pubblicato da La Nuova Sardegna il 26 agosto 2006
«Molentargius, l’avifauna è a rischio»
Molentargius area protetta? Si, ma non dalle polemiche. L’ultima in ordine di tempo vede contrapposti i vertici del Consorzio di gestione del parco e le associazioni ambientaliste Gruppo di intervento giuridico e Lega per l’abolizione della caccia. Che puntano il dito contro il presidente Gigi Ruggeri e il direttore Generale Mariano Mariani. Fino a chiederne le dimissioni. Ad accendere l’ennesima querelle sulla gestione del parco è stato l’incendio appiccato due giorni fa nei pressi della rotonda del Margine rosso. Risultato: diversi ettari di canneto sono andati in fumo e il pollo sultano è a rischio. Si tratta diuna specie molto rara e per questo protetta, ormai in grave pericolo. I mali dell’area umida però, secondo quanto affermato dagli ambientalisti Stefano Deliperi e Paolo Fiori sono anche altri: «C’è un parco naturale istituito dal 1999 - si legge in una nota - c’è un Comitato di gestione, formato dai rappresentanti degli enti locali territorialmente interessati, c’è un presidente, il sindaco di Quartu Gigi Ruggeri, c’è un direttore generale del parco, il manager Mariano Mariani, ci sono lavori di risanamento ambientale per decine e decine di milioni di euro». Ma ci sono anche «infiniti casi di abusivismo edilizio, ancor più infiniti scarichi incontrollati di rifiuti. Inoltre, parte delle infrastrutture per il turismo naturalistico sono state già massacrate da vandali e teppisti, e tuttora non c’è alcuna sorveglianza permanente dell’area protetta. Che cosa si aspetta, la distruzione definitiva del Molentargius?». Con delle premesse del genere, inutile dire che la stoccata finale non tarda ad arrivare: «Perché il sindaco di Quartu Ruggeri non pensa alle dimissioni da presidente del Comitato di gestione - azzardano Deliperi e Fiori - quantomeno per dare uno "scossone" ad una situazione così penosa? Che cosa ha fatto il direttore generale del parco, insediato fin dal ventuno aprile scorso e beneficiario di un trattamento economico dell’ordine di decine di migliaia di euro annui? Sarebbe necessario che l’assessore alla difesa dell’Ambiente, Tonino Dessì, chiedesse conto di questa ignobile situazione prendendo in serio esame l’ipotesi di commissariamento del parco naturale, perchè i piccoli e grandi disastri ambientali sono diventati la quotidianità». Dai vertici dell’edificio Saliscelti, sede del Consorzio di gestione, non si sono fatte attendere le contromosse: «Ultimamente sto leggendo tante falsità - dice piccato Gigi Ruggeri - quella di Deliperi è un’affermazione arrogante che non ha l’intelligenza del rispetto del lavoro che si sta svolgendo. Noi non cerchiamo pubblicità e riflettori, il parco è vivo e il nostro lavoro ha bisogno di una tessitura costante e di una sicurezza delle risorse. Deliperi è cresciuto ed è tempo che non creda più alle favole: i problemi non si risolvono con la bacchetta magica. Sono stufo di quella che sta assumendo i contorni di una campagna denigratoria che sembra voglia aprire la strada per scippare il potere decisionale agli enti locali».
di Pablo Sole