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pubblicato da L'Unione Sarda il 28 marzo 2002

Indagini in fondo al mare


In azione i sub dei carabinieri. Esposto in Procura: violato il capitolato d'appalto

Nella giornata in cui il Wwf esce allo scoperto ("la sabbia è ricca carbonati e solfuri di metalli pesanti") e arriva in procura il primo esposto ("abuso d'ufficio, danneggiamento, danni erariali") scendono in campo i sommozzatori: le squadre specializzate dei carabinieri stanno verificando in mare la correttezza del lavoro svolto dai tecnici della Antigoon. I sub dovranno accertare in quale punto sono stati effettuati i prelievi di sabbia da riversare sul Poetto e, soprattutto, fino a quale profondità si è avventurata la draga. Stando al decreto del ministero dell'Ambiente, l'area di prelievo dei materiali doveva essere "contenuta nel quadrilatero i cui vertici sono contraddistinti da coordinate geografiche" analiticamente indicate. E ancora: l'area di prelievo non doveva superare i mille metri per 400, oltre le tre miglia nautiche dalla costa "e a distanza non inferiore a 750 metri dalla vicina prateria di posidonia oceanica". La quota di scavo era limitata a un metro e non doveva raggiungere il limite tra le sabbie e i depositi per non alterare il fondale. L'impresa doveva infine prevedere tutti gli accorgimenti per evitare la risospensione delle polveri.
Il controllo del rispetto dei limiti imposti per il prelievo di sabbia erano affidati al comandante della Capitaneria di porto di Cagliari, Antonio Camboni, il quale ha certificato giorno per giorno la correttezza dei lavori. I sostituti procuratori Mario Marchetti e Daniele Caria - coordinatori delle indagini che ipotizzano il reato di distruzione o deturpamento di bellezze naturali - hanno comunque chiesto ai sommozzatori dei carabinieri di effettuare un'ulteriore verifica e di accertare che non siano stati effettuati prelievi oltre i limiti imposti dal decreto.
Fin qui gli accertamenti "urgenti e irripetibili" richiesti dalla Procura sullo stato dei luoghi. Subito dopo partirà la fase per così dire documentale con il sequestro di tutti gli atti che hanno regolato i contestatissimi lavori di ripascimento del Poetto, anche alla luce dell'esposto del Gruppo d'intervento giuridico-Amici della terra che, denunciando la violazione del capitolato d'appalto, ipotizzano una serie di reati. L'iniziativa degli ambientalisti impegna anche la Procura della Corte dei conti affinché valuti i danni all'erario. Nel frattempo, i risultati delle analisi effettuate dagli esperti per conto del Wwf riaccendono i toni, già altissimi, della polemica: sabbia di carbonati con sospetto di solfuri di metalli pesanti. Analisi alla mano il Wwf chiede alla Provincia di affidare una nuova perizia a esperti super partes. Il Wwf lancia una sfida: si accollerà le spese dell'operazione se le nuove analisi dovessero dar ragione alla Provincia. Ora c'è poco da star tranquilli: per il Wwf "la sabbia scura è destinata a rimanere tale. Le analisi sconfessano le affermazioni della Provincia: la nuova sabbia è prevalentemente composta da carbonati col forte sospetto che ad essi siano associati solfuri di metalli pesanti".
di Maria Francesca Chiappe

Loy: "Il sindaco deve dimettersi"


Oggi il confronto in Consiglio comunale

"Il sindaco deve dimettersi oggi stesso, deve andare via immediatamente nel suo interesse e per rispetto alla città". Gianni Loy, docente universitario di Diritto del lavoro e consigliere dell'opposizione di centrosinistra è una furia. "Ho atteso fino a ieri un gesto o una semplice protesta del sindaco Emilio Floris per quanto è stato fatto al Poetto. Invece niente. Di fronte alla distruzione di una risorsa di incomparabile valore ambientale, il sindaco è rimasto immobile, incapace di opporsi al danno difficilemente riparabile inferto alla spiaggia di tutti i cagliaritani". Loy sarà presente questa sera alla seduta in Consiglio comunale, "allargata" alla partecipazione dell'assessore con delega sul Poetto Renzo Zirone e di Paolo Orrù, componente della commissione di monitoraggio e professore associato di Geomorfologia applicata nel dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Cagliari (e non preside della facoltà di Geologia dello stesso Ateneo e consulentedella Provincia come scritto ieri per un equivoco). Del Poetto si è parlato ieri anche in Consiglio regionale. Su richiesta di sei consiglieri Ds, la Commissione Ambiente presieduta da Tonio Frau (An) e diversi esponenti della maggioranza hanno ascoltato la relazione del professor Paolo Orrù e dell'assessore all'Ambiente Emilio Pani. Audizione vivace, con contestazioni critiche sui lavori fatti al Poetto. Pani è stato invitato a non dare notizie "pericolosamente tranquillizzanti" sul ripascimento come "fa da giorni la Provincia", ha detto Emanuele Sanna, che aveva sollecitato l'incontro. Sono intervenuti tra gli altri i consiglieri Liori, Pinna, Vargiu, Sanna, Satta e Giagu. È stato annunciato che quanto prima il centrosinistra chiederà la nomina di una "commissione d'inchiesta" regionale sul Poetto. Oggi alle 14,30 la Commissione regionale Ambiente farà un'ispezione sull'arenile.
Al termine dell'audizione dell'assessore Pani, Mariella Pilo (presidente della commissione regionale Politiche comunitarie) ha sottolineato di essere "convinta che l'amministrazione provinciale di Cagliari abbia fatto una valutazione attenta prima di dare il via a interventi affrettati e indiscriminati". È però necessario - ha precisato l'esponente di Forza Italia - vedere "al più presto i risultati promessi perché condivido la preoccupazione dei cagliaritani".
di (p.p.)