pubblicato da La Nuova Sardegna il 31 dicembre 2003
«Poetto, la sabbia nera ributtiamola in mare»
L’idea: una draga al contrario per salvare la spiaggia bianca
CAGLIARI. Nel marzo del 2002 la draga ‘Antigoon’ cominciò il ripascimento della spiaggia del Poetto. Ebbene, a distanza di quasi due anni, la stessa draga potrebbe tornare davanti alla Sella del diavolo per aspirare la sabbia nera e ributtarla in mare. A lanciare l’idea è stato Giampiero Pinna, geologo e consigliere regionale dei Ds. Il quale, insieme al collega Tore Sanna, al consigliere comunale Piero Comandini (Socialisti uniti) e a quello provinciale Marina Valdes (Margherita) ha preso parte, ieri, alla conferenza stampa organizzata da Legambiente proprio per fare il punto sul caso Poetto. «Non è una novità per nessuno - ha esordito il presidente dell’associazione, Vincenzo Tiana - che il Poetto, a venti giorni dalle ultime mareggiate, sia ancora sommerso dall’acqua proprio nelle zone sottoposte a ripascimento. Quello che stupisce, invece, è che la Provincia si limiti a dire che ‘non c’è niente di nuovo sotto il sole’». «In realtà - ha continuato Tiana - la sabbia bianca, fine e originaria è continuamente esposta ai venti e finisce dispersa sulla strada e nelle saline. Quella scura, al contrario, persiste e crea un gradino di quasi un metro vicino alla battigia, modificando radicalmente la fisionomia originaria dell’arenile. Tutti problemi che erano stati previsti dai tecnici che hanno avuto la possibilità di osservare dall’esterno il processo di ripascimento». Ecco perchè, secondo il presidente di Legambiente, la Provincia deve essere chiamata a rispondere del proprio operato e deve quindi provvedere a rimediare al disastro compiuto. Da qui la proposta avanzata da Tiana di istituire una commissione di esperti in grado di progettare una vera riqualificazione del Poetto. Il tutto in tempi strettissimi. Di riqualificazione del litorale ha parlato anche Piero Comandini. Il quale ha definito il Poetto una spiaggia non più candida e non più stabile. «Il 2004 - ha detto - sarà l’anno decisivo per salvaguardare questo bene, patrimonio non solo dei cagliaritani ma di tutti i sardi. Certo, per andare avanti e rimediare allo scempio bisognerà trovare nuove risorse economiche». Il consigliere comunale, quindi, ha precisato che «quella realizzata è solo una prima parte del progetto di ripascimento che prevedeva l’apporto di due milioni di metri cubi di sabbia e una serie di iniziative per migliorare la condizione del litorale». E ha accusato il sindaco Emilio Floris di non aver mai preso posizione su una questione così importante. A sua volta Marina Valdes ha sentenziato che quello del Poetto è stato un disastro preterintenzionale. «Qualcuno in consiglio provinciale - ha spiegato - ha forse cercato di nascondere a se stesso la verità. Ora però non è più possibile fare finta di niente. Serve uno studio serio, che prescinda dagli schieramenti politici. E servono finanziamenti europei perchè dovranno essere realizzati lavori molto costosi. A cominciare dall’asportazione di tutto il limo immesso nell’arenile». Un sopralluogo della commissione Ambiente e la discussione in consiglio regionale della mozione del centrosinistra con la quale si chiede che la Regione si costituisca parte civile contro chi ha provocato questo disastro, è stata chiesta da Giampiero Pinna. Mentre il vicepresidente del Consiglio, Tore Sanna ha invitato la Regione a riappropriarsi di una sua competenza esclusiva. «Ossia esercitare i diritti paesaggistici relativi al litorale e al demanio». Per il consigliere Ds, peraltro, non sarà neanche facile reperire nuovi fondi perchè quelli destinati al Poetto furono a suo tempo distratti dal capitolo della Protezione civile anche se ci sono aree territoriali che vivono in condizioni di dissesto idrogeologico. La sua proposta finale, quindi, è stata quella di aprire un tavolo con i Comuni di Cagliari, Quartu e con gli enti interessati all’area, senza trascurare il legame tra il Poetto e il parco dello stagno di Molentargius, per trovare le soluzioni tecniche e le risorse. E a proposito del parco di Molentargius, Tore Sanna ha detto che è improcrastinabile la nomina di un commissario. «L’assessore all’Ambiente Emilio Pani - ha detto - è rimasto troppo tempo ad aspettare e a cinque anni dall’istituzione il parco di Molentargius non è ancora diventato una realtà».