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pubblicato da La Nuova sardegna il 28 novembre 2004

L'amministrazione provinciale presenta il conto


CAGLIARI. La Provincia presenta il conto per il ripascimento-disastro del Poetto. Ed è un conto salato per la Ati-Mantovani spa, la ditta che ha aveva vinto l'appalto e che ha eseguito i contestati lavori sulla spiaggia: 628 mila euro, un miliardo e duecento milioni delle vecchie lire, più qualche spicciolo.
La richiesta è stata formulata al momento dell'atto di citazione della causa civile che la Provincia di Cagliari ha avviato nei confronti della ditta appaltatrice dei lavori: un lungo documento che è stato preparato a firma dei legali dell'amministrazione provinciale, gli avvocati Rodolfo Meloni e Stefano Ledda, nel quale vengono sottolineati innanzitutto i motivi della richiesta di risarcimento di cui dovrà occuparsi il giudice.
Prima un chiarimento: "Per la corretta esecuzione dei lavori la Ati Mantovani ha offerto una apposita polizza assicurativa per le eventuali conseguenze successive alla conclusione dell'appalto, con la quale la provincia di Cagliari ha ottenuto una ulteriore garanzia". Poi la precisazione dei punti contestati: "L'appalto non è stato eseguito secondo le prescrizioni contrattuali e la ditta si è quindi resa gravemente inadempiente alle proprie obbligazioni". Un elemento che secondo l'ammministrazione provinciale risulta chiaramente dall'atto di collaudo. Provincia che chiarisce nuovamente come è in corso sul contestato ripascimento una inchiesta penale, coordinata dalla Procura della Repubblica. Ma viene detto anche qualcosa di più: "Oggi si stanno manifestando di giorno in giorno ulteriori gravissimi inconvenienti che compromettono il risultato finale dell'appalto e che hanno già costretto la provincia di intervenire anche economicamente per eliminare almeno una parte di quei materiali che l'impresa appaltatrice non doveva assolutamente fornire". In pillole: la sabbia prelevata al largo dalla Antigoon non era confacente ai dettami dell'appalto ma nonostante questo il ripascimento è andato avanti. "Sono stati riversati nella spiaggia - si precisa ancora nell'atto di citazione - e nella battigia tutta una serie di materiali come sabbia grossolana, conchiglie e terra fuori fuso, oltre a pietre di grosse dimensioni che si sono purtroppo mischiate a tutto il resto". Di qui la necessità di una continua grigliatura della sabbia e di costosi lavori subacquei per eliminare i problemi più evidenti. Una situazione di continua precarietà alla quale la provincia ha tentato e tenta di trovare una soluzione, con risultati non sempre adeguati: "In ogni caso la situazione è documentata anche da un filmato predisposto da una ditta di fiducia della provincia.
Scritto e controfirmato in vista dell'udienza davanti al giudice civile insomma. Ma anche per il processo penale, nel quale la provinai sta pensando di presentarsi come parte offesa. Si tratta di documenti che - secondo la provincia - metterebbero in rilievo quelli che erano gli obblighi della ditta che aveva vinto l'appalto e la possibilità di ricorrere alla polizia assicurativa che era stata firmata al momento della stipula del contratto. Resta ferma in ogni caso la richiesta di un risarcimento di oltre un miliardo, sul quale il giudice dovrà pronunciarsi.