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pubblicato da L'Unione Sarda il 28 Agosto 2010

Il muro che taglia la spiaggia


POETTO. Polemiche sul confine del Lido Mediterraneo

La spiaggia è arretrata, il muro no: rifatto a nuovo nello spazio occupato da quello abbattuto dalle mareggiate, ha la stessa lunghezza del precedente, ma a causa dell'erosione ora l'estremità è finita in mare. Per tutta l'estate, i bagnanti del Poetto si sono trovati la passeggiata sul bagnasciuga interrotta dai blocchetti di cemento che segnano il confine dello stabilimento balneare Lido Mediterraneo. Dai semplici mugugni sotto l'ombrellone qualcuno è passato ai fatti, inviando una segnalazione alla Capitaneria di Porto. Ieri mattina, tre marinai della Guardia costiera hanno effettuato un sopralluogo: rilievi e fotografie saranno ora esaminati per stabilire se il muro debba essere demolito oppure no.
L'EROSIONE Il confine esisteva da tempo, anzi: nel corso degli anni è anche arretrato perché, mareggiata dopo mareggiata, la spiaggia del Poetto si è sempre più assottigliata. Proprio le fondamenta sott'acqua del muro appartenente al Lido Mediterraneo, unico stabilimento in muratura “senza stellette” nel tratto quartese della spiaggia, testimoniano quanti metri di arenile sono andati persi. Anche qui nel 2002 era previsto un intervento di ripascimento, ma il progetto era stato accantonato dopo i risultati dell'operazione condotta nel tratto cagliaritano.
LE MAREGGIATE Nell'autunno del 2008 la natura si è particolarmente accanita contro le costruzioni realizzate sopra la spiaggia: non soltanto del Lido Mediterraneo. Il risultato era stato una distesa di macerie e ferri arrugginiti sparsi lungo l'arenile e danni ingenti agli edifici. Nello stabilimento avevano fatto una brutta fine persino le cabine più vicine all'acqua. Quando si è trattato di ricostruire, sono state rispettate le vecchie fondamenta. L'erosione, però, ha ridotto notevolmente la spiaggia.
IL MURO Per questo motivo ora il muro invade l'acqua per almeno due metri e impedisce il via vai di bagnanti che passeggiano lungo il bagnasciuga. «Il problema non è solo questo», spiega Sergio Oriti, frequentatore di questo tratto di spiaggia libera, «i blocchetti a filo sull'acqua sono viscidi: le persone scivolano e rischiano di farsi male. Ci sono anche alcuni ferri che spuntano pericolosamente». Parole condivise da Giovanni Spano: «La spiaggia non può restare divisa da un muro che va oltre il bagnasciuga: è un impedimento alla libera fruizione dell'arenile».
L'ESPOSTO Alla Capitaneria di Porto, competente sugli arenili, nei giorni scorsi è arrivata una segnalazione del problema. Ieri la Guardia costiera, nell'ambito del programma di monitoraggio della coste “Spiagge sicure”, ha eseguito un sopralluogo al Lido Mediterraneo. Nessun provvedimento è stato deciso: foto, rilievi e autorizzazioni saranno ora esaminati. È certo che il muro fosse già presente in passato e avesse le stesse dimensioni: bisognerà stabilire se si poteva ricostruire e se la spiaggia debba rimanere tagliata in due.
I TITOLARI Anche eventuali lavori di smantellamento non sono realizzabili dall'oggi al domani: è necessario il via libera da parte della Regione, che gestisce le concessioni demaniali, per eseguire anche un intervento di demolizione. Sarebbe questa la strada intrapresa dai titolari, ma è impossibile conoscere il punto di vista della proprietaria del Lido Mediterraneo, Patrizia Tarascio. Ieri era irraggiungibile, anche al telefono: i suoi collaboratori spiegano che è fuori città.

di GIOVANNI MANCA DI NISSA