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pubblicato da La Nuova sardegna il 27 luglio 2004

"Ripascimento: la responsabilità è di Balletto"


CAGLIARI. I documenti parlano chiaro: i consulenti scientifici che hanno lavorato sul progetto di ripascimento del Poetto sono stati nominati dalla giunta Balletto. L'amministrazione Scano aveva incaricato l'Università, indicando la cifra disponibile per i compensi ai ricercatori: 100 mila euro. A scieglierli - è scritto nell'atto ufficiale - doveva essere il rettore Pasquale Mistretta.
Il cambio di indirizzo si è verificato il 3 agosto del 2001, quando la giunta Balletto ha deciso di revocare la delibera del primo marzo 2000 e di nominare direttamente la commissione scientifica, scavalcando allegramente il rettore che poi dirà: "Queste persone non rappresentano l'Università". I nomi sono noti: Andrea Atzeni, Paolo Orrù, Bruno Floris e Gianni Serra, tutti docenti. Cambiato anche l'onorario: 80 mila euro in tutto, un taglio senza apparente motivazione. Questo dicono le carte, che i consiglieri provinciali Ignazio Congiu (Ds), Giacomo Guadagnini (Ds), Remigio Cabras (Margherita) e Marina Valdes (Margherita) hanno distribuito ieri mattina ai giornalisti durante una conferenza stampa convocata per rispondere alle recenti sparate di Sandro Balletto: "Due anni di bugie - ha detto Ignazio Congiu - e non è ancora finita... Per fortuna che adesso c'è una giunta regionale che sente, vede e parla. A sbugiardare il presidente della Provincia però bastano le delibere, che dimostrano come il responsabile del disastro compiuto al Poetto è lui. Tra un anno, quando si voterà, gli elettori se ne ricorderanno".
Categorica Marina Valdes: "Balletto non può dire che non conosceva la documentazione, sapeva tutto. E il collaudo poi... i tecnici sono andati avanti solo perchè il materiale scelto, quella specie di sabbia, non era pericoloso. Capito? Non era pericoloso, solo per questo...". E' un fuoco di fila: "Ora Balletto cerca di alleggerire le proprie responsabilità - ha accusato Giacomo Guadagnini - ma come si fa a negare fatti che ormai sono sotto gli occhi di tutti? L'amministrazione di cui facevo parte ha lasciato trenta miliardi di lire, ne sono stati spesi la metà ed ora ci sono altri quindici miliardi di riserve avanzate dall'impresa Ati-Mantovani. E' un contenzioso molto rischioso, tant'è che Balletto ha preferito saltare l'arbitrato e andare in causa, per scaricare sulle giunte che verranno il pericolo di dover pagare. Sarebbe un tracollo". Remigio Cabras, che sul ripascimento ha letto ed esaminato ogni dettaglio, ha lanciato un allarme: "Il quadro economico dell'operazione-Poetto è preoccupante, da un primo esame risulta che le spese superino la disponibilità. E che alla fine la Provincia dovrà far fronte al rosso con risorse ordinarie". Di più: "Balletto continua a convocare enti e associazioni per discutere delle dune - ha insistito Guadagnini - purtroppo per lui non può più occuparsene, finiti i lavori la competenza sul Poetto è tornata alla Regione, che a suo tempo aveva delegato la Provincia soltanto per la realizzazione di quel progetto". Come dire: Balletto è un abusivo, prova a rimediare ai danni compiuti quando era in coppia fissa con Renzo Zirone, ma ormai la sua è una battaglia di retroguardia.
"Come si fa a riproporsi dopo il danno arrecato alla spiaggia - si domandano Congiu, Guadagnini, Valdes e Cabras - la Provincia non è più credibile, tant'è che la Regione ora finalmente vuole vederci chiaro e riprendersi le competenze".
Non resta che guardare al futuro, ai possibili rimedi: "Se ci sono le risorse per acquistare sabbia e portarla al Poetto si faccia - è il parere di Guadagnini - il materiale può essere preso in Africa, ma se qualcuno ha la pazienza di controllare gli studi che abbiamo fatto noi, s'accorgerà che le sabbia fine, quella giusta, c'era anche nelle cave individuate dai nostri tecnici. Hanno detto che le cave sono di amici miei, un'altra sciocchezza. Il mio lavoro e quello dell'amministrazione Scano era rivolto a risolvere i problemi del Poetto. Come sono stati risolti da Balletto e dai suoi esperti, andatelo a vedere".
di Mauro Lissia