Foce Coghinas
Clicca sulla foto per ingrandirla
PARAMETRI GEOGRAFICI
Provincia
Sassari
Comune
Valledoria
Coordinate
40°56’N; 08°49’E
Rif. I.G.M.I.
Foglio 442 sez. IV
Superficie
50 ha
Proprietà
Demanio marittimo
Codice INFS
SS11B
NORME E PROPOSTE DI TUTELA
Sito Ramsar
Sito Natura 2000
SIC ITB010004
Piano Paesaggistico Regionale
Ambito 14 – Tavola 441_III
Riserva Naturale
ex L.R. 31/1989
Istituti venatori:
Note:
Tipologia
Sistema stagnale legato alla dinamica del fiume Coghinas in prossimità della foce.
Caratteristiche generali
Ricca varietà di ambienti vegetazionali in buono stato di conservazione. Sosta e riproduzione di avifauna acquatica di interesse comunitario.

ASPETTI GEOMORFOLOGICI ED IDROGEOLOGICI
La foce del fiume Coghinas è situata nella Sardegna settentrionale, e si apre nel Golfo dell’Asinara. Essa individua una fascia costiera della larghezza di circa cinquecento metri e della lunghezza di poco più di tre chilometri.

La piana costiera del fiume Coghinas separa la regione granitica, porfirica e scistosa della Gallura da quella calcarenitica e vulcanica dell’Anglona. Si tratta di una depressione tettonica, colmata nel Plio-quaternario da potenti depositi continentali prevalentemente di natura alluvionale e da estese coperture di sabbie eoliche, con detriti di falda alla base dei rilievi che delimitano tale depressione.

In prossimità del litorale, il fiume Coghinas segue, per circa tre chilometri, un andamento parallelo alla costa fino a San Pietro a Mare, dove si apre la foce.

La fascia litorale compresa tra il mare e il fiume è costituita da cordoni di spiaggia, in forma di cuspidi sabbioso-ghiaiose, e allineamenti dunari mobili e stabilizzati.

La zona di foce comprende, quindi, oltre alla bocca a mare del fiume Coghinas anche alcune isole mobili di natura sabbiosa e alcune frecce litorali convergenti verso la stessa apertura a mare.

L’acqua è prevalentemente fluviale, mentre in prossimità dello sbocco a mare si verifica uno scambio con l’acqua marina.

Il reticolo idrografico mostra uno sviluppo dendritico assai articolato nel versante destro della valle, lineare e poco sviluppato in quello sinistro, risiedendo, tali nette differenze, nella diversa natura geologica e morfologica delle due sponde della valle.

Il movimento idrico sotterraneo è governato dall’assetto strutturale della regione, risultato di importanti faglie e dislocazioni realizzatesi al contatto tra le formazioni paleozoiche e cenozoiche o che, comunque, hanno frammentato il basamento cristallino.
Lungo le fratture del basamento si osserva dunque una intensa circolazione idrica che va ad alimentare le falde contenute nelle formazioni acquifere ed in particolare sia nelle coperture alluvionali attuali che in quelle antiche terrazzate che si collocano all’interno dell’area in esame. (Gruppo Lacava, 1994).

ASPETTI NATURALISTICI
L’area in esame possiede un elevato valore naturalistico, sia per la varietà degli ambienti vegetazionali che in essa ricadono, sia per il loro buono stato di conservazione.

Consideriamo innanzitutto le acque: nella porzione della foce (dal grado variabile di salinità) sono state rinvenute principalmente Ruppia cirrhosa ed Enteromorpha sp. Campionamenti in un tratto fluviale più a monte hanno mostrato la presenza di Enteromorpha e Chaetomorpha insieme ad altre specie più tipicamente dulcicole, segnali di ambiente di transizione.

La vegetazione ripariale mostra una densa copertura di Tamarix sp.pl. che può raggiungere i 4-5 m. di altezza, con Oleandri (Nerium oleander) su fondo ciottoloso. Ma si segnalano anche Ontani (Alnus glutinosa) e Salici (Salix sp.pl.) sebbene la loro diffusione sia tipica dei tratti più interni del fiume.
La vegetazione palustre è rappresentata dal canneto a Phragmites australis; la Spartina juncea compare in dense praterie presso le aree umide della foce.

