pubblicato da La Nuova Sardegna il 27 marzo 2002
Le cinque provette del presidente
Al vertice con Regione e Comuni, Sandro Balletto rassicura e tranquillizza assessori e sindaci: «Tutto tornerà bianco»
CAGLIARI. Alla fine tutti avevano visi più rilassati. Dopo l'esposizione del consulente
della Provincia, Paolo Orrù, all'assessore regionale all'Ambiente, Emilio Pani, e ai sindaci
di Cagliari, Emilio Floris, e di Quartu, Davide Galantuomo, la sabbia del Poetto devessere
sembrata meno grigia. Almeno in prospettiva. Il geologo marino Orrù, con diapositivie e
diagrammi, ha mostrato per l'ennesima volta le «molte analisi» che sono state fatte
«prima del ripascimento», riprecisato che la composizione delle due sabbia (quella
preesistente e quella prelevata dal fondo marino) è simile (salvo piccolissime differenze)
e ribadito che l'aria e il mare rimetteranno le cose a posto. Tempi? Un anno, almeno,
perchè occorre passare attraverso le mareggiate invernali. Ma la polemica continua:
sul Poetto i deputati ds Antonello Cabras e Pietro Maurandi hanno presenato una
interrogazione al Governo.
Il colore scuro, è stato sottolineato da Paolo Orrù, scomparirà sia con
l'ossidazione (l'eliminazione delle sostenze organiche, sulfurei), che con
le mareggiate che frantumeranno i bioclasti più piccoli e fragili (conchigliette
piccolissime con ospite). Mentre le mareggiate rimescoleranno la sabbia
facendo emergere in superficie i grani più fini e leggeri, e relegando
quelli più grossolani verso il basso, «come avviene anche nella spiaggia
preesistente». E stato poi ridetto che la sabbia con sulfurei era presente
nel lungomare anche prima e che, scavando, la si trova: «Ma se la si porta
in superficie, ridiventerà chiara». Prima dell'incontro (a porte chiuse)
dei rappresentanti degli enti, il presidente della Provincia, Sandro Balletto,
mostrava con orgoglio cinque fialette di sabbia. La prima conteneva
quella nuova, appena immessa sul lungomare (più scura), la seconda
la stessa ma asciutta, la terza, quella del Poetto (preesistente),
la quarta quest'ultima triturata e la quinta quella nuova asciutta e
triturata. Le ultime due fialette venivano guardate dal presidente
Balletto quasi con affetto, certamente con sollievo (la fine di un
amletico dubbio?) perchè erano perfetamente identiche: in entrambe
c'era sabbia chiarissima. «Queste analisi non le abbiamo chieste noi,
ci sono state mandate da Gianfranco Seu, professore ordinario di chimica
nel corso di laurea in Chimica _ precisava Balletto _ si tratta di un
docente esperto in chimica colorimetrica». Come dire: lasciate che il mare
faccia il suo gioco, portando in superficie i grani più leggeri e di quarzo,
e riavremo presto una sabbia bianca e fine come prima. L'assessore provinciale
ai Lavori pubblici, Renzo Zirone, prima dell'incontro, ha ricordato l'iter e i
dubbi che hanno preceduto i lavori di ripascimento. «Una volta individuato
il luogo da dove prelevare la sabbia _ ha spiegato Zirone _ i tecnici hanno
fatto tutte le analisi del caso (con 47 prelievi). I risultati avevano detto
che le sabbie sommerse erano simili a quelle emerse. Ma noi non ci siamo
fidati lo stesso. Il presidente Balletto mi ha mandato in giro per l'Italia
con campioni della sabbia di mare. Ai migliori ricercatori del settore
abbiamo chiesto di rifare le analisi per verificare se la sabbia sarebbe
ridiventata bianca e fine come quella preesistente. E tutti han dato
risposte affermative». Unico momento di ironica tensione, la «discesa»
sul vertice di Cristian Cocco, per Striscia la notizia, che ha incalzato
politici e ricercatori sui misteri della sabbia scura. L'assessore Emilio
Pani ha poi spiegato, con l'ausilio di una cartografia, che già nel '95 era
possibile notare come la sabbia del lungomare si era spostata verso
Margine Rosso. Alla fine dell'incontro Emilio Pani ha precisato che
lui è abituato a fare il bagno in qualsiasi tipo di mare, ma che «è
certo che per giugno le acque del Poetto saranno di nuovo limpidissime».
Ora Pani porterà le relazioni dei tecnici al presidente della Giunta,
Mauro Pili, che vuole rispondre di persona alle varie interrogazioni
consiliari presentate sull'argomento. Come accennato, i deputati ds
Antonello Cabras e Pietro Maurandi hanno presentato una richiesta di
chiarimenti ai ministri dell'Ambiente e dei Beni culturali, per sapere
come si intende salvaguardare il lungomare, «senza escludere l'immediata
sospensione delle attività in corso e il ripristino delle condizioni
preesistenti». Il sinadaco Emilio Floris che, nei gironi scorsi, aveva
avanzato qualche dubbio, ha sottolineato come l'approfondimento e le
analisi siano state fatte prima dell'intervento di ripascimento «e questo
fatto è la migliore dimostrazione di serietà. L'intervento era necessario
e urgente. Come tutti i cittadini ora attendo di poter fare il bagno al
Poetto». Rincuorato anche il primo cittadino di Quartu, Davide Galantuomo,
che aveva chiesto chiarimenti sulle posidonie, «indispensabili per il
processo di fotosintesi. Ma tutto è stato fatto con gli accorgimenti
necessari».
di Roberto Paracchini
Comincia la seconda fase del ripascimento
Cagliaritani infuriati, i magistrati indagano
CAGLIARI. Moltissimi cittadini non hanno digerito il fatto di trovarsi, dall'oggi al domani,
un Poetto con sabbia grigia. Soprattutto all'inizio, quando la spiaggia nuova sembrava nera,
il timore e la rabbia sono esplosi. Da qui la protesta e, da parte di molti cagliaritani, anche
la presentazione di esposti alla magistratura in cui si chiede di intervenire per verificare che
tutto sia stato fatto nel modo corretto. Da qui l'apertura, come di prammatica, di un'indagine
preliminare per verificare _ sulla base delle denunce dei cittadini _ se vi siano gli estremi
per proseguire con una vera e propria inchiesta. Intanto prosegue la seconda fase del progetto
sul ripascimento. La prima ha portato sul lungomare (dall'Ottagono a Marina Piccola) circa
350mila metri cubi di sabbia prelevata da un giacimento marino, a circa tre miglia al largo
di Capitana. Ora, appena spostati dalla spiaggia i tubi che sono serviti per «sparare» la
sabbia sul litorale, comincerà la fase della «grigliatura» e della «pettinatura» della
sabbia: per eliminare il pietrisco più grande. Poi la sabbia verrà spinta verso il
mare per ricreare il declivio dolce, in modo che chi si immerge, soprattutto i bambini,
non trovino subito l'acqua alta. Dalla nuova linea di riva, ha affermato il consulente
Paolo Orrù, per circa 40 metri l'acqua non è più alta di un metro. Si tratta ora di
renderla, vicino alla battigia, più bassa e adatta ai bambini. La seconda fase del
ripascimento dovrebbe durare una quindicina di giorni circa. Poi la spiaggia sarà
di nuovo utilizzabile dai cittadini.