pubblicato da L'Unione Sarda il 30 gennaio 2004
Il parco ora esiste
Ingiuste le accuse
L'opinione di Paolo Frau
Il lavoro delle commissioni urbanistiche di Cagliari e Quartu e il successivo voto dei rispettivi consigli comunali h anno finalmente reso possibile l'avvio del Parco di Molentargius. È un risultato importante, che ci viene riconosciut o da ogni parte ed in particolare dall'assessore regionale all'Ambiente e da chi, in tutti questi anni, si è battuto p er la salvaguardia di questo gioiello. Che cosa ha bloccato la situazione per tanto tempo? Soprattutto un complesso di paure (solo in parte giustificate, a m io parere). La paura di essere "espropriati" di una parte del territorio, la paura di un Parco come imposizione "dall' alto", non fondato sul pieno coinvolgimento e sul protagonismo delle comunità locali. Le stesse paure che hanno portat o al fallimento di altri Parchi, primo fra tutti quello del Gennargentu. Con molta pazienza, e molto lavoro, abbiamo trovato le soluzioni che hanno portato al superamento delle paure, facendo rinascere la speranza di un esito positivo. Solo l'ignoranza e la disattenzione (gravi in chi è chiamato ad amministrare) portano a considerare illegittime le sol uzioni proposte. Non è un caso che ci si riferisca sempre a una legge del 1990 (la 142) facendo finta di ignorare che è stata superata dalla legge 267 del 2000 e da numerose altre norme che riguardano l'organizzazione dei Parchi. Solo l'ignoranza ha forse impedito un'analisi degli statuti che governano tantissimi altri Parchi naturali regionali, che hanno invece rappresentato per noi un'utile occasione di studio e approfondimento. Sono molto orgoglioso di avere portato il mio piccolo contributo all'avvio del Parco. E sono altrettanto orgoglioso di avere, con altri, reso possibile un'azione di controllo, attraverso la presenza di consiglieri d'opposizione nell'ass emblea, sul governo del Parco che, altrimenti, sarebbe stata prerogativa esclusiva del centrodestra. Non pretendo il plauso di nessuno, ma non accetto accuse insultanti. Trovo in particolare insopportabile la tecnica fo ndata sul lavorare poco ma spararla grossa, la più grossa possibile, pur di conquistarsi qualche spazio di visibilità. Anche quando questo comporti il ferire altre persone nella loro onorabilità e nei loro sentimenti più profondi. La mia ultima speranza è che le accuse di Loy e Ben Amara siano un infortunio dovuto a una clamorosa distrazione. Fors e il consigliere Loy ignora molte cose perché in Consiglio si vede di rado. Forse il consigliere Ben Amara le ignora perché distratto dagli innumerevoli viaggi che, sempre più spesso, lo portano a visitare città d'Europa e del mondo. In Italia: Siena, Napoli, Milano (due volte), Padova, Roma (quattro volte) e Firenze. E all'estero: Bordeaux, Touzeur in Tunisia (due volte), Barcellona (tre volte), Tunisia (due volte) e Dublin o. Con un costo complessivo di oltre 33 milioni di vecchie lire. Tutti, rigorosamente, a carico del contribuente. Con giustificazioni che tanti trovano pretestuose. Ed io sono fra i tanti.
di Paolo Frau