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pubblicato da La Nuova Sardegna il 30 giugno 2002

Sabbia grigia: 11 mila bocciature


Il presidente della Provincia non riceve Legambiente e respinge i pacchi di cartoline di protesta

CAGLIARI. La spiaggia bianca non esiste più, ora - per il presidente della Provincia, Sandro Balletto - quello del Poetto è un lido "largo e ben attrezzato, frequentato da migliaia di cagliaritani". Nessun accenno, nella successione di repliche a Legambiente, al colore della sabbia: "Sono passati quattro mesi - scrive il presidente regionale dell'associazione, Vincenzo Tiana - e la trise realtà è una sabbia grossolana color cemento, grigia quando è asciutta e nera quando è bagnata, rimasta uguale a quella dei primi giorni". Eppure sono trascorsi quasi quattro mesi, dall'intervento massiccio della draga Antigoon, che ha scaricato sull'arenile 370 metri cubi di sabbia prelevata dal fondale marino.
In quei giorni era stata una gara fra amministratori e tecnici sui tempi in cui il Poetto avrebbe riguadagnato il suo aspetto originario: due mesi, tre, al massimo sei. Poi pian piano la previsione si è dilatata, fino a dissolversi. Ed ora Legambiente ritorna a rimarcare l'esito di quelle promesse e a chiedere un intervento riparatore: alla 'nuova' spiaggia è stata assegnata la bandiera nera "che - è scritto in una nota di Legambiente - segnala l'inserimento del litorale cagliaritano fra i più eclatanti casi di alterazione ambientale effettuati nell'ultimo anno in Italia". Alla Provincia i responsabili dell'associazione hanno recapitato dieci pacchi postali, pieni di cartoline firmate dai cittadini che hanno deciso di reagire a quello che viene considerato uno scempio: sono undicimila messaggi, novemila dei quali provenienti dall'area cagliaritana e mille dal resto della Sardegna e dalla penisola. Sono stati raccolti in poco più d'un mese: "Chi ha firmato - scrive Tiana - ha voluto esprimere una forte insoddisfazione". E su questo non potevano esserci dubbi. Semmai Legambiente non ha potuto compiere la fatica sino in fondo, perchè - come scrive il presidente in una lettera indirizzata a Balletto - è dal 28 maggio che la richiesta di incontrare il presidente della Provincia per consegnargli i pacchi è rimasta inascoltata. Così gli ambientalisti hanno dovuto rassegnarsi a lasciare le cartoline negli uffici della presidenza, il 25 giugno scorso: "Prendiamo atto - conclude Tiana, rivolgendosi a Balletto - che lei ha preferito eludere il confronto con la volontà di non rassegnarsi di fronte ad un intervento di ripascimento così devastante, quasi che non ricevendoci potesse cancellare la realtà di una moltitudine di cittadini che le richiedono di approfondire le questioni sull'assetto complessivo del litorale, di cui il ripascimento è stata la componente più eclatante. Probabilmente - continua Tiana - per lei il Poetto è una delle tante incombenze che possono capitare nella vita amministrativa di un presidente della Provincia, ma per la maggior parte dei cittadini implica un valore affettivo, oltre che paesaggistico, che è stato ferito". La lettera si conclude con un invito: "Ci auguriamo che lei voglia pazientemente scorrere i nomi di tutti coloro che hanno voluto scriverle e di fronte all'evidenza dei fatti espressi dalla spiaggia, che dopo quattro mesi è uguale al primo giorno da un punto di vista qualitativo, si convinca della necessità di accogliere l'appello contenuto nelle cartoline". Che poi è di "mettere in atto ogni opera per il ripristino del paesaggio originario".
Quali possano essere questi atti, è tutto da stabilire. In questi giorni l'impresa Ati Mantovani - esecutrice dell'intervento - è impegnata ad eliminare dall'arenile le pietre di dimensioni maggiori rispetto agli accordi. L'altro ieri è stato il Wwf a presentare un nuovo esposto alla Procura della Repubblica per denunciare la presenza nella sabbia di grossi sassi e la torbidità dell'acqua. L'assessore provinciale ai lavori pubblici Renzo Zirone ha negato decisamente che la situazione sia quella descritta dall'associazione, ma ha ammesso che dal fondale di fronte alla nuova linea di riva si stanno staccando grandi 'torte' di sabbia - del diametro di circa venti metri e profonde cinquanta centimetri - che nessuno sa dove vadano a finire. Il fenomeno delle fosse sarà affrontato dai tecnici incaricati dalla Provincia: secondo Zirone si potrebbe scaricarvi dentro alcune tonnellate di sabbia, per ripristinare l'uniformità del fondale. Oppure attendere che la natura faccia il suo lavoro. Per ora la Provincia si è limitata a segnalare le fosse con alcune boe. Una cosa è certa: l'enorme scavo compiuto al largo del Poetto per 'succhiare' la sabbia, poi rivelatasi diversa da quella originaria, ha modificato gli equilibri delicatissimi del sistema marino. Non è detto - Zirone nega - che il fenomeno delle fosse sia una conseguenza, ma non è improbabile che gli effetti compaiano in altre forme. Così che alla fine il colore della sabbia potrebbe risultare il danno minore. Ma sono ipotesi, la speranza generale è che non si realizzino.
di Mauro Lissia