pubblicato da La Nuova Sardegna il 30 marzo 2002
Il giallo della draga e i misteri del Poetto
Comune, forti preoccupazioni nel Centrosinistra
Divisioni e lotte sotterranee in Forza Italia
CAGLIARI. «E il ripascimento dei misteri» afferma Giuseppe Macciotta (Margherita). «Durante
l'audizone dei tecnici _ predisa _ il geologo marino, Antonio Ulzega, ha spiegato molto
chiaramente che a 43 metri di profondità esiste una zona sommersa con sabbia identica a
quella del Poetto. Ma corre voce, ho fatto presente, che il braccio aspirante della draga
fosse già abbassato da prima di raggiungere il rettangolo da cui asportare la sabbia; e
che abbia aspirato molto al di fuori dall'area stabilita, da profondità marine diverse e
anche al di sotto dei 50 centimetri di superficie del sedimento subacqueo. Il professore
Ulzega ha risposto ribadendo che a quella profondità e in quell'area la sabbia è identica
a quella del Poetto».
Antonio Ulzega ha poi precisato «di non aver seguito le fasi del prelievo e che, quindi, non sa dire niente sulle modalità seguite dalla draga. Ecco questo è il problema _ sottolinea Giuseppe Macciotta _ va ricordato che c'è un'indagine della magistratura che appurerà se tutto è avvenuto regolarmente o meno». Ora «oggi ci lecchiamo le ferite. E attendere valutazioni probabilistiche: c'è chi parla di mesi, estati o anni. Il tutto si poteva evitare con una programmazione più attenta. Inoltre non è comprensibile l'estraneità del Comune. Confido che il sindaco, anche se tardivamente, vorrà riappropriarsi del problema». I tecnici, ad ogni modo _ afferma Giandomenico Sabiu (An) _ hanno ribadito, ognuno per quello che gli competeva, che la scelta è quella giusta. Hanno spiegato che con l'aria e il dilavaggio che il mare opererà sulla spiaggia, si rimetterà tutto a posto. Dobbiamo aspettare, altrimenti rischiamo di fare una figuraccia. Io sono un politico e non un tecnico, ma sembra che i primi risultati già si vedano. Occorre avere pazienza e non politicizzare l'intervento. Non è possibile avere tutto e subito per un intervento di queste dimensioni». Di parere diverso Paolo Frau (capo gruppo dei Ds): «Ogni allarme, ci dicono, è frutto di ignoranza tutto era previsto. Noi ovviamente sperimao che queste valutazioni siano esatte, nell'interesse del Poetto. La preoccupazione nostra è di tutti i cittadini, e anche del sindaco: sul Poetto si sono espressi anche altri esperti con pareri diversi. Da qui l'esigenza di sentire una pluralità di voci e di analisi; e non solo le ipotesi di chi ha lavorato assieme alla Provincia. Occorre poi il massimo di onestà intellettuale». «Però bisogna calmarsi un poco», raccomanda Anselmo Piras (capo gruppo di Forza Italia): «Dobbiamo tutti ragionare con la testa. I politici hanno mandato avanti il progetto dei tecnici. Attendiamo i tempi necessari. Non credo che Balletto e Zirone siano degli sprovveduti. All'altezza dell'ospedale Marino ho verificato che dall'inizio ad oggi molto è cambiato in meglio: la parte più pesante della sabbia è andata verso il basso e la più leggera in superficie. Tutto sta procedendo. Mi sembra inopportuno fare campagne contro la Provincia». Tuttavia secondo Piero Comandini (Socialisti uniti) «le consideerazioni dei tecnici della provincia hanno, in qualche modo, dato conferma che questo ripascimento è stata un'operazione spinta e realizzata in tempi molto brevi. I lavori dovevano essere terminati entro il 31 dicenmbre del 2001. La Provincia ha avuto una proroga di 4 mesi. Ma per terminare ha dovuto correre. La cosa più grave è che questo ripascimento è stato fatto senza uno studio di impatto ambientale. Mentre è previsto dalla legge ed è fondamentale quando si interviene in ambienti naturali. Il comune di Cagliari, inoltre, si è visto spiegare un intervento così importante nel suo territorio, a posteriori». Tranquilizzato, invece, si sente Alessio Mereu (Riformatori) che precisa che «secondo quello che hanno detto i tecnici, gli allarmismi sono ingisustificati. E verosimile che il colore cambi: col sole e le mareggiate. Il sindaco ho bene operato. Sarebbe stata azzardata qualsiasi altra decisione, come quella di chiedere la sospensione dei lavori. Agire, una volta iniziato il ripascimento, è sbagliato». Decisamente critico Gianni Loy (gruppo misto): «Il danno è evidente _ afferma _ inoltre gli esperti chiamati in consiglio comunale non erano una rappresentanza completa, con anche coloro che la pensano i maniera diversa. In secondo luogo non è piaciuto l'approccio: sembrava quasi che ci dicessero che non dobbiamo lasciarci prendere dall'emozione. Il fatto grave, però è che il sindaco continua a sfuggire il confronto sulle responsabilità sue e del Consiglio. La situazione è disastrosa: la stagione, in ogni caso, è persa. Per questo il sindaco deve dimettersi». Marco Piras (Cdu) si aggrappa alla speranza: «Speriamo che la sabbia torni bianca, che le scelte fatte e la velocità del ripascimento non si rivelino un danno ambientale di dimensioni spaventose. La cosa che colpisce in questa vicenda è la gerra interna tra i diversi filoni di Forza Italia: è pacifico che c'è una forte diatriba. Noi, non di Forza Italia, sia del centro che di centro sinsitra, dovremmo aspettare che il tempo faccia il suo corso. Se non sarà così, c'è già un'indagine della magistratura, che individuerà i responsabili. E ridicolo farne una questione politica».
di (r.p.)