pubblicato da La Nuova Sardegna il 30 giugno 2004
«Commissario, ecco un decalogo per intervenire subito sull’area protetta»
Cagliari. I più ottimisti per il parco di Molentargius, alla fin fine si stanno dimostrando i fenicotteri rosa che, recentemente, hanno schiuso le prime uova a 150 metri dall’asse mediano. Ma ora Molentargius ha anche un commissario straordinario (recentemente nominato dalla Regione) a cui spetterà di fare i primi passi per la costituzione dell’area protetta. Per questo abbiamo chiesto all’Associazione per il parco di indicare quali sono, secondo loro, i primi dieci punti che il commissario dovrà affrontare in vista della salvaguardia della zona e del traghettamento al Consorzio di gestione. Innanzi tutto, precisa Vincenzo Tiana, presidente dell’Associazione per il parco, «il commissario dovrebbe sollecitare e fare in modo che i lavori di risanamento dell’area (quelli relativi al finanziamento di 120 miliardi di vecchie lire del 1988) procedano nel modo più celere possibile». In secondo luogo «occorre assicurare un servizio di sorveglianza stabile. Ogni anno vi sono incendi molto gravi. A suo tempo la Regione aveva istituito la stazione forestale. Il che significa che sarebbe auspicabile che il commissario trovi una sede per questa stazione: atto indispensabile per avere una sorveglianza continuativa». Come terzo punto, «direi che una volta completati i lavori di risanamento, bisogna procedere al ripristino della funzionalità, almeno idraulica, delle saline: con l’immissione dell’acqua di mare nel Bellarosa Maggiore e, da questa, nelle vasche salanti». In quarto luogo «il commissario potrebbe sollecitare la giunta regionale acchè completi il trasferimento di tutto l’ambito delle saline alla regione sarda. Operazione non completata visto che è ancora aperto il contenzioso con lo Stato centrale per una serie di fabbricati che non si vogliono trasferire alla Regione». A questo punto, come quinto punto, «penso che si debbano rendere fruibili tutte le zone già risanate in modo che i cittadini si riapproprino dell’area vivendola come parco. In totale quest’area è di 42 ettari (parte espropriati): nella zona di Is Arenas. Nel progetto originario è previsto un orto botanico mediterraneo di 22 ettari da collegare a quello di viale Fra Iganzio e da affidare all’università». Come sesto punto «direi che occorre preparare le saline per la ripresa produttiva futura: ovvero si possono fare tutti gli atti preparatori in modo che la Regione possa affidare l’industria del sale a un soggetto gestore». Come settimo aspetto «credo sia necessario valorizzare il patrimonio naturalistico di Molentargius. Il suo valore è dimostrato ancora una volta dai fenicotteri rosa che, nonostante tutto, sembrano voler segnalare che si tratta di un luogo importantissimo». Come ottavo punto, Tiana propone di «far inserire Molentargius nella rete nazionale di aree protette (la Federazione dei parchi) in modo che la particolarità di Molentargius sia messa a confronto con tutto quello che c’è già in Italia e in Sardegna. Al nono posto c’è la richiesta volta alla formazione di un primo nucleo tecnico di gestori del parco. «Un gruppo di persone anche a termine per una serie di compiti (manutenzione delle saline ecc.) in modo da preparare Molentargius anche alle innumerevoli attività didattiche del prossimo autunno». Come decimo punto, «non so se sia nei poteri del commissasrio, ma spero che la sua nomina stimoli gli enti locali a superare i conflitti e ad arrivare al Consorzio di gestione. Direi che il commissario potrà collaborare meglio con la nuova giunta regionale in vista del parco». Infine noi «come Associazione per il parco mettiamo a disposizione del commissario tutte le nostre conoscenze sul territorio».
di (r.p.)