Miracolo a Molentargius

pubblicato da L’Unione Sarda il 19 maggio 2011

Miracolo a Molentargius


Sono circa 3500 le coppie che vivono attualmente nello stagno
I fenicotteri nidificano. I pulli a metà giugno

Gentarrubia. Così li chiamano i cagliaritani, per sottolineare la familiarità che hanno con loro, preferito al più asettico mangonis . In ogni caso si tratta dei fenicotteri rosa, che dalla primavera all’autunno, quando sono in volo da uno stagno all’altro dell’area vasta, tagliano con una striscia rosso fuoco il cielo cristallino dell’estate sarda. In questo periodo sta avvenendo un avvenimento delicatissimo, e per questo straordinario: la nidificazione. «L’anno scorso ci hanno provato a Santa Gilla ma c’è stato un fattore di disturbo, probabilmente cani randagi», spiega Helmar Schenk, ornitologo tedesco trapiantato in città da quarant’anni.
LE COLONIE A Molentargius ci sono tre colonie, tutte intente a curare le uova. «In quella più grande, nel lato ovest, vivono 2000/2500 coppie, più altre 1000 nel versante di Quartu», spiega Schenk. Poi ce n’è una terza, più piccola, che si è appropriata del basamento dove si innalzava un traliccio dell’Enel. Circa 7000 fenicotteri in totale. «La nidificazione dipende dalla lama dell’acqua, che dev’essere bassa, e dall’evaporazione dello stagno». La grande incognita sono però cani randagi e gabbiani, che attaccano i fenicotteri e le loro uova, «se tutto va bene a metà giugno nasceranno i pulli, i piccoli dei fenicotteri».
A MOLENTARGIUS Se si passa in auto nell’Asse mediano o ci si sofferma a guardare il panorama da Monte Urpinu colpisce il numero di fenicotteri che ci sono quest’anno. «Le zone più popolate variano in base alla quantità di cibo, fitoplancton e piccole aragoste, e alla presenza di terre emerse dove nidificare», racconta l’ornitologo. «Curano l’uovo sia i maschi che le femmine: uno rimane accovacciato, mentre l’altro sta di guardia in piedi». Schenk rivela anche perché questi uccelli palustri formano colonie così grandi. «Il fenicottero è una specie che non ha grandi risorse di difesa. Quindi l’unione fa la forza».
IL PARCO Questa specie è monitorata costantemente. «Si riconoscono da un anello colorato che viene applicato nelle zampe, così si possono seguire i loro spostamenti». Tunisia, Francia, Spagna, delta del Po, sempre alla ricerca dell’habitat migliore. «Cagliari è un caso unico al mondo, non esistono altre città con un’area umida urbana come questa», afferma Schenk. «Per questo va tutelata e valorizzata». Molentargius è un museo a cielo aperto, «basterebbe affidare la gestione delle visite a una coop, piazzare piattaforme e cannocchiali in punti strategici». Come fanno in altri posti, dove per ammirare i fenicotteri, però, bisogna fare chilometri a piedi. A Cagliar no.

di Mario Gottardi