pubblicato da Il Sardegna il 26 luglio 2008
Corsa da 5 milioni per il sale e telecamere a Molentargius
L'area protetta. E' stato presentato ieri il sistema di telerilevamento "Bsds"
«Per rilanciare le saline occorrerebbero 5 milioni di euro». L’ha detto Mariano Mariani,
direttore del Parco naturale regionale Molentargius-Saline, ieri durante la presentazione
delle postazioni di monitoraggio
e telerilevamento "Bsds"
dell’area naturalistica. «Per iniziare
- ha chiarito Mariani - si
potrebbero produrre 40 mila
tonnellate di sale, che frutterebbero
650 mila euro, a fronte
di una produzione potenziale di
130 mila tonnellate. Questo
consentirebbe di ripristinare
gli equilibri del sistema idraulico
dell'area naturalistica».
L'auspicio del direttore del
Parco è che «entro quest'anno
vengano risolte alcune questioni
con la gegione». All’incontro
hanno partecipato Giorgio Pelosio,
amministratore della società
Teletron euroricerche, che
ha messo a punto e concesso in
comodato d'uso gratuito l'impianto
di controllo, e i sindaci di
Cagliari Emilio Floris e di Quartu
Gigi Ruggeri, che è anche
presidente dell'area protetta.
«La dotazione che occorre per
la gestione - ha spiegato il direttore
del Parco - è di un milione
400 mila euro. Nel 2008 è
stato assegnato dalla Regione
un finanziamento di 500 mila
euro, ma è stato fatto un ordine
del giorno che impegna il Consiglio
regionale a reperire le risorse
entro settembre. C'è, inoltre,
un impegno della Giunta
per recuperare i 5 milioni per
l’impianto idraulico». Secondo
Floris «con l’affidamento della
gestione produttiva delle saline,
il Parco potrebbe essere visto
non solo come risorsa ambientale
ma anche come fonte
di occupazione e di impresa».
Ruggeri, invece, ha precisato
che «i soldi dovranno essere
utilizzati per azioni di riqualificazione
dell’intero sistema
idrico, dagli argini semidistrutti,
al dragaggio delle vasche, alla
sistemazione degli scarichi».
Intanto, per presidiare l’area
del Parco, tenere sotto controllo
le colonie di fenicotteri e di altre
specie dell'avifauna, e attivare
interventi più efficaci in
caso d’incendio, è attivo 24 ore
su 24 un sistema di monitoraggio
e telerilevamento. Due telecamere
posizionate sopra
l’ospedale Marino, che si aggiungono
alle altre 7 dislocate
in punti strategici della zona
umida, consentono di localizzare
un focolaio d’incendio fino a
un raggio di 20 chilometri.
di Elenonora Bullegas