pubblicato da L'Unione Sarda il 29 giugno 2002
Parcheggi, denunciato il Comune
Soprintendenza: lavori abusivi senza il nostro nulla osta
La Soprintendenza ai beni ambientali ha denunciato il Comune alla Procura della Repubblica. Dice che i parcheggi dentro la pineta del Poetto sono abusivi. Abusivi a metà: il sindaco li ha fatti costruire col nulla osta della Regione ma non ha aspettato i sessanta giorni necessari al ministero per esercitare il potere di controllo. Doveva farli ad agosto e non agli inizi di giugno: i Ds lo accusano di essere "scellerato", gli ambientalisti sognano un avviso di garanzia per il loro cavallo di battaglia, i bagnanti vanno a caccia di un posto dove infilare l'auto madidi di sudore.
Prima di partire per le ferie l'architetto Francesca Pulvirenti Segni, responsabile della Soprintendenza, ha firmato martedì scorso una raccomandata al sindaco e alla Procura. "In riferimento al progetto esecutivo di diciotto aree -parcheggio e di muretti prospicenti in località Poetto si comunica che l'autorizzazione dell'assessorato regionale ai Beni culturali inviata per posta il 28 maggio è pervenuta l'11 giugno". Tenuto conto "che questa amministrazione ha a disposizione sessanta giorni, dall'arrivo della documentazione per esercitare i poteri di controllo", la Soprintendenza osserva "che come riscontrato in sede di successivo sopralluogo effettuato dai tecnici, i lavori risultano in avanzato stato di esecuzione".
A questo punto "poiché l'area ricade in ambito di tutela paesaggistica, si sospende l'iter per l'archiviazione regionale". Quindi "le relative opere si configurano come abusive. Si segnala quanto sopra alla Procura per gli eventuali provvedimenti di competenza".
Alla Soprintendenza fanno sapere che "la contestazione è scattata perché il procedimento amministrativo non è completo". In pratica: il Comune non doveva muovere uno spillo "senza la positiva archiviazione della pratica". Nel peggiore dei casi per i nuovi parcheggi doveva aspettare due mesi, ad agosto.
Il cavillo riapre subito la bagarre. "La scellerata decisione della Giunta Galantuomo - sostengono in una dichiarazione Alberto Roascio, segretario cittadino dei Ds e il capogruppo Antonio Lai - di modificare l'originario progetto di utilizzazione dell'area compresa tra la vecchia e la nuova strada provinciale e di trasformarla in un luogo di sosta e in un supermercato all'aperto di prodotti di pesca, mostra ancora una volta l'inadeguatezza di chi amministra la terza città della Sardegna".
"Anziché puntare ad una fruizione collettiva di un bene da valorizzare e conservare nel tempo - sostengono i due esponenti della Quercia - gli attuali governanti quartesi preferiscono fare scelte che premiano gli interessi di pochi commercianti non avendo il coraggio di adottare, come la precedente decisioni che potevano apparire impopolari, ma che erano basate sul rispetto delle leggi vigenti e soprattutto prevedevano il vero coinvolgimento della classe imprenditoriale quartese, tendente alla costruzione di una bene e non alla sua distruzione".
Da parte sua il sindaco Galantuomo dice di avere documenti e coscienza a posto. "Abbiamo adottato la politica del fare non con scelleratezza ma con cognizione di causa". Quanto al Poetto "tutti gli interventi nel progetto di riqualificazione di un'area degradata come l'hanno lasciata i miei predecessori hanno le autorizzazioni previste dalla legge. La Sovrintendenza deve entrare nel merito solo dell'atto amministrativo rilasciato al Comune dall'ufficio regionale Tutela del Paesaggio. Ha sessanta giorni di tempo per valutarlo ma non mi risulta che può entrare nel merito dei lavori".
E allora? " Tutti abbiamo presente qual è la situazione del Poetto all'inizio della stagione estiva. L'anno scorso per i parcheggi ci sono stati perfino problemi di ordine pubblico. Qualcuno vuol combattere guerre di carta bollata e cavilli sulla pelle della gente".
di Antonio Martis