pubblicato da La Nuova Sardegna il 30 maggio 2002
Molentargius. Riprenderà la produzione del sale
Primi pulcini nello stagno del Parco regionale Molentargius
CAGLIARI. Il parco di Molentargius tornerà tra poco in consiglio comunale. Il 24 maggio, a palazzo viceregio è stato firmato il pre-accordo per la costituzione del parco dell'area umida. "Pre" in quanto manca il voto dei rispettivi consigli comunali (Cagliari, Quartu, Quartucciu, e Provincia) e di Selargius (il cui sindaco sarà eletto al ballottaggio). Il pre-accordo ha visto gli interessati firmare un documento sulla delimitazione del perimetro del parco e sulle quote dei soci. L'altro ieri in consiglio comunale il sindaco, Emilio Floris, ha tranquillizzato la sua maggioranza sull'esclusione dell'ippodromo e del Poetto dal perimetro del parco (come nella legge istitutiva approvata dalla Regione) e precisato che l'attribuzione delle quote sarà discussa in Consiglio. Di fatto, il pre-accordo è vincolato all'approvazione delle rispettive assemblee municipali. Esattamente un anno fa i due commissari straordinari di Cagliari e Quartu, più la Provincia e la Regione avevano firmato un primo documento sul parco con relativa ipotesi di statuto. Una volta fatte le elezioni, il consiglio comunale di Quartu e della Provincia l'aveva poi respinto; Cagliari, invece, non l'aveva nemmeno discusso. I punti più controversi di quell'accordo riguardavano la distribuzione delle quote: 20 per cento alla Provincia, 40 a Cagliari, 35 a Quartu, 2.5 a Selargius e altrettanto a Quartucciu. La nuova intesa, siglata dai rappresentanti regolarmente eletti prevede _ come accennato _ oltre alla delimitazione del perimetro, che il consiglio d'amministrazione del Consorzio di gestione abbia cinque membri: Cagliari, Quartu, Quartucciu, Selargius e la Provincia. Cagliari e Quartu avranno la stessa percentula di quote, il 45 per cento a testa, il 5 per cento andrà alla Provincia, che svolgerà un ruolo di coordinamento (e avrà il presidente), il 4 per cento a Quartucciu e l'1 per cento a Selargius (che ha una presenza territoriale pressochè inesistente, ma si affaccia sull'area). Importante sottolineare, però, che l'assemblea dei soci avrà solo cinque componenti, il cui voto varrà non in termini numerici ma sulla base delle quote rappresentate. Il comiato direttivo sarà composto (come previsto dalla legge istitutiva del parco) da tre persone, presumibilmente dai rappresentanti di Cagliari e Quartu, più la Provincia. E ancora: i membri del comitato scientifico saranno scelti in prevalenza da Cagliari e Quartu, mentre l'organo della consulta avrà all'interno una vasta rappresentanza delle associazioni territoriali di carattere ambientale, come da legge. L'assemblea del Consorzio svolgerà il controllo politico-amministrativo. Tra le varie mansioni, l'organo di controllo avrà il compito di approvare i programmi, le relazioni previsionali e programmatiche, i piani finanziari, i programmi triennali, il bilancio pluriennale, annuale e il conto consuntivo. In più: dovrà approvare i regolamenti del consorzio compreso quello sull'ordinamento degli uffici e dei servizi; i programmi annuali di investimento e i contratti vincolanti il bilancio per più esercizi; il progrmama pluriennale di sviluppo, la proposta di piano del parco (ovvero il piano regolatore dell'area umida); il regolamento del parco e la nomina del direttore. L'assemblea deciderà anche tutte le operazioni di carattere finanziario (come i mutui e i prestiti) e le modifiche allo statuto. Il consiglio direttivo, invece, avrà compiti gestionali. Tra le altre cose: curerà l'esecuzione degli indirizzi adottati dall'assemblea, approverà il progetti di intervento e di attuazione del programma di sviluppo del parco, del piano del parco e dei programmi annuali di investimento. Appena costitutito, il parco potrà disporre di una sua dotazione finanziaria composta da risorse specifiche, "più alcuni milioni di euro", come ha più volte affermato l'assessore regionale all'Ambiente, Emilio Pani. Una volta costituito formalmente, il Consorzio di gestione del parco potrà attingere ai finanziamenti del ministero e della Comunità europea. L'obiettivo è la creazione di nuova occupazione qualificata: per la tutela e valorizzazione dell'ambiente. In tal senso le saline saranno determinanti con la riapertura dell'industria del sale. Prospettiva che non sembra più messa in discussiione nemmeno all'interno di Forza Italia che, nella passata consiliatura, voleva escludere le vasche salanti dal parco.