pubblicato da La Nuova sardegna il 27 novembre 2004
Ripascimento, verità nelle carte
CAGLIARI. Ripascimento: altrove è un'azione promossa dal sistema politico fra gli applausi della popolazione. Qui il ripascimento del Poetto è considerato il risultato più nefasto conseguito da un'amministrazione negli ultimi decenni. La settimana scorsa la Regione ha fatto quello che le associazioni ambientaliste in testa hanno chiesto dal 2002 a oggi: intervenire. Ma il modo con il quale la Regione è intervenuta ha scontentato Provincia e Comune. Inevitabile, visto che la prima di sicuro il secondo forse saranno indicati come i responsabili dei risultati negativi del ripascimento: perché l'hanno fatto e perché non l'hanno evitato. Finiranno sotto accusa le azioni degli enti: l'assessore regionale non l'ha mandato a dire.
Al Comune che ha accampato la richiesta di essere inserito nella commissione, l'assessore all'ambiente si è affrettato a rispondere: "Nel 2002, al momento dell'intervento non si può dire ci sia stata attività di presenza delle altre amministrazioni. Svegliarsi adesso è troppo tardi e non permette di avanzare pretese. Il comune di Cagliari - aveva detto l'assessore la settimana scorsa (così sulla Nuova di domenica 21 novembre) -, anziché aggrapparsi alla ciambella lanciata dalla Regione può, semmai, intraprendere altre iniziative. Per esempio costituirsi parte civile in giudizio". C'è da credere che il Comune accetterà con difficoltà il suggerimento: lo stesso motivo che due anni e mezzo fa convinse il Comune a minimizzare verità quali il diverso colore della sabbia e la diversa composizione dell'arenile probabilmente suggerirà adesso di glissare sull'ipotesi di costituirsi in giudizio. Se sul piano formale sono in corso le attività dei magistrati per stabilire le responsabilità dell'amministrazione provinciale nell'esito nero del ripascimento, sul piano politico larga parte della popolazione attribuisce alla Provincia quel che è accaduto. Perché se è vero che sulla draga l'assessore ai lavori pubblici non c'era, è vero però che quando in grandi numeri i cittadini sono corsi a tirargli la giacca perché si accorgesse di quel che era successo, è cominciata, lo si ricorderà, la storia del cambiamento prossimo venturo di una sabbia estranea nera, sassosa, argillosa sotto la forza degli agenti atmosferici. Lo dicevano gli esperti, avevano sostenuto gli amministratori della Provincia. Inutili le infinite rimostrate dei cittadini, singoli e associati. Per una stagione intera, l'estate 2002, i cittadini si sono chiesti perché la Provincia non avesse fermato la draga quando le segnalazioni raccontavano di una sabbia nera, sassosa, tagliente che si ammassava sul Poetto. Adesso, in sei mesi, la Regione dovrà spiegare cos'è successo sul piano amministrativo perché su quello ambientale si è già capito. Ecco perciò che la commissione avrà il compito di trovare un rimedio. Altrove i ripascimenti si fanno in modo diverso e concettualmente semplice: la sabbia pregiata viene raccolta e ammassata in luogo sicuro, il fondo della spiaggia si ricopre di sabbie simili, anche se non uguali e poi quella "bella" che fa la caratteristica del luogo viene sparsa sul letto nuovo. Dura non troppo, ma dura e poi non rovina. L'inconveniente di questo sistema (adottato a Lignano Sabbiadoro, due passi da Venezia) è che l'operazione va ripetuto periodicamente. L'idea è quella che la spiaggia debba essere "manutenzionata". Costa, ma ci sono luoghi (come Lignano, e come il Poetto) che hanno un tale valore per i turisti e per i residenti che il risultato vale bene la spesa. Si tratta di scegliere, naturalmente. Interessante sarà vedere se verrà ripescata la proposta originaria di andare a prendere la sabbia da una serie di cave identificate nel circondario di Cagliari dagli studi degli esperti.
Quell'operazione era stata giudicata molto costosa, difficile per ora stabilire se il rimedio che gli esperti dovranno trovare alla fine costerà di più. La contestazione fatta dalla giunta provinciale durante i lavori del consiglio riguardava la composizione della commissione: non è piaciuto il fatto che fossero stati nominati docente di università della Penisola. Non resta che aspettare. I sei mesi, per la Regione, hanno già cominciato a correre.