Parco Molentargius
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pubblicato da L'Unione Sarda il 29 gennaio 2004

Molentargius, via libera tra polemiche e ricorsi


Via libera al parco di Molentargius dal Consiglio comunale cagliaritano: ieri l'assemblea ha approvato la convenzione - il documento che mancava dopo il sì allo statuto - con 29 favorevoli e 2 contrari. Approvato anche un ordine del giorno (22 sì e 2 no) che impegna i rappresentanti cagliaritani nel parco a far entrare nel consorzio anche un privato, preferibilmente l'Università. Non solo per dare un tocco scientifico all'organismo che gestirà l'area, inserendo un accademico tra gli uomini della Provincia e dei Comuni di Cagliari, Quartu, Quartucciu e Selargius. Modificare il vertice del parco significa soprattutto evitare uno scoglio giuridico insidioso, un problema che ha monopolizzato la discussione in aula di ieri sera. In sintesi: l'assemblea ha deciso che nel consorzio non sia solo il sindaco a rappresentare la città, ma anche una pattuglia di consiglieri comunali. Il segretario generale del Comune però ha spiegato - con un parere tecnico che il Consiglio è tenuto ad ascoltare ma non a seguire - che la legge non permette più di un rappresentante per ciascuno, almeno per i consorzi tra enti locali. Inserendo l'Università il consorzio diventerebbe misto, e nessuno potrebbe aver nulla da ridire. Neppure la magistratura, che ieri è stata evocata più volte dal consigliere del gruppo misto Gianni Loy, che insieme a Radhouan Ben Amara (Rifondazione), ha votato contro la delibera e l'ordine del giorno. Contrario all'ingresso dei consiglieri comunali nel consorzio anche Saverio Ferrante (Forza Italia). Quanto agli altri, maggioranza e opposizione hanno votato insieme. Una compattezza che ha fatto gridare alcuni al miracolo (i favorevoli, soddisfatti del passo avanti verso un parco congelato per cinque anni) e altri all'inciucio (naturalmente i contrari). In particolare Loy ha annunciato una segnalazione alla procura della Corte dei conti, perché si pronunci "sul miliardo di lire o quasi" che sarebbe previsto per pagare i numerosi componenti del consorzio. Secondo il consigliere "se davvero si volesse il parco, non lo si metterebbe a repentaglio facendolo nascere contro la legge pur di regalare un appannaggio a cinque consiglieri". Gli ha risposto da sinistra il diessino Tonino Serra, definendo come "un imbarbarimento della politica" il proposito di segnalare ai magistrati le eventuali irregolarità nella nascita del parco. Il centrodestra e l'Ulivo hanno difeso la delibera negandone l'illegittimità, mentre il sindaco Emilio Floris ha tagliato corto: "Non posso dire se il provvedimento sia corretto giuridicamente: il nostro compito non è l'interpretazione della legge". Con il sì alla convenzione da parte di Cagliari e Quartu, ora tecnicamente il parco potrebbe nascere già nei prossimi giorni. Prima del decollo però si cercherà di strappare un assenso almeno a uno degli altri tre enti interessati: difficile avere il via libera dalla Provincia e da Quartucciu, ora la diplomazia comunale punta su un ammorbidimento di Selargius.