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pubblicato da Il Sardegna il 28 aprile 2007

Poetto, Balletto davanti ai giudici
«Condannato ma non so perché»


Non risponde l'ex presidente della Provincia, testimone nel processo contro Zirone e tecnici

«Non so ancora perché sono stato condannato, qualsiasi cosa dica potrebbe nuocermi. Da più di un anno attendo la motivazione della sentenza». Sandro Balletto non se l’è sentita di sottoporsi all’esame richiesto dall’accusa e di entrare con le sue dichiarazioni nel processo per i danni provocati alla spiaggia del Poetto dal ripascimento del 2002, in cui sono imputati l’ex assessore ai Lavori pubblici Renzo Zirone e altre 9 persone fra membri della commissione di monitoraggio, direttore e responsabile dei lavori e impresa che ha eseguito l’opera.
BALLETTO (condannato in abbreviato il 19 maggio dell’anno scorso per danneggiamento aggravato a 10 mesi, 100mila euro di provvisionale e al ripristino dello stato dei luoghi, ma assolto dall’altra accusa di abuso d’ufficio) avrebbe dovuto testimoniare nel processo che si sta svolgendo davanti alla prima sezione penale del Tribunale presieduta da Francesco Sette. In qualità di imputato di reato connesso, l’ex presidente della Provincia, assistito dall’avvocato Rodolfo Meloni, aveva la possibilità di avvalersi della facoltà di non rispondere. Così ha fatto, come già si vociferava alla vigilia. Inaspettata, però, la spiegazione della scelta di non sottoporsi all’esame: «Vorrei spiegare il perché», ha precisato Balletto, affermando di non conoscere le ragioni della sua condanna perché in attesa da un anno esatto della motivazione della sentenza. I pubblici ministeri Daniele Caria e Guido Pani avevano chiesto di sentire anche Luigi Aschieri, biologo della commissione di monitoraggio, condannato in abbreviato a sei mesi per falso ideologico. Difeso dall’avvocato Paolo Pirastu, pure Aschieri essendo imputato di reato connesso si è potuto avvalere della facoltà di non rispondere. Ha testimoniato Luciano Bodano, tecnico incaricato di prelevare dopo il ripascimento dei campioni di sabbia per conto della Asl, allo scopo di verificare se fosse inquinata. Ma solo nella prossima udienza saranno riferiti gli esiti degli esami sulla sabbia marina riversata sul litorale. Chiamati a testimoniare anche due giornalisti dell’Unione Sarda, Giovanni Puggioni e Pietro Picciau, interrogati brevemente dai pubblici ministeri in particolare su una conferenza stampa convocata da Balletto in risposta alle critiche piovute già dopo i primi sversamenti di sabbia. L’ex presidente della Provincia, mostrando tre sacchetti contenenti tre diversi tipi di sabbia, aveva rassicurato chi chiedeva la sospensione dei lavori affermando che la distesa scura prelevata dai fondali col tempo si sarebbe schiarita. Il processo riprende il 3 maggio.
di Edoardo Pisano