pubblicato da L'Unione Sarda il 29 dicembre 2005
Strage di randagi a Molentargius
a le ore contate il responsabile della strage di cani nel parco di Molentargius. Le guardie dell'Enpa hanno consegnato nei giorni scorsi tutto il materiale raccolto all'autorità giudiziaria e i carabinieri sono sulle tracce dell'uomo che, alla vigilia di Natale, ha torturato e ucciso una trentina di randagi nella zona tra via Don Giordi e Madau Su Cramu. Cuccioli e cani adulti di diversa razza sono stati barbaramente impiccati, legati con un filo di ferro e trascinati con un'auto lungo le polverose strade dell'area umida. Le carcasse sono ancora abbandonate lì, nell'attesa che si faccia chiarezza su chi deve provvedere a rimuoverle. «La notte del 22», spiega Pasquale Bucino, vicepresidente Enpa, «abbiamo ricevuto due segnalazioni anonime sulla presunta uccisione di alcuni cani. Siamo andati sul posto e abbiamo fatto l'amara scoperta. Una trentina di povere bestie, non solo randagi ma anche cani di proprietà, barbaramente massacrate». Sul posto anche il veterinario della Asl 8 che ha analizzato gli animali ritrovati. «Abbiamo le testimonianze dei residenti», aggiunge Bucino: «Le foto della strage, le segnalazioni anonime di chi ha pensato di avere avvistato il colpevole. Tutto è adesso in mano alla magistratura e ai carabinieri». Il maggiore sospettato sarebbe un pastore quartese al quale, secondo indiscrezioni, i cani avrebbero ucciso alcune pecore del suo gregge. «Purtroppo episodi di questo tipo sono frequenti», ammette il vicepresidente Enpa, «soprattutto all'interno dell'area parco gli animali hanno bisogno di essere controllati costantemente». Durante i controlli il personale dell'Enpa è rimasto vittima di uno spiacevole episodio: l' aggressione da parte di alcuni balordi ha provocato ai volontari diverse ferite e la distruzione di una camionetta. «E' successo qualche settimana fa», dice Bucino. «Siamo finti all'ospedale è vero, ma poteva andare anche peggio».
di Giorgia Daga