Parco Molentargius
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pubblicato da L'Unione Sarda il 28 maggio 2004

«Per salvare la bonifica serve un Commissario»


Al Parco di Molentargius è in arrivo un commissario straordinario che gestirà i lavori «quasi completati» e prenderà uno stipendio di 6000 euro al mese. Emilio Pani, assessore regionale all’Ambiente di Alleanza nazionale e (doppio) candidato alle prossime elezioni, ha chiesto e ottenuto il via libera della Giunta per la nomina. Che - conferma - sarà fatta nel giro di pochi giorni. Grida allo scandalo Emanuele Sanna, storico consigliere Ds, questa volta non candidato. «Un’indecenza» - dice - per tre ragioni. A quindici giorni dal voto non sta per niente bene che l’esecutivo collochi suoi uomini in posizioni-chiave. Dal ’99 (quando è nato il parco) a oggi si è registrata soltanto inerzia. Infine - prosegue Sanna - l’aspetto più fastidioso: corre voce che il fortunato sia Mario Palomba, capo di gabinetto nonché nipote dell’assessore. Emilio Pani - informato delle critiche - sostiene di esserci rimasto molto male. «Mi stupisco che l’attacco arrivi proprio dall’onorevole Sanna, che mi conosce bene e da tempo. Non solo. Lui conosce pure il progetto, dato che l’ha seguito quando alla Regione contava ancora qualcosa». Assessore, le sembra corretto dare ora un’investitura così importante? Tutti sanno che io non sono solito assumere decisioni inopportune. La Giunta si è riunita regolarmente due giovedì fa, io ho spiegato che la situazione di Molentargius sta diventando estremamente pericolosa e la delibera è passata all’unanimità. Pericolosa? Perché c’è il rischio che vinca il centrosinistra? Non voglio lasciare l’opera in balìa degli eventi, a prescindere da chi vincerà. Me ne occupo dal ’94, ho rimesso in moto lavori abbandonati, ho risolto un contenzioso da 27 miliardi, ho fatto trasferire le competenze dal ministero alla Regione. Sono stati spesi tanti soldi e mi trovo in una condizione difficilissima: a chi la consegno se non esiste ancora un Ente e non è stato nominato un presidente? I Comuni di Cagliari e Quartu, che hanno il 45% ciascuno del Parco, non si mettono d’accordo. No, i sindaci Emilio Floris e Davide Galantuomo, non riescono a scegliere un presidente che vada bene a entrambi. Non solo, hanno anche voluto aumentare il numero dei componenti del Consiglio direttivo. Per poter distribuire più poltrone. Questo lo lascio dire a lei. Però c’è un ricorso al Tar di un consigliere d’opposizione e i sindaci sono di nuovo impantanati. Riassumendo: i lavori a Molentargius sono a buon punto, lei è orgoglioso della “sua” creatura, c’è il caos nelle competenze, potrebbe essere l’ennesimo Parco fantasma. Non si può far altro che commissariare. Esatto. Sa che per questa situazione siamo obbligati a rimandare a Roma finanziamenti che ci sono stati concessi? Insomma, nominerà il suo capo di gabinetto? Assolutamente no. Mario Palomba è preparatissimo, ma è figlio di mio cugino di primo grado. Allora chi ha scelto? Mi piacerebbe che il commissario fosse il direttore generale dell’assessorato, l’ingegner Antonio Conti. È suo parente? No. È un ottimo tecnico, conosce perfettamente il progetto, è il mio braccio destro. Ma? Quando gliel’ho chiesto ha sollevato un’obiezione. Cioè? Mi ha detto: il nostro ufficio segue i lavori, se questa nomina dovesse durare non andrebbe bene che io facessi il controllore e il controllato. Giusta obiezione. Non ci aveva pensato? Sinceramente no. Ora ho due strade: insistere con lui, che è sicuramente la persona più adatta per le sue competenze, oppure scegliere un funzionario di un altro assessorato, stando attento che non sia legato né all’amministrazione cagliaritana né a quella quartese. Ma il tempo stringe. Assessore, se ne accorge a due settimane dalle elezioni? Per quattro anni di seguito ho proposto lo stesso identico emendamento alla Finanziaria per la nomina di un Commissario regionale per la gestione di parchi e aree protette in crisi: il Consiglio l’ha sempre bocciato. E adesso l’onorevole Sanna, per ragioni puramente elettoralistiche, mi accusa di scorrettezza. Ma lei è candidato, Emanuele Sanna no. Lo giuro, io non volevo candidarmi, ho una certa età, ne ho parlato anche con mia moglie. Mi hanno obbligato. Il mio ministro, Matteoli, mi ha imposto la provincia di Cagliari. Il Sulcis no, quello l’ho scelto io, perché è una bella sfida.

di Cristina Cossu