuffetto, Garzetta, Airone bianco maggiore, Airone rosso, Spatola, Fenicottero, Falco di palude, Albanella reale, Albanella minore, Falco pescatore, Pellegrino, Voltolino, Cavaliere d’Italia, Avocetta, Occhione, Pernice di mare, Combattente, Piro piro boschereccio, Gabbiano roseo, Sterna zampenere, Beccapesci, Sterna comune, Fraticello, Mignattino piombato, Mignattino, Martin pescatore, Calandrella, Calandro, Magnanina sarda, Magnanina.

VERTEBRATI RIPRODUCENTISI DI INTERESSE COMUNITARIO (1994-98)
(All. I Dir. 79/409 CEE e 91/744 CEE; All. II e IV Dir. 92/43 CEE)
ANFIBI: Discoglosso sardo, Rospo smeraldino, Raganella sarda.
RETTILI: Testuggine d’acqua (N-poss.), Testuggine comune (N-prob.), Lucertola campestre, Gongilo ocellato (N-prob.), Biacco.
UCCELLI: Tarbusino (N-poss.), Airone rosso (N-prob.), Falco di palude, Pollo sultano (N-poss.), Cavaliere d’Italia, Occhione (N-prob.), Sterna zampenere (N-poss.), Sterna comune, Fraticello, Calandrella, Calandro.

CENSIMENTI INVERNALI DELL’AVIFAUNA ACQUATICA (1993-97)
Totale degli individui, raggruppati per Ordini, contati nei cinque anni di “Censimenti invernali degli uccelli acquatici nelle zone umide della Sardegna” (I.W.R.B.) durante il mese di gennaio.

ANNI DEI CENSIMENTI E INDIVIDUI CENSITI
ORDINE 1993 1994 1995 1996 1997 N° medio
Gaviiformes
Podicipediformes 2 11 7 4
Pelecaniformes 44 36 57 52 75 52.8
Ciconiiformes 150 117 118 69 34 97.6
Phoenicopteriformes 312 149 200 5 265 186.2
Anseriformes 80 1528 2367 329 153 891.4
Gruiformes 301 214 120 58 5 139.6
Charadriiformes 411 727 850 289 330 521.4
Accipitriformes 1 3 8 2 4 3.6
Coraciformes 6 4 2 7 5 4.8
Totale individui 1307 2778 3722 822 878 1901.4
Totale specie censite 23 19 25 23 21 22.2

PESCA
La Laguna è affidata in gestione alla cooperativa Boi Cerbus, anche se attualmente le pesca è sospesa. Viene praticata mediante impianti fissi. Si catturano Mugilidi, Anguille, Orate, Mormore, Sparlotte, Spigole, Ghiozzi, Gamberi, Seppie, Vongola verace.

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