Parco Molentargius
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Avifauna del Parco Molentargius Saline

 Storni a Molentargius

Nel complesso del Molentargius gli uccelli costituiscono la caratteristica naturale più appariscente e rilevante. A favorire tale condizione contribuiscono diversi fattori:
    - la posizione geografica che vede il sito di Molentargius, nel quadro delle correnti
      migratorie del Mediterraneo occidentali, una tappa importante per la sosta degli uccelli
      durante la migrazione dal Nor Africa all'Europa e viceversa;
    - la cessazione dell'attività venatoria nel 1965 e l'inserimento dello stagno tra le zone
      umide di importanza internazionale 10 anni dopo fecero del Molentargius un ambiente
      tranquillo per la sosta degli uccelli;
    - il notevole afflusso di acque fognarie nel Bellarosa Minore ha favorito un processo di
      eutrofizzazione e il conseguente insediamento di una vegetazione di acqua dolce,
      arricchendo notevolmente la biodiversità e determinando così una notevole varietà di
      habitat per l'avifauna.

Nella zona del Bellarosa minore, ricco di canneti e con acque dolci ricche di nutrienti e fostati, è cresciuto notevolmente negli ultimi cinquant'anni il numero di specie e di uccelli che vi nidificano o che vi svernano. Troviamo una grande concentrazione di anatre sia di superficie (cioè quelle che ricercano il cibo sulla superficie dell'acqua immergendo solo la testa o anche parte del corpo) che tuffatrici (che si immergono completamente e sono abili nuotatrici). Tra le anatre di superficie: il Germano reale (Anas platyrhynchos), il Canapiglie (Anas strepera) ed il Mestolone (Anas clypeata); Tra le anatre tuffatrici: il Moriglione (Aythya ferina) e la Moretta (Aythya fuligula). Altre specie sono presenti tutto l'anno: il Pollo sultano (Porphyrio p. porphyrio), la Folaga (Fulica atra) e la Gallinella d'acqua (Gallinula chloropus). Tra gli uccelli acquatici frequenti vi sono i Tuffetti (Tachybaptus ruficollis. Nei canneti del Bellarosa Minore trovano ospitalità anche diverse specie di Ciconiformi: la Garzetta (Egretta garzetta), l'Airone cenerino (Ardea cinerea), l'Airone guardabuoi (Bubulocus ibis) che ha nidificato per la prima volta in Italia proprio a Molentargius nel 1985, anno in cui anche il Mignattaio (Plegadis falcinellus) cominciò a riprodursi nello stagno. Frequente è l'incontro con il Martin pescatore (Alcedo atthis) e numerose sono le specie di Passeriformi, alcune svernanti come il Pettazzurro (Luscinia svecica), il Forapaglie castagnolo (Acrocephalus melanopogon) ed il Pendolino ( Remiz pendulinus), altre presenti tutto l'anno come l'Usignolo di fiume (Cettia cetti) ed il Beccamoschino (Cisticola juncidis), altre specie ancora presenti solo in estate come la Cannaiola (Acrocephalus scirpaceus) ed il Cannareccione (A. irundinaceus).

Nella più vasta area delle Saline (comprendente anche il Bellarosa maggiore) troviamo il Fenicottero (Phoenicopterus ruber roseus) la cui prima nidificazione risale al 1993. Tra le anatidi svernanti nei mesi invernali ricordiamo: il Fischione (Anas penelope), l'Alzavola (Anas crecca) e la Volpoca (Tadorna tadorna. In numero rilevante troviamo anche lo Svasso piccolo (Podiceps nigricollis). Anche il Cormorano (Phalacrocorax carbo) frequenta Molentargius, soprattutto la notte per riposare. Importante è la presenza dell'Avocetta (Recurvirostra avosetta) e del Cavaliere d'Ialia (Himantopus himantopus) che oltre a svernare si riproduce regolarmente. Tra le specie di gabbiani che sostano nel territorio del Parco troviamo: il Gabbiano comune (Larus ridibundus), il Gabbiano roseo (Larus genei), il Gabbiano corso (Larus audouinii) ed il Gabbiano reale (Larus cachinnans). Tra gli argini nidificano anche alcune piccole sterne come il Fraticello (Sterna albifrons) e la Sterna comune (Sterna hirundo). Inoltre, nel periodo invernale si posso ammirare il Piovanello (Calidris ferruginea), il Totano moro (Tringa erythropus), il Voltapietre (Arenaria interpres, la Pantana (Tringa nebularia) e il raro Falaropo beccosottile (Phalaropus lobatus).




