pubblicato da L'Unione Sarda il 29 ottobre 2007
Molentargius, il parco apre le sue porte
A piedi e in bicicletta alla scoperta dell’oasi naturalistica
Centinaia di visitatori hanno preso d’assalto ieri mattina Molentargius in occasione della manifestazione "Monumenti all’aperto".
Un Molentargius così non si era mai visto. Preso d’assalto per tutta la giornata di ieri, da centinaia di persone in giro a piedi o in bicicletta, ad ammirare gli uccelli, a sentire le lezioni degli ornitologi, a spiare con i binocoli i canali disseminati dai fenicotteri. Complice anche la giornata quasi estiva, in tanti si sono riversati nell’area umida in occasione della seconda giornata della manifestazione Monumenti all’Aperto: la giornata ideale per l’annuncio che ci si aspettava da tempo. Entro la fine dell’anno il parco aprirà le sue porte ai visitatori con percorsi naturalistici e gite in canoa. All’inizio solo nei fine settimana, poi in modo più costante. Perché quello dell’weekend passato non sia solo un episodio ma un appuntamento fisso. «Per ora ci sono ancora recinzioni e cancelli, ma solo perché è necessario più tempo per mettere in sicurezza tutta la zona», spiega il direttore generale del Molentargius, Mariano Mariani, «posso comunque assicurare che entro dicembre contiamo di rendere fruibile il parco in modo regolamentato. Ci saranno certo ancora delle parti interdette e sarà necessario il potenziamento delle recinzioni lungo il confine e la presenza di vigilanza agli accessi». Una buona notizia per chi di questo parco conosceva solo le strade sterrate e ieri è rimasto a bocca aperta davanti alle distese verdi,alle panchine, ai capanni con i cannocchiali, alle reti utilizzate per catturare e inanellare gli uccelli. Come Raffale Ibba e Maria Giuseppa Loi, quartesi con casa a due passi dall’oasi naturalistica. «Nemmeno sapevamo che il parco fosse così. Per noi è sempre stato strade sterrate, polvere e fango». Visitatori rapiti soprattutto dall’inanellamento degli uccelli: catturati con le reti, rinchiusi dentro sacchetti bianchi e poi lasciati liberi dopo la sistemazione di un anellino colorato nella zampina. «I volatili censiti nel Molentargius sono centoventidue», sostiene l’ornitologa Alessia Atzeni, «possiamo dire che l’area ospita un terzo delle specie presenti in Europa». Tra le più caratteristiche, oltre ai fenicotteri, il pollo sultano, il gabbiano corso, il gabbiano rosa, il cavaliere d’Italia, l’avoceta, il cormorano. E poi ancora il falco di palude, il martin pescatore. «Peccato solo che da tre anni a questa parte», aggiunge Atzeni, «i fenicotteri abbiano scelto la laguna di Santa Gilla per nidificare. Speriamo tornino presto anche qui».
di GIORGIA DAGA