Parco Molentargius
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Territorio del Parco Molentargius Saline

Vista satellitale Parco Molentargius Saline


Incastonata tra le città di Cagliari e Quartu, delimitata a sud dalla Spiaggia del Poetto e Margine Rosso, il Parco regionale Molentargius Saline è un'area umida di importanza internazionale, specialmente come biotopo per gli uccelli acquatici.
Il sito è costituito da bacini di acqua dolce (stagni del Bellarosa Minore e Perdalonga), da bacini di acqua a differenti gradi di salinità (stagni del Bellarosa Maggiore o Molentargius e stagno di Quartu) e la fascia dunale di Is Arenas.

Un ambiente salmastro - lagunare esisteva agli estremi della fossa del Campidano (gli attuali golfi di Cagliari ed Oristano) fin da 8 milioni di anni fa, alla fine del Miocene. Da allora si è avuto un susseguirsi di cicli evolutivi costieri, cioè cordone sabbioso litoraneo - palude - stagno, intercalati dalle avanzate del mare.
In particolare, Molentargius già 120 mila di anni fa, con dimensioni diverse, era uno stagno o comunque una palude.
Il Poetto e la striscia di Is Arenas non esistevano ancora come terre emerse, infatti la spiaggi era più alta di 10 metri rispetto al livello attuale e quindi il mare arrivava a lambire le falde di Monte Urpinu e costeggiava Pirri, Selargius e buona parte di Quartu. La emersione del cordone litorale di Is Arenas, infatti, è avvenuta prima del grande freddo iniziato 75 mila anni fa, provocando il ritiro del mare.
Da 75 mila fino a 18 mila anni fa (momento del massimo freddo glaciale) il mare si è ritirato scendendo a circa 130 metri sotto il livello attuale; in quel periodo tutta l'area dei golfi di Cagliari e Quartu era terra emersa, con ampi campi di dune, stagni e lagune molto distanti dalle rive attuali, oltre a boschi nei quali, tra l'altro, viveva l'uomo. Tutta la zona subì forti escavazioni ad opera delle acque dei fiumi che sboccavano in mare nei pressi di Marina Piccola.
Da questa stessa via entrò il mare da 18 mila fino a 10 mila anni fa che, risalendo in modo discontinuo in seguito alle temperature, ha colmato lo stagno con depositi salmastro - lagunali; circa 6500 anni fa si raggiunse la temperatura massima di questa epoca denominata "optimum climatico olocenico" ed il mare superò di qualche decina di centimetri il livello attuale: è in quel momento che si ha la nascita del cordone sabbioso del Poetto ad opera delle correnti marine che depositarono la sabbia.
In seguito all'arretramento del mare ai livelli attuali, avvenuto circa 5000 anni fa, un tratto di mare rimase imprigionato fra la striscia di Is Arenas ed il nuovo cordone sabbioso del Poetto, dando vita a quello che noi ora conosciamo come Stagno di Quartu.
La comunicazione diretta col mare è rimasta aperta fino al '700; col tempo, in mancanza di corsi d'acqua importanti come immissari, i due cordoni di Is Arenas e del Poetto si sono chiusi dando origine ai due stagni litorali di Molentargius e di Quartu.
Quindi, originariamente lo Stagno di Quartu era uno stagno retrodunale, sbarrato verso il Golfo di Quartu S.Elena dal cordone sabbioso del Poetto, e veniva alimentato esclusivamente dalle mareggiate, costituendo una salina naturale.
Lo stagno del Bellarosa Maggiore invece si stende in una depressione quasi circolare di sedimenti arenacei e sabbiosi ed è sbarrato verso il mare dagli stessi depositi tirreniali circostanti del cordone di Is Arenas, quest'ultimo confinante con lo Stagno di Quartu. Sin all'inizio del secolo scorso il Bellarosa Maggiore veniva alimentato dai modesti bacini dimbriferi (di acqua piovana) del Riu Saliu, del Rio Mortu, del Rio di Selargius e del Rio Is Cungiaus, la cui superficie complessiva ammonta a circa 60 kmq, compreso lo stesso bacino del Bellarosa Maggiore. Le sue acque erano salmastre con aumento della salinità e la tendenza a prosciugarsi nel periodo estivo.
