pubblicato da La Nuova Sardegna il 28 aprile 2007
Balletto sceglie il silenzio
CAGLIARI. A un anno dalla condanna a dieci mesi per il danneggiamento del Poetto, Sandro Balletto si è rifiutato di testimoniare al processo per il ripascimento. Imputato di reato connesso e perciò con diritto al silenzio, ieri mattina l'ex presidente della Provincia ha motivato con tono polemico la sua scelta: "Sono stato condannato un anno fa e non conosco ancora le motivazioni della sentenza, che non è stata depositata: preferisco non parlare perché qualsiasi cosa potrebbe essere usata contro di me". Una nota amara nei confronti di chi l'ha ritenuto responsabile di danneggiamento aggravato, pur assolvendolo dall'accusa di abuso d'ufficio: "La sentenza doveva essere depositata il 18 agosto scorso" ha poi spiegato il suo difensore, Rodolfo Meloni. Non ha rilasciato alcuna dichiarazione invece Luigi Aschieri, geologo della commissione di monitoraggio della Provincia, anche lui condannato in abbreviato, ma per falso ideologico, a sei mesi. I pubblici ministeri Daniele Caria e Guido Pani, che pure avevano citato Balletto e Aschieri come testi d'accusa, avevano inserito nel loro elenco anche il professor Renzo Valloni, dell'Università di Parma. Ma chiamato dal presidente della prima sezione Francesco Sette, non si è presentato in aula. Sarà lui, con tutta probabilità, il perno della prossima udienza, fissata per il 3 maggio. Il geologo era stato incaricato dalla stessa Provincia di verificare la compatibilità della sabbia prelevata in mare con l'arena candida del Poetto pre-ripascimento. L'analisi aveva dato esito positivo. Ma si trattava di una valutazione tecnica e superficiale: la sabbia era compatibile con un intervento di protezione civile. Ma all'esperto non era stato chiesto di entrare nel merito e stabilire se il materiale sputato dalla draga Antigoon fosse uguale alla sabbia preesistente. Così come pure il dipendente della presidio multizonale della Asl, Luciano Bodano, in aula ha confermato che i sondaggi chiesti dal Noe dei carabinieri erano rivolti solo a capire se la sabbia fosse inquinata o meno da metalli pesanti. Nulla a che fare con colore, composizione mineralogica e dimensioni dei granelli.
di Eluana Laudante