pubblicato da L'Unione Sarda il 31 marzo 2004
«Al Poetto un disastro ambientale»
In Municipio grido d'allarme dell'opposizione: il ripascimento ha distrutto la spiaggia
Il Poetto dopo una mareggiata ha un fascino indescrivibile. Il silenzio assordante e il ritmo lento delle onde sono la colonna sonora ideale per gli amanti della spiaggia. Per chi, poi, sul lungomare ci va per surfare o per godersi l’aria carica di iodio è l’apoteosi. Se poi ci si mette la nebbia mattutina si capisce che lo spettacolo offerto dalla spiaggia dei centomila è unico al mondo. A guastare questo scenario da favola dipinto sulla Sella del Diavolo ci hanno pensato le enormi pozzanghere che si sono formate dopo le piogge dei giorni scorsi. L’acqua piovana ha riportato a galla il problema che attanaglia il lungomare: il ripascimento. Sono passati due anni da quando la Giunta provinciale guidata da Sandro Balletto è nell’occhio del ciclone per aver speso, secondo alcuni, nel peggiore dei modi i 30 miliardi di lire destinati alle opere di risanamento del litorale. Troppo grigia quella sabbia, troppo grossi i suoi granelli, troppo scuro il mare. Per i puristi del Poetto, abituati a colori e scenari diversi, questa sarà la terza estate di attesa. Avevano promesso che il mare avrebbe schiarito la sabbia e sistemato le cose. Sino a oggi, però, gli eventuali miglioramenti, sono stati così lenti che pochissimi se ne sono accorti. Le precipitazioni di lunedì hanno fatto il resto, riducendo la spiaggia, che non riesce più a drenare, a un pantano. Dai banchi di via Roma partono le proteste contro quello che l’opposizione definisce un disastro ambientale . «Basta esitazioni, il Comune si riappropri della spiaggia di tutti i cagliaritani e intraprenda immediatamente la richiesta di risarcimento del danno ambientale», scrive in una nota Marco Espa, capogruppo della Margherita. Il consigliere lancia un appello al sindaco Emilio Floris: «Il nostro è un grido d’allarme e di dolore - afferma - il sindaco ha il dovere di intervenire senza esitazioni». L’estate è alle porte ed Espa la vede grigia, per questo suggerisce a Emilio Floris di prendere spunto da un ordine del giorno presentato dall’opposizione l’anno scorso per «iniziare un’azione risarcitoria per i danni subiti, ma soprattutto per riproporre un cantiere sperimentale, concordato, verificato e partecipato non solo da tecnici ma anche da tutta la popolazione e dalle associazioni ambientalistiche». Per Espa bisogna fare in fretta «I tempi della Provincia e della magistratura sono lunghi e i cagliaritani non possono aspettare: la spiaggia appartiene a loro».
di A. A.