Parco Molentargius
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pubblicato da La Nuova Sardegna il 30 agosto 2006

Gli incendi e le contestazioni


CAGLIARI. Domate le fiamme, esplodono le polemiche. L'incendio che lunedì pomeriggio ha fatto tremare gli abitanti di Quartu che risiedono a pochi passi dallo stagno di Molentargius, ieri ha fatto partire una caccia al colpevole che niente ha a che vedere con l'attività investigativa svolta dal Corpo Forestale. "Decine di ettari di preziosa zona umida, quest'anno sono andati letteralmente in fumo - attacca in una nota Stefano Deliperi, presidente del gruppo di intervento giuridico - Finalmente il sindaco-presidente (si riferisce al primo cittadino di Quartu, Gigi Ruggeri, ndr) sembra essersi risvegliato dal suo torpore e sul posto ha rilasciato dure dichiarazioni che danno ragione a chi ne aveva suggerito le dimissioni da presidente del Parco, per dare uno scossone ad una situazione ormai cristallizzata. Anche un bambino comprende che c'è una strategia per mandare in fumo il parco. Per non parlare di abusivismo edilizio, discariche incontrollate, scarichi inquinanti, vandalismo".
Il sindaco Gigi Ruggeri, che presiede il Comitato di gestione del parco "Molentargius-Saline", si limita a replicare che "in momenti del genere è deprimente vedere che ci sia della gente molto più preoccupata di sé che dei destini del parco". Ruggeri ribadisce che "il Parco è pronto a gestire l'attività ordinaria, che si svolge su più livelli: la gestione del sistema idraulico e naturalistico, innanzi tutto. Poi la progettazione, perché il parco diventi un motore di sviluppo, nel rispetto dell'ambiente: abbiamo già provveduto al bando di gara. Nei giorni scorsi abbiamo firmato un protocollo d'intesa con il Corpo forestale. Non mi sembra che siamo rimasti a guardare".
Il sindaco Ruggeri sottolinea che "il meccanismo di protezione del parco passa per una fase di cultura ambientale che richiede lustri e non pochi anni. Ma qui si parla di criminali, non di ragazzini". Poi un plauso alla Regione: "Sono stati fatti grandi sforzi per dotare il Servizio antincendio di mezzi appropriati. Il rogo di lunedì è stato domato grazie all'Helitanker. L'assessore regionale all'Ambiente, Tonino Dessì, sa bene che stanno aumentando i casi d'incendio in prossimità dei centri abitati, dunque bisogna ragionare in termini diversi rispetto al passato".
La Regione, però, deve velocizzare i tempi burocratici per sbloccare il progetto di videosorveglianza. "Un deterrente fondamentale, insieme alla presenza di una stazione fissa della Forestale che è sempre più necessaria, ed è stata pure deliberata dalla Giunta regionale - è il commento di Vincenzo Tiana, presidente di legambiente Sardegna - Bisogna tenere conto delle difficoltà che nascono da un parco così prossimo ad un centro urbano. Per nostra fortuna il canneto è una specie annuale e ricresce in fretta. E i volatili ritornano. Va elogiato lo sforzo del Corpo forestale: l'anno scorso l'intervento degli agenti fu ancor più prodigioso perché salvò una nidiata di fenicotteri".
Ieri mattina, il noto ornitologo Helmar Schenk (uno dei più grandi conoscitori del sistema naturalistico di Molentargius) ha fatto un sopralluogo con il direttore del Consorzio Ramsar, Mariano Mariani. "L'estensione complessiva di questo incendio - spiega lo studioso - fortunatamente è stata inferiore a quella registrata lo scorso mese di giugno: 3 ettari contro i 4-5 dell'altra volta. Solo che stavolta le fiamme hanno lambìto le abitazioni. Mi chiedo quanto costi alla collettività un intervento di tanti uomini e mezzi, per colpa di poche persone. Devo dire che la fauna non è stata colpita, mentre il canneto distrutto due mesi fa è già ricresciuto: le piante raggiungono anche il metro e mezzo d'altezza".
di Luigi Alfonso