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pubblicato da La Nuova Sardegna il 27 giugno 2002

Con il «Poetto nel cuore»


Pamphlet di Paracchini su misfatti vecchi e nuovi nella spiaggia

Poetto nel cuore è una storia di crimini e misfatti, ambientali innanzitutto, ma anche politici e culturali. Un pamphlet sull'incubo dei cagliaritani: la loro spiaggia, bianchissima e vellutata, in poche settimane ha cambiato colore e consistenza, forse per anni, forse per sempre. Scritto in poche settimane da Roberto Paracchini, edito dalla Cuec, oggi in libreria al prezzo di 9,50, il libro mette insieme centotrenta pagine per fare il punto sulla questione "ripascimento", che ha meritato l'ironia feroce delle jene televisive, le indagini della magistratura, e soprattutto la rabbia e lo sconcerto dei cagliaritani. Roberto Paracchini segue da molti anni, come giornalista della «Nuova» di Cagliari, la questione Poetto, che qui racconta, forte della sintesi lucida della cronaca, del rigore della divulgazione scientifica, e, dato non secondario, del sentimento di appartenenza che il Poetto evoca, col «Poetto nel cuore», appunto. Il primo j'accuse è l'introduzione di Antonio Romagnino: la separazione della questione Poetto dal più ampio sistema di Molentargius secondo la morfologia del territorio è il primo dei misfatti. Il secondo è il ripascimento, atto di arroganza che non ammette confronto o dissenso, con un grande assente, il sindaco Emilio Floris, che, come Pilato, si tira indietro dopo aver incentrato la campagna elettorale sulla riqualificazione del litorale estivo. "Dalle parole ai fatti" è stato lo slogan con cui il Comune di Quartu ha inaugurato, sulla colonna sonora di Guerre stellari, la nuova litoranea a quattro corsie. Dai "Fatti" dell'8 marzo 2002, data dell'incubo "ripascimento", inizia il viaggio di Paracchini, una storia di "interessi rapaci e insensibilità ambientale". Nel 1986, dopo la rimozione dei casotti, nasce anche l'ipotesi del parco di Molentargius, nel 1998, Palomba trova trenta miliardi di lire per il recupero della spiaggia e la chiusura della strada litoranea. Si segue l'iter del progetto di recupero messo in atto dalla giunta Scano coinvolgendo i sindaci di Cagliari e Quartu, Milia e Delogu, e le associazioni ambientaliste. Il dubbio "sabbia di cava o sabbia di mare"? Compatibilità immediata o potenziale? Cambiano le giunte, unica certezza: la sabbia nera. L'Antigoon spara 370.000 metri cubi di sabbia di mare e una bomba del'43 sul litorale. Comincia la guerra degli esperti e delle analisi. Ai cittadini allibiti si chiede un atto di fede scientifica: si sbiancherà «Poetto nel cuore» racconta l'angoscia con cui gli abitanti hanno seguito l'accavallarsi delle analisi e delle teorie, per cui all'obbrobrio politico si somma il giallo scientifico. Ma scaricare le responsabilità sugli esperti tecnici è fuorviante oltreché ingiusto, perché non esistono modelli di ripascimento validi in assoluto. Il problema viene affrontato ovunque in modo sperimentale, secondo modelli teorici differenti: ogni analisi è "vera" solo rispetto alla propria teoria di riferimento. Ma il degrado del Poetto arriva da lontano, è parte integrante dello sviluppo caotico e incontrollato della città e dell'industria edilizia che riduce di ottanta metri la spiaggia, estrae fino al'77 due milioni di metri cubi di sabbia, legalmente concessa dalla Capitaneria, mentre l'urbanizzazione del litorale e la strada spazzano via il sistema di dune che proteggeva dai venti di scirocco. Lo studio più importante sul Poetto è il rapporto del 1986 firmato Mss (Mediterranea Survey & Service, in appendice le conclusioni), realizzato quando la scomparsa in un giorno dei casotti provocò negli abitanti il primo shock, il crollo di un mito legato all'infanzia di ciascuno, destinato a svanire con la memoria. L'ultimo capitolo affronta "Le responsabilità": la spiaggia dei Centomila è ormai altra cosa da quello che era. Con l'arroganza dell'efficientismo, per non perdere i finanziamenti, il ripascimento del Poetto è stato fatto secondo Lucia Venturi _ responsabile scientifico nazionale di Legambiente _ "nel peggiore dei modi", fino a diventare "l'esempio più emblematico di come le cose non si devono fare". A cominciare scaricamento di competenze tra Regione e Provincia, senza discutere con i cittadini gli scenari possibili, spacciando simulazioni di laboratorio per risultati futuribili di madre Natura. Cagliari non ha la cultura della piazza. Il Poetto era l'agorà della città e questa brutta storia indica la mancanza di cultura politica della sua classe dirigente, incapace di creare utopie e progetti, ma anche incapace di coltivare il dissenso e la sua manifestazione democratica: la discussione.
di Daniela Paba