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Comunicati




pubblicato dall'Associazione per il Parco Molentargius Saline Poetto il 31 maggio 2007

Documento d'indirizzo scientifico


Cagliari 31 Maggio 2007


Le Saline: un'industria ecocompatibile



1. Le saline sono delle aree industriali perfettamente inserite nel paesaggio costiero.
2. L’energia necessaria per la produzione del sale è per il 90% fornita dal sole e dal vento
    ed è quindi gratuita per questa quota.
3. Rispetto alla produzione di salgemma, il sale prodotto in miniera, la produzione di sale
    nelle saline è assai meno costosa in termini energetici.
4. Il continuo aumento del costo dei combustibili fossili rende la produzione del sale
    nelle saline sempre più competitiva ed economica su scala mondiale.
5. Le saline garantiscono occupazione e profitti a beneficio dell’economia locale.
6. L’incremento della produzione locale di sale nelle saline può stimolare l’esportazione
    determinando l’entrata di valuta e la riduzione dell’importazione di sale.
7. Dalle saline è possibile ottenere, oltre a NaCl, una serie di altri prodotti, quali i Sali di
    magnesio (es. Santa Gilla), l’Artemia salina e i prodotti dell’acquicoltura.
8. Le saline possono rappresentare un notevole beneficio per la protezione e la
    preservazione delle zone umide, specie per quanto concerne l’avifauna (fenicotteri,
    avocette e altre specie di uccelli acquatici coloniali). Le acque delle saline, sono peraltro
    ricche di piccoli animali (molluschi, crostacei, vermi, ecc. ecc.) che rappresentano
    eccellenti risorse alimentari per gli uccelli acquatici.
9. Nell’area mediterranea, molte saline sono state sacrificate in favore di attività
    commerciali, quali alberghi, centri commerciali, villaggi turistici, che richiedono quantità
    di energia molto superiori alle saline e sono inevitabilmente associate a strutture per il
    rifornimento di energia elettrica, il trattamento delle acque reflue e dei rifiuti solidi.
    Quando le saline diventano aree protette costituiscono un freno ad un improprio
    sviluppo edilizio.
10. Per la riconversione o la riattivazione di una salina tradizionale o in disuso, è
    necessario uno studio di fattibilità che fornisca informazioni utili a prendere una
    decisione appropriata.
    Uno studio di questo tipo deve includere i seguenti aspetti:
       a. Uno studio di fattibilità economica
       b. Uno studio di fattibilità ecologica
       c. Uno studio sulla fattibilità di una gestione integrata delle risorse fisiche e
          biologiche dell’area costiera interessata

I punti b e c rappresentano una innovazione rispetto al tradizionale approccio al disegno e mantenimento delle saline. Tradizionalmente, infatti, la realizzazione delle saline è stata esclusivamente basata su considerazioni di carattere economico. Solo di recente, negli ultimi 10 o 20 anni, all’approccio puramente economico si è affiancato quello ecologico e di gestione biologica delle saline. In conseguenza di questa nuova sensibilità, molte saline nel mondo sono state modificate per consentire una più accorta gestione del sistema biologico. Ne consegue che un nuovo ruolo è richiesto alle aziende che gestiscono la saline, che anche quando sono di natura privatistica, dovranno divenire portatori di interessi collettivi.

Che cosa si intende per gestione biologica?

Per una funzionale gestione biologica delle saline occorre tenere presenti i seguenti punti:
      a. Il mantenimento di salinità costante in ogni punto di ogni bacino. In questo modo si
         garantisce la conservazione della massima biodiversità del sistema, per effetto della
         quale è possibile assicurare la corretta sequenza degli aspetti strutturali e
         funzionali. Questo ha come diretta conseguenza una appropriata distribuzione di
         nutrienti e prodotti di scarto della biologia lungo il processo produttivo del sale.
      b. Il controllo e la regolazione della profondità dei bacini. Questo consente alla luce di
         raggiungere il fondo e sostenere le comunità bentoniche e quelle che da queste
         dipendono.
      c. L’incremento della popolazione di Artemia salina che permette la riduzione delle
         popolazioni delle alghe potenzialmente dannose alla produzione del sale, per
         esempio Dunaliella salina.
      d. La tempestiva individuazione dei problemi al fine di prendere le opportune
         contromisure.
      e. Il controllo della pesca lagunare affinché l’ittiofauna divenga parte integrante del
         ciclo nutrizionale delle acque delle saline.
      f. L’intervento sulle cause delle disfunzioni del sistema e non sui loro sintomi.

La gestione del sistema biologico delle saline rende più agevole il loro utilizzo anche per altri scopi, quali la conservazione della biodiversità, la ricerca scientifica pura e applicata, la formazione professionale, la fruizione turistica ecocompatibile, la valorizzazione degli aspetti storici e culturali associati alla produzione del sale. Perché un simile molteplice utilizzo possa essere messo in atto, diviene indispensabile una gestione della salina e delle aree contigue.