Particolarmente importante la vegetazione psammofila. Sulle spiagge le terofite Cakile maritima e Salsola kali caratterizzano il paesaggio, ma peculiare è la presenza di estesi pratelli a Euphorbia peplis e Polygonum maritimum dovuta alla grossolanità delle sabbie e la presenza dell’acqua del fiume.

Sulle dune mobili compare l’associazione Sporobolo-Agropyretum juncei; meno frequente l’Ammofileto Echinophoro spinosae-Ammophiletum arenariae.
Sulle dune stabili, fragili cenosi dal ruolo importante di stabilizzatrici delle sabbie, dominano Crucianella maritima, Ephedra distachya, Astragalus massiliensis, Armeria pungens.

La vegetazione forestale delle sabbie è data dalle associazioni Pistacio-Juniperetum macrocarpae, Oleo-Juniperetum turbinatae, e dalla cenosi a Rhamnus alaternus e Juniperus turbinata. Opere di rimboschimento hanno però modificato la composizione floristica, nonchè la fisionomia e la struttura della vegetazione naturale (da Gruppo Lacava, 1994).

Il sito è inserito da Camarda (1989) tra le “aree costiere di rilevante interesse botanico nella redazione dei Piani Paesistici della Sardegna, e nel “sistema di aree di interesse botanico per la salvaguardia della biodiversità floristica della Sardegna” (1995) (insieme alle dune di Badesi).

AVIFAUNA MIGRATORIA / OSPITI REGOLARI DI INTERESSE COMUNITARIO (1994-98)
(All. I Dir. 79/409 CEE e 91/744 CEE)
Cormorano, Cormorano dal ciuffo, Tarabusino, Nitticora, Sgarza ciuffetto, Airone rosso, Fenicottero, Falco di palude, Falco pescatore, Pellegrino, Voltolino, Cavaliere d’Italia, Avocetta, Occhione, Combattente, Piro piro boschereccio, Gabbiano roseo, Gabbiano corso, Sterna zampenere, Sterna maggiore, Beccapesci, Sterna comune, Fraticello, Mignattino piombato, Mignattino, Martin pescatore, Calandrella, Calandro, Magnanina sarda, Magnanina, Averla piccola.

VERTEBRATI RIPRODUCENTISI DI INTERESSE COMUNITARIO (1994-98)
(All. I Dir. 79/409 CEE e 91/744 CEE; All. II e IV Dir. 92/43 CEE)
ANFIBI: Discoglosso sardo (N-prob.), Rospo smeraldino, Raganella sarda.
RETTILI: Testuggine d’acqua, Testuggine comune, Lucertola campestre, Gongilo ocellato, Biacco.
UCCELLI: Tarabusino (N-poss.), Airone rosso (N-poss.), Falco di palude (N-poss.), Pollo sultano (N-prob.), Occhione (N-poss.), Sterna comune (N-prob.), Fraticello, Martin pescatore, Calandrella, Calandro.

CENSIMENTI INVERNALI DELL’AVIFAUNA ACQUATICA (1993-97)
Totale degli individui, raggruppati per Ordini, contati nei cinque anni di “Censimenti invernali degli uccelli acquatici nelle zone umide della Sardegna” (I.W.R.B.) durante il mese di gennaio.

ANNI DEI CENSIMENTI E INDIVIDUI CENSITI
ORDINE 1993 1994 1995 1996 1997 N° medio
Gaviiformes 19 3.8
Podicipediformes 21 26 28 18 6 19.8
Pelecaniformes 83 62 142 28 74 77.8
Ciconiiformes 5 19 20 23 8 15
Phoenicopteriformes
Anseriformes 26 13 36 51 25.2
Gruiformes 81 67 17 49 38 43
Charadriiformes 306 652 692 129 153 386.4
Accipitriformes 3 6 8 12 1 6
Coraciformes 2 2 3 6 2.6
Totale individui 527 847 965 316 280 587
Totale specie censite 29 29 28 23 16 25

PESCA
L’area umida non ha utilizzazione produttiva.

Scarica il contenuto in Pdf Scarica Pdf