pubblicato da La Nuova Sardegna il 29 maggio 2006
Studio internazionale sul Poetto malato
La giornata di «Spiagge pulite» dedicata al futuro dell’arenile
CAGLIARI Era «Spiagge e fondali puliti» di Legambiente
la manifestazione che ieri mattina a Cagliari ha portato
200 scout e altri volontari per tirar via i resti dell’inciviltè
umana dall’arenile. Ma siccome la spiaggia era il
Poetto, trauma irrisolto per la collettivitè locale causa il
ripascimento con la sabbia scura, Legambiente ha organizzato
anche una conferenza stampa con l’assessore regionale
all’ambiente Tonino Dessì, il presidente della Provincia
Graziano Milia, il candidato sindaco Gian Mario
Selis, in rappresentanza del sindaco Emilio Floris hanno
partecipato gli assessori ai lavori pubblici, alle attivitè
produttive Luciano Collu, alle politiche sociali Angelo
Vargiu, il deputato di Rifondazione comunista Luigi Cogodi.
Così il presidente di Legambiente Vincenzo Tiana ha
colto l’occasione per lanciare un appello: la spiaggia continua
a morire, si componga una conferenza di servizi permanente,
un consorzio, insomma un organismo che riunisca
le quattordici competenze e le faccia lavorare tutte assieme.
Altrimenti, ogni scelta si fermerè sempre a metè.
L’assessore Dessì ha annunciato
che presto verrà bandita
una gara internazionale di
uno studio di fattibilità per capire
come dovranno essere ripristinate
le condizioni ambientali
della spiaggia. I fondi
ci sono già, 250 mila euro.
Quando si saprà cosa fare, la
Regione si rivolgerà all’Unione
europea, generosa nel campo
dei ripristini ambientali a
patto che il progetto ci sia e
spieghi esattamente dove si
intende arrivare. Un punto a
capo rispetto al passato, sul
quale però, ieri, sia Dessì, sia
il presidente della Provincia
ancora una volta hanno messo
qualche punto fermo rispetto
a un modo di operare
della pubblica amministrazione
e delle responsabilità che
da questo discendono. Responsabilità
che, hanno spiegato
i due amministratori, anche
nel caso del Poetto sono
risultate articolate e non concentrabili
in un solo capro
espiatorio (l’ex presidente della
Provincia, Sandro Balletto,
recentemente condannato).
Nell’indagine tecnico-amministrativa
condotta dagli esperti
nominati dalla Regione (di
Soru-Dessì), i cui esiti sono
leggibili su Internet, c’è una
sequenza di vicende censurabili
e riconducibili a vari centri
di responsabilità. In estrema
sintesi: Ministero, Regione,
Provincia, soprintendenza
ai beni monumentali e comune
di Cagliari avrebbero
avuto tutti robusto titolo per
fermare i lavori alla prima palata
nera che veniva depositata
sulla spiaggia. L’Unione europea
suonò il campanello
d’allarme, ma la scusa formale
che si trattasse di un intervento
di protezione civile e
non di natura ambientale tolse
forza a quel segnale autorevole.
Secondo Dessì (e non soltanto
secondo lui), nella vicenda
del Poetto si è violato
un principio fondamentale
della Costituzione europea: il
principio di cautela. L’oggi
trae parecchi insegnamenti
da quella vicenda e quindi si
andrà avanti così: studio di
fattibilità dove si indica con
chiarezza a cosa si vuole arrivare;
successive (e tutte da
stabilire) azioni progettuali
con richieste di finanziamento
anche in questo caso con finalità
chiare. L’accento su
questo tema si spiega quando
si ricorda (l’ha fatto Dessì ieri)
che i 30 miliardi di lire furono
affidati alla Provincia
senza una iniziale chiara destinazione.
Ma anche senza aspettare
lo studio di fattibilità e i progetti
che ne discenderanno,
secondo Dessì già adesso, seguendo
le tracce di lavoro indicate
dalla commissione degli
esperti, si può cominciare
a operare per il Poetto. Il piano
paesistico mette sotto tutela
questa zona a ridosso del
mare, Dessì ha ricordato che
le concessioni di tutto quel
che si vede sulla spiaggia sono
temporanee, con l’assessorato
regionale competente si
valuteranno le diverse situazioni.
Ma «il modo col quale si
usa la spiaggia è una competenza
comunale e quindi —
spiegava l’assessore regionale
all’ambiente — bisogna
che i comuni ripristino l’originaria
fascia di vegetazione
che tratteneva la sabbia. Poi
bisognerà che regolamentino
l’accesso alla spiaggia e che
la disciplina dei bagnanti sia
incoraggiata: perché tutte le
volte che si griglia la sabbia
per eliminare le cicche delle
sigarette, sono granelli che si
portano via. Ancora, bisogna
che i comuni decidano che cosa
è questa spiaggia: non può
continuare a essere una palestra
per concerti ed eventi.
Credo che il Poetto sia il più
grande servizio sociale a disposizione
della città, non
può essere utilizzato oltre le
sue possibilità».
Un’altra operazione per il
Poetto da varare subito l’ha
proposta il presidente della
Provincia Milia: riportare in
consiglio regionale la legge
istitutiva del parco Molentargius-
saline e aggiungerci la
spiaggia.
Stare in un parco significa
molto: per esempio che non ci
può più essere una strada ancora
troppo trafficata a ridosso
dell’arenile. Il parlamentare
Luigi Cogodi ha chiesto
con forza che il «gigante malato
» (il Poetto) non sia tenuto
in condizione di sopravvivenza,
ma venga curato in modo
radicale. Gli faceva eco il candidato
alle comunali (per Rifondazione)
Claudio Cugusi il
quale chiedeva: al ripascimento
bisogna rimediare
spendendo quel che sarà necessario.
Il candidato sindaco Gian
Mario Selis (erano stati invitati
anche gli altri, non si sono
presentati): «Bisogna riprogrammare
un intervento
adeguato di ripascimento, ma
anche stabilire un nuovo rapporto
tra l’uomo e l’ambiente
spiaggia. Il traffico dovrà essere
allontanato e il trasporto
pubblico affidato a mezzi frequenti».
di Alessandra Sallemi