Parco Molentargius
Litorale Poetto Molentargius su FacebookMolentargius Rss Feeds Sito denuclearizzato
www.sitodenuclearizzato.eu

Rassegna stampa


2011    2010    2009    2008    2007    2006    2005
2004    2003    2002


pubblicato da L'Unione Sarda il 28 luglio 2004

Molentargius brucia, distrutti migliaia di nidi


Il parco violato. Dalle fiamme, dagli incendiari, dagli assassini armati di cerino. Ottavo raid in sole tre settimane e l’oasi di Molentargiu-Saline-Poetto rischia ormai di trasformarsi in un deserto di cenere. Dall’una alle cinque del pomeriggio è stato un inferno. Le fiamme, partite dal canneto di via Fiume, e che hanno trovato linfa vitale nel forte vento di maestrale, hanno camminato a lungo raggiungendo i bordi della zona umida in prossimità del Margine Rosso. Pochi gli ettari, appena tre, ma di enorme importanza per la presenza di migliaia di volatili che proprio in questo periodo depongono le uova. Alle tredici e trenta, è stato allarme vero. Le squadre dei vigili del fuoco, della Forestale e dei volontari della Prociv Arci e della Paff hanno creato un cordone per impedire alle fiamme, alte anche dieci metri, di raggiungere una rivendita di materiale edile vicino al canneto e l’azienda nautica Sarimar di via Fiume. «L’incendio - spiega il capo squadra dei vigili del fuoco, Franco Pinna - è stato di sicuro doloso perché appiccato in più punti nello stesso momento. Abbiamo avuto difficoltà a operare solo a terra e per questo abbiamo chiesto l’intervento dei mezzi aerei». Un passante avrebbe notato alcuni ragazzi che appiccavano il fuoco. I carabinieri e i vigili del fuoco hanno sentito alcuni giovani che si trovavano nelle vicinanze dell’incendio, ma nessuno è stato fermato. Nel primo pomeriggio, nonostante la dura lotta anche con le “bombe” d’acqua scaraventate sul rogo dagli elicotteri della Protezione civile regionale, della Forestale e dell’Esercito, le fiamme hanno pericolosamente lambito le prime case del rione Quartello. Molti abitanti si sono riversati in strada e nel parco cittadino per assistere allo spettacolo temibile del fuoco e alle operazioni degli elicotteri e dell’elitanker. «Purtroppo la zona di Perda longa è molto esposta perché al confine con una strada molto trafficata. Quello di ieri è stato un incendio molto violento, a farne le spese è stata soprattutto la fauna che popola il canneto». Per l’ornitologo Sergio Nissardi, «un danno soprattutto per la popolazione di volatili che nidificano tra la vegetazione a cominciare dal pollo sultano». Solo alle cinque e mezzo l’allarme è rientrato. E sono cominciate le operazioni di bonifica. Altri roghi sui bordi delle statale 554 dietro il ristorante Eugenio e a Sa Serrixedda. E incendi anche tra Donori e Sant’Andrea Frius, dove è stato aggredito il rimboschimento di eucalipti di Nuraghe mannu. Un obiettivo dei piromani, un autentico attentato. Per entrare in azione. I primi segnali verso le 15 col fuoco che in pochi attimi ha divorato la macchia mediterranea. Immediato l’allarme lanciato dalle vedette della Forestale. La situazione è apparsa subito preoccupante tanto che appunto è stato sollecitato l’arrivo dell’elitanker e dell’elicottero Camilla.

di Giorgia Daga