pubblicato da Il Sardegna il 29 agosto 2006
Attacco al parco di Molentargius
Quartu circondata dalle fiamme
Brucia lo Stagno. Piromani ancora una volta in azione. L'incendio ha minacciato diverse abitazioni
Qualcuno diceva: “Tre
coincidenze fanno una prova”.
Undici, forse, qualcosa di più.
Di molto grande. E le fiamme
appiccate ieri per l'undicesima
volta a Quartu iniziano a far
pensare che il parco di Molentargius
a qualcuno non piace.
Oppure, lo preferisce caldo, torrido
e molto bruciato. Come l'aria
che si respirava fino alle diciotto
in via Turati e in altre zone
limitrofi: da tosse e fazzoletti
in bocca.
LA GENTE si è riversata per strada.
«Ho avuto paura», racconta
un'anziana che abita in via della
Musica. Il primo focolaio è
scoppiato intorno alle 14.45.
Fiamme che hanno trovato terreno
fertile nel canneto dell'area
protetta di Molentargius. Il maestrale poi ha fatto il resto.
Alimentando e spostando in
continuazione l'epicentro del
fuoco. Fino a creare momenti di
panico tra i residenti di Via Malipiero,
Mascagni, Bizzè e Turati.
Cittadini che, per precauzione,
sono stati fatti evacuare dalle
proprie abitazioni.
LA NUBE DI FUMO denso e nero
era visibile dallo stadio Sant'Elia.
E man mano che dall'asse
mediano si cercava di raggiungere
viale Marconi la situazione
iniziava a delineare uno scenario
drammatico. «Di guerra e
attentati», come l'ha definito il
trentratrenne quartese Sandro
Senes. E che la situazione anche
di sicurezza di una parte degli
abitanti di Quartu fosse in qualche
maniera critica se n'è reso
conto anche il primo cittadino
Ruggeri. Che si aggirava nelle
zone più interessate dal fumo.
Fra la gente e ai mezzi dei vigili
del fuoco e della protezione civile.
Le lingue di fuoco visibili
fin dalle 15.30, hanno rallentato
la circolazione in entrata e uscita
da Cagliari a Quartu. Traffico
poi bloccato dalla polizia municipale a metà del viale Marconi.
Non solo: le fiamme altissime
hanno costretto l'apparato
antincendio a evacuare un
supermercato a ridosso dello
stagno. Il fuoco, complice il forte
vento di maestrale, ha raggiunto
e distrutto due mezzi
parcheggiati in un deposito della
nettezza urbana vicino a viale
Marconi. Nella stessa arteria si trova un discount che è stato
fatto sgomberare per ragioni di
sicurezza. Come del resto alcuni
uffici, come quello di collocamento,
dell'Inps e dell'Enel.
Insomma, una vera e propria
emergenza quella che ieri ha
paralizzato una buona parte
della città di Quartu.
L'incendio è stato domato dopo
oltre due ore e mezzo. E fin
dal primo pomeriggio tutta la
zona è stata presidiata non solo
dai vigili del fuoco ma da polizia,
carabinieri, vigili urbani e
volontari. Macchina dei soccorsi
che minuto dopo minuto si
moltiplicava. Prima uno poi
due e infine tre, gli elicotteri del
servizio regionale che si alternavano
per cercare di spegnere
le fiamme. Fino all'arrivo di un
Helitanker della Protezione Civile,
inviato sul posto dal Centro
operativo del Corpo Forestale.
LE PERSONE evacuate da molte
palazzine sono rimaste per ore
fuori dalle loro abitazioni. «Il
pulviscolo e il fumo nero e
acre», racconta Samuel Cadeddu,
«in pochi minuti ha riempito
la casa». E le scene per strada
erano davvero singolari. Chi
con telefonino e telecamera cercava
di immortalare i mezzi aerei
impegnati nello spegnimento
dell'incendio. E chi invece, si
proteggeva naso e occhi per non
inalare il fumo. Tutta la via Turati
e altre zone parallele per
quasi un'ora erano avvolte da
una nube di polvere nera. Per la
strada poi, si poteva trovare di
tutto: compresa qualche carcassa
di fenicottero. «Chissà
quanti danni avrà fatto», commenta
il presidente della circoscrizione
numero due, Francesco
Piludu. Anche lui, come il
sindaco, era in mezzo ai residenti
colpiti dall'ennesimo incendio
al parco di Molentargius.
Un bersaglio facile da raggiungere
e colpire. Soprattutto
per chi nonamail polmone verde
di Quartu. «Basterebbe poco
per fermare tutto questo», commenta
sdegnato Gottardo Farris,
«magari bonificando la zona
anche da troppe carcasse
d'auto». «È passata la bufera»,
dice alle 17.45, la proprietaria di
una tabaccheria in via Turati,
«ora possiamo aprire».
di Nicola Pisu