I primi impianti industriali per l'estrazione del sale marino, eseguito dai Piemontesi a partire dal 1830, furono proprio realizzati nello "Stagno di Quartu" e in altri stagnetti in prossimità della costa (San Bartolomeo, La Palma ecc.) e soltanto nella seconda metà del secolo scorso veniva utilizzato anche lo Stagno del Bellarosa Maggiore come bacino di evaporazione delle Saline di Stato. A tale scopo fu collegato lo Stagno di Quartu con quello del Bellarosa Maggiore attraverso un sistema di canali di adduzione dell'acqua di mare. Si divisero gli specchi d'acqua, tramite argini, in numerose vasche tra loro comunicanti e si costruì un argine di separazione tra il Bellarosa Maggiore e il Bellarosa Minore, per separare il sistema delle Saline dalle acque dolci degli immissari naturali che originariamente affluivano direttamente nello stagno.
Le modeste di questi torrenti non creavano problemi di infiltrazione e tracimazioni verso le vasche evaporanti del Bellarosa Maggiore: la lama d'acqua accumulata con le piogge autunnali ed invernali evaporava durante l'estate, tranne in casi di piene eccezionali. Tra il 1885 e il 1931 furono realizzate altre opere, come l'aumento delle vasche evaporanti, la bonifica dello stagno di Terramini (Stagno di Pauli) alimentato dal rio Saliu e la costruzione del canale di Terramaini ora sfociante nel Golfo di Cagliari senza comunicazione diretta con il Bellarosa maggiore.
Dopo il 1931 e Saline di Stato, tramite argini, divisero la parte orientale del Bellarosa Minore in 7 vasche. Con la crescita demografica del dopoguerra ed una aumentata dotazione di acqua potabile pro capite, ebbe inizio l'afflusso al Bellarosa Minore di acque bianche e nere provenienti dai comuni circostanti che, per insufficiente o totalmente assente rete fognaria, venivano scaricate direttamente dei torrenti del rio Mortu, rio Selargius e rio is Cungiaus. Il progressivo aumento del volume idrico del Bellarosa Minore trasformò questo stagno da temporaneo in permanente. Per evitare la tracimazione delle acque dolci nelle vasche evaporanti del Bellarosa Maggiore, nel 1961 fu costruito l'argine centrale del Bellarosa Minore e fu sistemato il deflusso delle acque verso il canale di Terramaini (sfioratore) e ad est tramite il canale di Is Arenas. L'esponenziale aumento degli afflussi idrici e l'insufficiente manutenzione dei canali di flusso e dell'argine di separazione tra il Bellarosa Maggiore e il Bellarosa Minore causò un graduale rialzamento della lima d'acqua.
Nell'inverno 1984/1985 le acque del Bellarosa Minore invasero le vasche evaporanti delle Saline, imponendo la sospensione del processo produttivo del sale. Meno di dieci anni dopo entrò in funzione il depuratore di Is Arenas, costruito per il trattamento dei liquami urbani dei centri abitati circostanti il sito del Molentargius.
Is Arenas è, come sopra illustrato, geologicamente una spiaggia fossile nella quale ancora oggi è possibile osservare depositi di conchiglie e resti fossili. Al suo interno si trovano le cave di sabbia, oggi abbandonate, le cui pareti permettono di tornare indietro nel tempo fino a decine di migliaia di anni tramite la successione degli strati di sabbia che testimoniano la storia della formazione del cordone dunale di Is Arenas. Questa è collegata all'Ecosistema Filtro che, come accennato sopra, divide il Bellarosa Maggiore dal Bellarosa Minore col compito di affinare una parte delle acque provenienti dal depuratore di Is Arenas e renderle idonee all'alimentazione dei due stagni. Altro non è che impianto di fitodepurazione, o meglio un'area umida artificiale.

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          Associazione per il Parco Molentargius Saline Poetto