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pubblicato da La Nuova Sardegna il 31 marzo 2002

Ripascimento. Anni per rivedere la vecchia sabbia


Il docente di giacimenti minerari: «Sbagliata la programmazione»

CAGLIARI. Di colore grigio, per nulla fine, anzi piuttosto grossa. E poi che cattivo odore. Poetto, è una pena. Parola di Roberto Valera, docente di giacimenti minerari all'univerrsità ed espreto di problemi che riguardano anche il ripascimento delle spiaggia «Certo non si può parlare di disastro ambientale come da qualche parte ho sentito ma di certo non è questo il litorale che ho visto in cinquant'anni e passa di estati ma anche di frequentazioni da quelle parti: ogni mattina prendo la bicicletta e dalla mia casa di Flumini, una delle tappe è spesso proprio il Poetto. La conosco bene quella sabbia e quella che hanno usato per il cosiddetto ripascimento non è la stessa, almeno quella che è stata sparata sul litorale. E non si può dire con certezza se e quando ritornerà simile alla precedende. Di certo occorreranno degli anni, forse la potranno vedere i nostri nipoti». Il professor Valera non vuole scendere in polemica con nessuno, nè spendere parole a favore o contro questo o quell'amministratore che si è lanciato nell'impresa di cercare di bloccare l'erosione del litorale e se non ha fallito poco ci manca. Ma vuole mettere in evidenza che è stato fatto molto di sbagliato. Nei tempi e nella programmazione soprattutto. «Prendo atto di quello che è successo e mi meraviglio che non ci sia stata un'adeguata sperimentazione: ovvero che dopo aver visto il tipo di sabbia che veniva sparata non sia stato deciso un blocco degli interventi in attesa di dati più sicuri. Normalmente in questi casi occorre una programmazione adaguata, tenendo conto di diversi fattori. La nuova sabbia l'ho vista e devo dire che dopo una serie minima di analisi è sicuramente diversa da quella precedente: si nota una forte presenza di materiale organico, con conchiglie e pezzi di conchiglie. Certo è stata prelevata dal fondo marino e una caratteristica è la carenza di ossigeno. ma è soprattutto la granulometria che mi lascia perplesso. Si nota del pietrisco, inutile stare a girare troppo su questo punto: probabilmente la draga ha raschiato della rocia perchè i genelli di sabbia hanno degli spigoli vivi. E mi viene in mente: ma la nuova sabbia è sttaa prelevata dal punto stabilito inizialmente? Da quello che si può vedere adesso la prossima estate bisognerà camminare sulla sabbia con zoccoli o scarpe di gomma: perchè la grossezza, gli spigoli vivi della sabbia e le elevate temperature creeranno problemi spiacevoli». Ma adesso è iniziata la seconda fase del ripascimento e già si parla di mescolare i due tipi di sabbia: «Certo, la miscelazione può fare il miracolo ma non lo credo. La granulometria non cambia. Una possibilità può venire dalle correnti del mare: è possibile cioè che il mare voglia ripristinare quell'equilibrio cha aveva raggiunto faticosamente negli ultimi anni, dopo che i prelievi indiscriminati di sabbia e la costruzione del porto canale hanno cambiato le correnti. La nuova modifica dell'equilibrio marino non permette di sapere che cosa potrà accadere. Con il ripascimento siamo di certo andati a turbare l'equilibrio e bisogna vedere se le correnti lo accetteranno o meno. Sicuramente si tratta di una ferita grossissima inferta alla spiaggia, impossibile sapere che cosa potrà accadere: forse potrebbe ritornare bianca in tempi più o meno brevi, di certo la grossezza non cambierà di molto. Occorrerà l'opera della natura per decenni e solo allora si vedranno i risultati sperati da qualcuno». Si è parlato della sabbia di cava: «Ce n'è di sicuro, ma occorre vedere come è la granulometria. Sicuramente se la sabbia è compatibile non bisogna fare come è stato fatto adesso: occorrerebbe invece indicare un periodo di tempo entro il quale sperimentare e poi vedere. In effetti era necessario campionare la sabbia disponibile e poi prendere una decisione, non certo fare tutto e subito. Con il rischio concreto di non arrivare all'obiettivo che ci sio era prefissi: andavano fatti dei campioni e poi occorrevano delle analisi. Solo a quel punto si doveva decidere se provvedere con il ripascimento oppure no. La sabbia che la draha ha estratto dal fondo del mare doveva essere analizzata, allora sarebbero venute fuori le sorprese. Così ad occhio le cose sono state fatte in maniera approssimativa ma nel 2002 queste cose non dovrebbero accadere». Insomma: colore o non colore, granelli più grossi o meno, ai cagliaritani aspetta una estate sicuramente bruttissima. Insieme ad olio solare e asciugamano, meglio munisti anche delle infradito (le giapponesine, ricordate?) per evitare di farsi male ai piedi.