Parco Molentargius
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pubblicato da Il Sardegna il 31 agosto 2006

Una caserma in mezzo al parco
così la Regione arresta il fuoco


Molentargius. L'assessore Dessì vuole utilizzare l'edificio “Sali potassici”. Ma c'è di mezzo il Demanio
Gli incendiari attaccano, la Regione risponde. La soluzione all'assalto a Molentargius, per l'assessore all'ambiente Tonino Dessì, è una caserma del Corpo Forestale in mezzo all'area umida. La sede è già stata scelta. C'è un carteggio tra Regione, Comuni e Provincia iniziato a febbraio: il quartier generale della difesa contro gli incendiari sarà l'edificio Sali potassici. Lo dice lo stesso Dessì (o meglio, il suo ufficio di gabinetto) in una nota stampa. C'è l'intenzione di dare l'ultima accelerata. Ma c'è anche di mezzo il Demanio. L'assessore è chiaro: «Quell'edificio, il solo che riteniamo idoneo per quello scopo- dice- è già passato dal Demanio alla Regione. Ma, attenzione: ancora non ne possiamo prendere possesso. Questo potere ce lo deve dare lo stesso Demanio: l'assessore agli enti locali Gianvalerio Sanna ha invitato i funzionari tre volte per risolvere il problema. Ma non si sono mai presentati. Ora ci riproviamo». La caserma, un pallino fisso. «Ero pronto anche a occuparla - dice Dessì- ma l'ufficio legale della Regione mi ha scritto. E mi ha sconsigliato di fare questa mossa ». Per il momento dei rangers è a Sinnai. Troppo lontana da Molentargius . La nota diffusa ieri dall'assessorato chiude (o magari rilancia, le polemiche con ll'Ente parco, l'organismo istituito un anno fa per la gestione e la sorveglianza di Molentargius. E soprattutto con il suo presidente Gigi Ruggeri, anche sindaco di Quartu. «Si fa presente- dice il comunicato- che la legge attribuisce le funzioni di sorveglianza anche alle polizie municipali al personale eventualmente incaricato dall'Ente parco». E più giù Dessì (sempre Ufficio di gabinetto) rincara la dose. «L'Ente parco ha in dotazione risorse sufficienti per contribuire finanziariamente agli eventuali oneri aggiuntivi (missioni, straordinari, turni) occorrenti ai Comuni per assicurare la presenza delle polizie municipali». E poi, ancora più secco (se è possibile): «Niente è dovuto invece al Corpo Forestale, i cui oneri sono a carico della Regione, che finora sta provvedendo a garantire la presenza del Corpo». Insomma, quello che è emerso nel botta e risposta (mediatico) tra assessore e presidente. Un piccolo riassunto. L'assessore, amareggiato dopo l'ultimo incendio al parco, aveva ricordato che nelle casse dell'Ente ci sono i fondi sufficienti per provvedere alla vigilanza del parco. Mente Ruggeri, nella sua risposta (piccata) ha detto, più o meno: non mi risulta.
IL 7 SETTEMBRE Dessì e Ruggeri si incontreranno per decidere che cosa fare. E cancellare le polemiche. Per ripartire al più presto. Anche perché c'è da risolvere subito un problema: il 31 dicembre scade la convenzione della Regione con il Ramsa r il consorzio che in questi anni ha curato i lavori di risanamento dell'area umida. E che si occupa anche della manutenzione. Il testimone passa all'Ente parco. Che, però, si deve ancor a organizzare.