Parco Molentargius
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pubblicato da L'Unione Sarda il 28 aprile 2010

Se lo stagno diventa una discarica


Il paradosso

Molentargius è il Parco delle contraddizioni. Oasi urbana tra le più grandi d'Europa, dove nidificano i fenicotteri e vive una fauna unica: centinaia di specie animali in 16 mila ettari dove però ci sono ancora scarichi fognari abusivi e piccole raccolte di rifiuti a ridosso dello stagno.
Nelle acque del Perdalonda e del Bellarosa minore (il parco è composto da stagni e laghi naturali e artificiali, collegati tra loro) vengono pescati a cadenze regolari carcasse d'auto, telai di motorini, immondizia varia e indifferenziata.
«Questa è la forza e la debolezza del Parco», spiega il presidente Gigi Ruggeri. «Non possiamo dimenticare che siamo dentro un sistema urbano, fortemente antropizzato. Certo, purtroppo abbiamo chi scarica illegalmente nei terreni e nelle acque. Facciamo i salti mortali per salvaguardare lo stagno, ma non possiamo fare i miracoli. Molto dipende dalla maleducazione e dallo scarso senso civico della gente».
Una brutta botta è arrivata dall'alluvione del 2008, che ha distrutto gli argini dei canali e ha permesso che le acque dolci e quelle salate, in equilibrio grazie a un sistema di filtri naturali e umani, si mischiassero. E così, quasi sotto silenzio, si è sfiorato il disastro ecologico: «Abbiamo dovuto ricostruire tutto». Le opere non sono finite: i canali del consorzio Ramsar, ormai di vent'anni fa, sono obsoleti. «Stiamo partecipando a dei piani europei, per ottenere i finanziamenti. Arriveranno fondi per 800 mila euro, ma noi saremo costretti a tirar fuori dalle nostre casse, per averne diritto, almeno 400».

di MICHELE RUFFI