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pubblicato da La Nuova Sardegna il 27 novembre 2002

Un'altra mareggiata e il Poetto non c'è più


Legambiente accusa: "Colpa del ripascimento".

CAGLIARI. Il Poetto non c'è più, se l'è ripreso il mare. Dalla prima fermata sin quasi alla spiaggia di Quartu l'acqua scaraventata sull'arenile dalla quarta mareggiata post-ripascimento ha sommerso l'arenile. E' uno spettacolo desolante: una sola grande palude, coi baretti allagati e persino qualche tratto della vecchia strada trasformato in acquitrino. Un paesaggio invernale ma comunque inedito: negli anni passati una situazione come questa ha riguardato solo alcune zone della spiaggia. Ora il problema sembra estendersi a tutto il litorale, col rischio di trasformarsi in una realtà irrimediabile. Colpa dell'intervento di risanamento compiuto dalla Provincia o no? Difficile non pensarlo, anche se la risposta spetta ai tecnici, che hanno già mostrato in diverse occasioni di non pensarla allo stesso modo. Si metteranno d'accordo?
Per ora, spazio alle proteste. Il presidente di Legambiente, Vincenzo Tiana, non sembra nutrire alcun dubbio sull'origine del fenomeno: "La mareggiata ha provocato un vero e proprio sconvolgimento _ scrive Tiana in una nota _ e ora i cittadini preoccupati per le sorti del Poetto hanno potuto appurare di persona che la sabbia del ripascimento, più grossolana e di diversa composizione rispetto a quella precedente, invece di distribuirsi in maniera uniforme si è accumulata e cementata in maniera tale da provocare una sorta di diga sulla battigia. Pertanto _ continua il presidente di Legambiente _ l'acqua portata sulla spiaggia dalle mareggiate non riesce a defluire naturalmente, causando estesi allagamenti che si protendono fino alla strada e coinvolgendo anche interi stabilimenti". Basta un rapido passaggio sul vecchio tracciato della litoranea per trovare la conferma di quanto denuncia Legambiente: l'arenile ha assunto dopo l'intervento delle ruspe una forma concava, ora una sorta di enorme vasca in grado di contenere e bloccare l'acqua delle mareggiate. Il colpo d'occhio è impressionante: non affiora un metro quadrato di sabbia, al contrario di Quartu dove la situazione appare nettamente meno critica. Come Legambiente sottolinea: "Un valido termine di paragone _ scrive Tiana _ tra questa situazione e quella precedente al ripascimento è rappresentato da ciò che è possibile apprezzare nella parte di litorale quartese, dall'Ottagono in poi. Quello che è successo dimostra in maniera evidente che l'intervento del ripascimento effettuato in maniera fortemente impattante ha letteralmente sconvolto la dinamica costiera del Poetto e nessuno può dire quanto tempo ci vorrà per ristabilire un nuovo equilibrio che ripristini e migliori la fruibilità della spiaggia". L'assessore provinciale ai lavori pubblici Renzo Zirone sta seguendo giorno per giorno l'evolversi della situazione: ha detto e ripetuto che le mareggiate erano attese proprio perchè soltanto l'azione naturale delle acque avrebbe potuto ristabilire l'equilibrio della spiaggia, inevitabilmente alterato dall'intervento delle ruspe. Nei giorni scorsi Zirone ha ribadito che il parere dei tecnici-consulenti della Provincia non è cambiato: tra gennaio e febbraio il Poetto riacquisterà la fisionomia naturale e non sarà necessario richiamare al lavoro i mezzi meccanici. Peraltro Zirone ha assicurato che se la situazione non dovesse ristabilirsi, i mezzi arriveranno e sarà compiuto un secondo intervento sull'arenile prima che la prossima stagione balneare si apra, quindi a primavera. Nel frattempo arriva una richiesta di 'soccorso' da parte del coordinatore dei quattordici baretti del Poetto, rimasti danneggiati dalle mareggiate. Sergio Mascia chiede in una nota un incontro urgente al Comune e alla Provincia per concordare possibili soluzioni. Secondo Mascia i danni sono pesantissimi e riguardano impianti, arredi, alimenti oltre all'inevitabile scelta di chiudere al pubblico in attesa che l'acqua ritorni al mare. Il coordinatore dei baretti propone fra l'altro di realizzare in tempi brevi il cordone dunale con la vegetazione di sostegno, che rientra già nel progetto della Provincia. "Quest'intervento _ scrive Mascia _ oltre a salvaguardare la spiaggia e impedire la dispersione della sabbia eolica deve intendersi come barriera naturale all'invasione dell'acqua in caso di mareggiata e garantire le retrostanti attività produttive presenti nell'arenile, strutturate per dare un servizio ai cittadini anche nel periodo non balneare". Al Comune il responsabile dei baretti chiede di "rispristinare la fascia verde a siepe, posta al confine tra la spiaggia e la strada comunale, per impedire che la sabbia più pregiata possa defluire sul manto stradale, sneza possibilità di riporto poiché classificata come 'rifiuto' dalla normativa vigente ed essere così destinata a discarica.
di Mauro Lissia