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pubblicato da La Nuova Sardegna il 29 giugno 2002

"Acqua torbida e pietre enormi"


Denuncia del Wwf alla Procura della Repubblica per le conseguenze del ripascimento
La replica di Zirone: "Non ci sono pietre e l'acqua č limpida"

CAGLIARI. Pietre di trenta centimetri, acqua torbida e sabbia grigio-topo: ora č il Wwf a gridare al disastro ambientale e a presentare una nuova denuncia alla Procura della Repubblica contro il criticatissimo intervento di ripascimento coordinato dalla Provincia. Un intervento che ha cambiato radicalmente l'aspetto della spiaggia cagliaritana, dividendo i bagnanti in due fronti: quelli che apprezzano l'ampiezza dell'arenile e quelli che rimpiangono il candore della sabbia antica.
Al di lą dei gusti e delle impressioni, l'iniziativa del Wwf segue chiaramente la linea dura tenuta da Legambiente. I vertici del fondo mondiale per la natura sostengono infatti che "i lavori commissionati dalla Provincia hanno comportato una modifica dello stato dei luoghi destinata a durare nel tempo con conseguente danneggiamento di un bene, il territorio costiero, tutelato dalla legge". Ipotizzano quindi il reato di disastro ambientale, sul quale peraltro la magistratura cagliaritana lavora gią da due mesi, con conclusioni ancora tutte da verificare. Intanto perņ, sottolinea il Wwf: "Dopo alcune settimane dalla conclusione dei primi lavori di ripascimento l'arenile č in condizioni disastrose, una situazione che dimostra - č scritto in una nota - come la nuova sabbia immessa nell'arenile non sia stata sottoposta a un'adeguata vagliatura, prevista dal capitolato d'appalto".
Secondo il Wwf inoltre "la torbiditą dell'acqua potrebbe essere determinata da un'elevata concentrazione di sostanze argillose" che gią nelle prime settimane dei lavori erano state riscontrate dagli esperti dell'associazione ambientalista". La replica dell'assessore provinciale ai lavori pubblici Renzo Zirone č secca: "Se le pietre da trenta centimetri non le ha portate il Wwf, non le abbiamo portate neanche noi, perchč ho detto e ripetuto che attraverso la griglia della draga potevano passare solo pietre fino a nove centimetri di diametro. Purtroppo le pietre nel litorale ci sono, esistono la sempre. Non č stato il nostro intervento a portarle". Zirone nega decisamente che l'acqua sia torbida: "La torbiditą di cui si parla č inesistente, basta dare un'occhiata e si troverą la conferma. Non capisco perchč si continui a insistere su questa storia, finiti i lavori l'acqua del Poetto č tornata quella che era". Sull'ipotesi che l'impresa non abbia fatto sino in fondo il proprio dovere, Zirone taglia corto: "L'impresa deve rispettare il contratto e il capitolato, se non lo farą pagherą le penali. Noi speriamo che lo faccia, nell'interesse di tutti".
di M. L.