Parco Molentargius
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pubblicato da La Nuova sardegna il 31 gennaio 2004

«Modifichiamo lo statuto e inseriamo una commissione di garanzia e controllo»


CAGLIARI. Corsa o ostacoli per il parco di Molentargius. Per tutti c’è l’imperativo di fare in modo che il consorzio di gestione dell’area umida sorga al più presto possibile, «altrimenti perderemo una ricchezza per tutto il territorio». Ma le posizioni continuano a differenziarsi. Ieri il gruppo provinciale della Margherita ha proposto la costituzione di una commissione di garanzia e controllo. I consiglieri Remigio Cabras e Marina Valdes hanno ipotizzato di inserire nello statuto del consorzio di gestione un articolo (la costituzione della commissione) che vigili sull’attività amministrativa degli organi del consorzio del parco di Molentargius. Nei giorni scorsi i comuni di Cagliari e di Quartu hanno approvato lo statuto inserendo nella composizione dell’assemblea 10 consiglieri, cinque dalle rispettive assemblee. «A nostro parere - hanno affermato ieri mattina durante una conferenza Cabras e Valdes - con un atto illegittimo se rapportato all’articolo 31 della legge 267 sugli enti locali». I rappresentanti della Margherita hanno, però, sottolineato che è, invece, «legittima l’esigenza che da parte dei consiglieri vi sia un controllo dell’attività degli organi del parco, altrimenti vi sarebbe un totale libero arbitrio dei sindaci e del presidente della Provincia, in quanto unici componenti dell’assemblea e, quindi, senza alcun controllo». Esigenza molto sentita per via dell’eliminazione degli organi di controllo sugli atti degli enti locali. La commissione di garanzia e controllo sarà formata da due rappresentanti per ogni ente consorziato, uno di maggioranza e uno di opposizione, nominati dai rispettivi Consigli. In questo modo - hanno sottolineato i due consiglieri della Margherita - «si impedirebbe che chichessia possa fare ricorso al Tar per l’illegittimità dell’inserimento dei consiglieri, salvaguardando però l’esigenza del controllo». Le possibilità della commissione, infatti, sono presenti nella stessa legge istitutiva del parco mentre in questa «non c’è alcuna indicazione che permetta l’allargamento ai consiglieri nel modo fatto dallo statuto approvato da Cagliari e Quartu». Per dare corpo alla proposta Cabras e Valdes hanno ipotizzato una riunione di tutte le commissioni consiliari degli enti interessati (quelle all’Ambiente): per trovare un accordo. Una volta approvato l’articolo, questo dovrà essere inserito in tutti gli statuti degli enti interesati, che dovranno approvarlo. La commissione di garanzia e controllo, inoltre, dovrà vigilare sull’ attività del consorzio, con l’obbligo di referire ogni sei mesi alle rispettive assemblee da parte dei loro consiglieri. «A tal fine si potranno richiedere agli uffici atti e documenti, anche riservati, relazioni su specifiche pratiche trattate, e sentire in apposita seduta amministratori, dirigenti e funzionari del consorzio del parco». Corsa a ostacoli, si è detto: ma nella proposta dei consiglieri provinciali della Margherita si intravvede anche un aspetto implicito: il coinvolgimento, nel controllo, anche degli altri due Comuni interesati al parco (Quartucciu e Selargius) e della Provincia (anch’essa siederà, per legge, nel consorzio di gestione). Mentre, va ricordato, nello statuto approvato da Cagliari e Quartu è prevista la partecipazione solo dei due Comuni maggiori (su cui insiste quasi tutta l’area del parco). Insomma si intravvedono altri dibattiti e nuovi ostacoli.
di (r.p.)