    Airone rosso (Ardea purpurea)
Airone rosso Specie protetta che nidifica dall'inizio di aprile a luglio in nidi nascosti dentro la vegetazione palustre; l'incubazione delle uova (4 o 5) dura circa 4 settimane. Si nutre di piccoli pesci, roditori, gasteropodi e insetti. La sua permanenza nel parco si limita al periodo di cova e crescita dei pulcini. Deve il suo nome alla colorazione rosso rugginoso del piumaggio.

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    Avocetta (Recurvirostra avosetta)
Avocetta Specie rigorosamente protetta, parzialmente migrante e nidificante. L'Avocetta è un grosso limicolo lungo circa 45 cm, con lunghe zampe e piedi palmati, e un caratteristico becco lungo e sottile ricurvo verso l'alto; ha piumaggio bianco, capo nero e vistose bande nere sulle ali.
L'habitat primario dell'Avocetta è rappresentato dalle saline e dagli stagni salmastri in cui si nutre di crostacei, piccoli molluschi ed insetti d'acqua sia nel fango o in acque di superficie, sia nelle acque alte nuotando e immergendo anche la testa. È un uccello gregario e anche la nidificazione avviene in colonie, tra aprile e giugno; la coppia depone 3-4 uova (covate da entrambi per 22-24 giorni) in un nido ricoperto di steli d'erba o piccole conchiglie.

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    Fenicottero rosa (Phoenicopterus ruber roseus)
Fenicottero rosa Specie protetta e parzialmente migrante. I Fenicotteri sono certamente i volatili più appariscenti dello stagno con una altezza media di 160cm, la colorazione rosa delle ali e delle lunghe zampe (dovuta alla sua fonte principale di cibo: l'Artemia salina). La prima cova in Molentargius risale al 1993. La femmina depone un uovo (raramente due) in nidi di fango su isolotti di sabbia ed argilla alternandosi col maschio nella cova. I pulli della colonia crescono radunati in gruppi chiamati creches, nei quali resteranno finché non saranno in grado di volare all’età di circa 3 mesi.

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    Pollo sultano (Porphyrio p. porphyrio)
Pollo sultano Specie particolarmente protetta e stanziale in Sardegna e in Sicilia, dove è stato reintrodotto a partire dal 1996 (sole regioni italiane in cui è presente). Il pollo sultano è un grosso rallide alto 45-50 cm, dalla inconfondibile livrea color blu violetto con sottocoda bianco mentre becco e zampe sono rossi. Il Pollo sultano, diffidente e schivo, predilige zone umide interne e costiere anche di piccole dimensioni, con acque ferme o a debole deflusso e abbondante vegetazione in cui nascondersi; si nutre soprattutto di vegetali (germogli, foglie, semi, radici, bulbi, rizomi) ma anche di insetti, molluschi e altri invertebrati. È un abile nuotatore e tuffatore e trova riparo in acqua, se disturbato, immergendosi completamente e lasciando affiorare solo il becco.
In Sardegna la specie nidifica prevalentemente nel periodo marzo-aprile e nella prima metà di novembre; alla costruzione del nido, costituito da una piattaforma di steli e foglie di piante acquatiche, partecipano sia il maschio che la femmina. Vengono deposte in genere 4-6 uova covate da entrambi i sessi che si schiudono dopo 24-27 giorni.

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          Associazione per il Parco Molentargius Saline Poetto