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pubblicato da L'Unione Sarda il 31 marzo 2007

«Non era sabbia quella rovesciata in spiaggia»


Il ripascimento del Poetto: al processo parla il geologo Alberto Marcello

Sabbia? Nossignore: quella buttata sulla spiaggia dei Centomila dalla draga Antigoon non era sabbia. Era «materiale». Parola di Alberto Marcello, geologo, ex docente alla facoltà di Ingegneria a Cagliari.
Preceduto dai sei spietratori trasformatisi da testimoni a possibili indagati di reato connesso nella precedente udienza del processo sul ripascimento (ieri, accompagnati dai loro avvocati difensori, si sono tutti avvalsi della facoltà di non rispondere), il professionista si è seduto davanti ai giudici del Tribunale quando le 10 erano passate da alcuni minuti e, sollecitato dalle domande dei pubblici ministeri Guido Pani e Daniele Caria, ha ricordato quale richiesta ricevette nel marzo del 2002, pochi giorni dopo il via ai lavoro sul Poetto.
«Il 14 marzo di quell'anno venne da me Pasquale Mistretta e mi chiese di fare un giro al Poetto insieme con altri colleghi». L'intenzione era quella di effettuare alcune analisi sulla consistenza della nuova sabbia e valutare le differenze con quella preesistente. «Non uno studio con pretese scientifiche», ha spiegato Marcello, «ma in ogni caso rappresentativo.
Il 'gruppo di lavoro' andò in spiaggia quella sera e prese quattro campioni: due furono prelevati da un mucchio di sabbia appena raccolta dal fondale e ancora ammassata sulla riva; uno da una parte della sabbia nuova ma già livellata; l'ultimo dalla vecchia sabbia.
Furono fatte analisi chimiche e granulometriche e si fece anche un lavoro di ripulitura. Il risultato finale? «Quello che avevamo in mano non era sabbia. Era materiale». Il termine usato è proprio questo: materiale. Un qualcosa che, in una scala di consistenza che dalla sabbia passa per la ghiaia e arriva al ciottolato, forse potrebbe trovare posto a metà strada. «Bastò un mese per ottenere questi risultati e capire che il campione della vecchia sabbia aveva una consistenza completamente diversa dall'altra».
Stessa cosa per l'acqua: il gruppo prelevò un campione dal litorale di Quartu e uno dalla zona interessata dal ripascimento. «Filtrandola varie volte, restava il carbonato di calcio, sostanza lasciata dalla sabbia prelevata in alto mare e che dava all'acqua quella particolare consistenza e opacità. C'è da considerare che nella nuova sabbia quell'elemento aveva una consistenza che raggiungeva il 50 per cento; in quella vecchia non superava il 6 per cento».