pubblicato da La Nuova Sardegna il 29 agosto 2006
Molentargius, nuovo assalto al parco
Ore di fuoco devastano il cannetto Case evacuate, automezzi distrutti
«Siamo al centro di un’aggressione senza precedenti. Contro l’area protetta si è scatenato un attacco continuo e insistente. C’è da chiedersi se sia il gioco perverso di qualche incosciente o una strategia precisa per danneggiare un bene prezioso di tutta la comunità». Il presidente del Consorzio di gestione del Parco di Molentargius-Saline, Gigi Ruggeri, non usa mezzi termini per commentare l’ennesimo incendio scoppiato ieri pomeriggio intorno alle 15.30 a ridosso del Bellarosa minore. E questa è una novità: si tratta di una zona interna dell’area umida, di sicuro non facilmente raggiungibile. Ecco perché i Vigili del fuoco e gli agenti del Corpo forestale hanno pochi dubbi sull’origine dolosa dell’incendio, uno dei più violenti degli ultimi anni: le fiamme, complice il forte vento di maestrale, hanno raggiunto un’altezza di cinque metri e nel giro di un paio d’ore hanno distrutto tutto quello che si sono trovate davanti. Dopo aver ridotto in cenere diversi ettari di canneto, il fronte delle fiamme è velocemente arrivato fino al deposito automezzi della Aspica, la ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti per conto del comune di Cagliari: la potenza distruttrice del fuoco ha mandato in fumo due autocompattatori, due automezzi e ottantacinque cassonetti. Momenti di paura per i residenti della zona di S. Stefano: le palazzine a ridosso dello stagno sono state fatte sgomberare per precauzione e decine di famiglie hanno seguito a bordo strada l’opera di spegnimento dell’incendio. Tre squadre dei Vigili del fuoco e decine di agenti del Corpo forestale, coadiuvati da Carabinieri e Polizia municipale, hanno dovuto faticare per ben tre ore prima di avere la meglio sulle fiamme e riuscire a spegnere gli ultimi focolai: l’incendio sembrava indomabile e un apporto decisivo è arrivato da tre elicotteri della Protezione civile e soprattutto da un Erickson Helitanker, giunto sul posto però intorno alle 17, un’ora e mezzo dopo il primo allarme. Un dato che fa ben capire le difficoltà dell’apparato antincendi, specialmente durante una giornata come quella di ieri caratterizzata da diversi roghi appiccati ai quattro angoli dell’isola. «Servono mezzi straordinari per contrastare gli incendiari - aggiunge Ruggeri -. Una giornata come quella di oggi, di grande sofferenza in tutta la Sardegna, dimostra che attacchi di questa portata esigono risposte almeno di uguale intensità da parte della forza antincendio. E vanno anche superati gli ostacoli burocratici che hanno impedito la disponibilità dei locali da destinare a caserma della Forestale, per programmare interventi che mettano argini più sicuri all’azione delle fiamme. Di abbondante ci sono state finora, soprattutto le polemiche: se le mettessimo da parte per impegnarci a garantire l’avvenire del parco avremmo già compiuto un passo in avanti». Al presidente del Consorzio di gestione del Parco fa eco il responsabile Regionale di Legambiente, Vincenzo Tiana: «Questo episodio ripropone con forza la necessità di un’efficace azione di prevenzione e di repressione delle azioni illecite, con il rafforzamento del servizio i vigilanza già assicurato dal Corpo forestale ma reso difficile dalla vicinanza con il centro abitato».
di Pablo Sole