pubblicato da L'Unione Sarda il 27 luglio 2004
Nuove contestazioni
«Le segnalazioni dell'impresa non sono state considerate: eppure rilevava che la cava marina era esaurita»
«Il presidente Balletto continua a dire bugie e la Regione farebbe bene a togliere alla Provincia ogni competenza sul Poetto a favore dei Comuni di Cagliari e Quartu». Pesa più d’un macigno, ma è questo il messaggio lanciato ieri da quattro consiglieri provinciali di opposizione (Congiu e Guadagnini ds, Cabras e Valdes della Margherita) a conclusione di una conferenza organizzata per replicare in qualche modo al j’accuse del presidente che in una delle ultime sedute dell’assemblea di piazza Palazzo - a proposito del ripascimento del litorale - aveva chiamato in causa il comitato scientifico e la vecchia giunta di centrosinistra. E per offrire subito un contributo operativo è stata rilanciata la tesi di una importazione di sabbia e di una sistemazione delle dune per non perdere i granelli buoni sopravvissuti. «Dopo due anni di bugie - ha dichiarato Ignazio Congiu aprendo le ostilità - il presidente adesso cambia strategia: perché alla Regione non c’è più una Giunta sorda e muta, perché è in corso un fuggi fuggi generale ed è quindi meglio scaricare sugli altri ogni responsabilità. Che sono dell’assessore Zirone ma soprattutto sue. Il nostro non è un atteggiamento punitorio o giustizialista, ma nasce solo dal bisogno di rivedere il Poetto com’era nell’interesse dei cittadini». Primo peccato di Balletto (secondo Congiu): la responsabilità sulla scelta del Comitato degli esperti. «Il gruppo di studio da noi indicato e che faceva capo all’Università è stato sostituito, dopo la svolta elettorale, con altri esperti nominati dalla sua Giunta. La nostra delibera è stata revocata» Secondo peccato (secondo Marina Valdes): «Il progetto originario è stato annullato e si è proceduto con uno nuovo per far combaciare il tipo di sabbia. Come si può vedere è tutt’altra cosa rispetto al capitolato d’appalto. A parte la diversa composizione (che era già nota in partenza come confermano gli studi compiuti dagli analisti), la sabbia è stata versata senza essere vagliata (cioè filtrata in partenza) e lavata come invece era previsto. Ecco perché oggi i bambini giocano in mezzo alla polvere». Terzo peccato (secondo Giacomo Guadagnini): «La sabbia è stata prelevata da un punto dove si stava esaurendo e a nulla sono servite le segnalazioni dell’impresa Mantovani. Il collaudo è stato fatto in modo diverso con queste singolari annotazioni: in quanto il ripascimento non è pericoloso e soprattutto (come sottolinea l’analista) i materiali versati nella spiaggia del Poetto possono essere considerati di buon livello qualitativo . Dei 30 miliardi di lire iniziali ne sono stati spesi solo la metà». Quarto peccato (secondo Remigio Cabras): «Il ripascimento aveva un’ampiezza di due anni, ciò significa che i tempi sono stati forzati, e nulla è stato fatto per le dune che dovevano rappresentare l’ultimo atto dell’opera. Invece sta volando via anche l’ultimo granello di quel poco di sabbia vera che la draga ha versato sulla spiaggia». Cosa fare per restituire al Poetto la sua sabbia millenaria? Guadagnini non ha esitato un attimo: «Dal mare o dalle cave, prendiamola dovunque, anche in Australia, senza compromettere altri equilibri naturali. L’importante è che la Regione - visto che tutte le iniziative di Balletto non sono servite a nulla - prenda in mano la situazione sottraendola alla Provincia». Per domani è intanto confermato l’incontro con i Comuni e l’Università per studiare una strategia sul cordone dunale: servirà.
di Giovanni Puggioni
Controaccuse
«L'Università non ha fornito i nomi dei tecnici: la delibera è stata revocata con altre nomine»
«Non dico bugie e sono pronto a replicare punto su punto». Sandro Balletto, il presidente della Provincia messo sotto accusa dai consiglieri di centrosinistra per il disastro del Poetto, ascolta le contestazioni e replica con estrema decisione: «I documenti dimostrano che la verità sul ripascimento è ben diversa da come viene raccontata, così come sono diverse le responsabilità». Eccone i punti salienti. Il comitato scientifico«È vero che la giunta da me presieduta ha revocato quella del presidente Scano, ma per un motivo molto semplice: basta guardare le date. Dopo un anno l’Università non aveva ancora comunicato i suoi esperti e ormai si era arrivati alla scadenza del bando per il ripascimento. Cos’altro potevo fare se non nominare altri tecnici, della stessa caratura universitaria, per non perdere i 30 miliardi di lire del finanziamento concesso dalla Protezione civile e dalla Regione?» La sabbia grigia«Anche qui mi richiamo alle date: l’impresa Mantovani responsabile dei lavori fa partire da Padova il 15 marzo del 2001 una raccomandata in cui comunica che la sabbia idonea al ripascimento nell’area di prelievo concessa si stava esaurendo. Questa lettera viene protocollata il 21 marzo ed io ne vengo a conoscenza praticamente due giorni prima della fine dei lavori. Cosa potevo fare? Ormai era troppo tardi per fermare la draga». I controllori«Mi sorprende poi quando si parla dei controlli visto che i lavori sulla draga erano seguiti da un geologo nominato il 17 febbraio del 2000 proprio dall’assessore di allora. Era imbarcato sulla draga e a lui spettava segnalare eventuali anomalie, irregolarità nelle operazioni di prelievo e riversamento. E altrettanto devo dire per il collaudo: il ripascimento è stato considerato come opera di protezione civile. Ecco perché la commissione non ha avuto nulla da ridire». Il finanziamento«È vero: con il ripascimento con la sabbia di mare abbiamo speso la metà. Però i conti sono in regola: la quota di finanziamento non utilizzata è tornata al mittente. Con l’impresa Mantovani si è aperto un contenzioso per tutte le inosservanze contrattuali: chiedevano un arbitrato ma, francamento, ho ritenuto più giusto rvolgermi alla magistratura civile. L’impresa ha fatto le sue riserve ma anche noi abbiamo fatto le nostre». Il futuroCosa prevedono i lavori annunciati? E con quali fondi? «Intanto stiamo usando due fidejussioni versate dall’impresa come previsto dal bando. Per il resto vorrei sottolineare che dev’essere effettuata la grigliatura per portare via dalla spiaggia tutto ciò (sassi e quant’altro) finito in mezzo alla sabbia. E poi la creazione del cordone dunale che dovrebbe salvaguardare il litorale dalle mareggiate ed evitare di ritrovarci senza sabbia come prima del ripascimento. Mercoledì è in programma l’incontro con i responsabili della Regione, e dei Comuni di Cagliari e Quartu nonchè delle associazioni ambientaliste per trovare idee e tracciare la strategia per il completamento dei lavori in corso. Vogliamo sentire tutti, anche se debbo dire che finora non abbiamo ricevuto alcun contributo utile». Sempre che nel frattempo non intervengano fatti nuovi, ma Balletto dice di non avere problemi: «Vogliamo sentire tutti».
di Giovanni Puggioni