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pubblicato da L'Unione Sarda il 29 marzo 2002

La Regione nomina i "suoi" esperti


Giudizi negativi dei consiglieri regionali dopo il sopralluogo di ieri pomeriggio al Poetto

Si fidano dei tecnici della Provincia, certo che si fidano. Però. Però l'assessore all'Ambiente Emilio Pani ha nominato una commissione di esperti. Dovranno verificare la "situazione di fatto" e soprattutto "i tempi". Vogliono sapere tra quanto la sabbia diventerà bianca, insomma. Anche perché questo è solo l'inizio: ci vorranno altri 2 milioni di metri cubi di nuova rena per sistemare la spiaggia. E se ne sono bastati 370mila per sollevare questo polverone, conviene approfondire. Con tecnici "di fiducia della Regione".
Intanto la Commissione ambiente fa una scampagnata al Poetto: consiglieri di tutti i partiti si chinano, riempiono i pugni, sfregano, setacciano, lasciano volare via i grani sottili e quelli più scuri. Sesta fermata, ore 14,45: ma siete sicuri che sono arrivati anche qui? Momento di panico, nessuno lo sa: la linea di riva sembra la stessa, sull'arenile nulla che possa lasciar pensare a un cantiere aperto. La sabbia bianca arriva a sei metri dalla battigia che in verità non è molto scura. Eh sì, la draga è arrivata anche lì: intervento minimo, visibile ma non troppo, anche perché il vento di mare porta le onde e l'acqua mischia tutto, il nero col bianco. Andiamo al Lido. Il presidente Tonino Frau (An) dice quel che pensa e pensa quel che vede. "Indubbiamente vista così è diversa. Mi auguro che il consulente della Provincia abbia ragione e che sole, mare e vento portino uno scolorimento. Torneremo in luglio e poi in inverno, dopo le mareggiate. Bisogna aver fiducia nei ricercatori".
Ivana Dettori (Ds) affonda i tacchi in quel che è rimasto delle bianche dune, poi sulla sabbia nuova cammina spedita: "Questa è già asciutta, dubito che in due anni si sbiancherà". Incalza Carlo Dore (Margherita): "Questo è terriccio, carbonella". Nino Puxeddu (Ds) indica la cipria orgoglio del Poetto: "Questa è un'altra cosa, eh"? Giovanni Giagu (Ppi) è possibilista: "Con gli anni, le correnti, la natura, si potrà sbiancare". Salvatore Granella (Democratici) lo fulmina: "Sì, tra un paio di migliaia di anni sarà bianca". Giampiero Pinna (Ds), quello della protesta nel pozzo Sella, a Monteponi, prende una pietra grigio scuro e la spacca in due: "È nera dentro, per sbiancare una roccia non conosco altro sistema che usare l'acido. Anche la risacca è scura. Sono troppo fiduciosi: nella fascia stretta di sei metri ha funzionato ma qui sono 60-80 metri, è impossibile che il mare riesca a metter tutto a posto. Bisognava fare un ripascimento per fasce più strette, per tempi successivi: in una parola, sperimentare".
Una voce nel vento provoca : "Antonello, ieri eri fiducioso". Liori (An) calpesta la nuova rena, guarda le dune bianche e ammette: "No, non è la stessa cosa. Però un po' si è già schiarita. Comunque, sabbia come quella lì dove la si trova? Soltanto la natura sarebbe in grado di guarire alla perfezione ferite come quella provocata dall'erosione". Nazzareno Pacifico (Ds) ricorda di aver suggerito di sperimentare, "anche se costava di più. La nuova sabbia è fatta di conchiglie frantumate". Il pensiero torna all'intervento - minimo - davanti all'ospedale Marino: "C'è stato un piccolo risultato", sottolinea Bruno Randazzo (Udc) "ma lì hanno lavorato solo su sei metri". Emanuele Sanna (Ds) è "molto preoccupato. Si è fatto come in Afghanistan, si è bombardato senza vedere cosa si colpiva e ora siamo in mezzo alle macerie. L'assessore Pani parla di un malato grave in chemioterapia? Ma se si somministra in un giorno la medicina che serve per un mese il malato muore".
di Maria Francesca Chiappe