pubblicato da La Nuova Sardegna il 26 marzo 2002
"Difendo la sabbia di mare, la scelta migliore"
Il presidente Sandro Balletto ribatte: i tecnici avevano sconsigliato per il Poetto il ricorso alle cave
CAGLIARI. Il presidente della Provincia, Sandro Balletto, difende la correttezza sulla scelta della sabbia
di mare. "La Mantovani _ precisa _ la società che vinse l'appalto, propose il recupero da sedimenti marini.
In più: i tecnici mi avevano precisato che la sabbia di cava non sarebbe stata compatibile perchè ricca di
argilla e di altri materiali". Intanto il Poetto resta scuro. L'aria e il mare, affermano i consulenti della
Provincia, riporteranno tutto come prima. Ma è difficile per i cagliaritani mettere d'accordo "apparenza"
(la sabbia che si vede) e "realtà" (come _ secondo i tecnici _ sarà). Oggi alle 11 vertice alla Regione tra
l'assessore all'Ambiente, la Provincia e i due sindaci di Cagliari e Quartu.
L'impatto emotivo su Cagliari è stato foertissimo. Da qui
l'incontro odierno in Regione. Al vertice, oltre all'assessore
Emilio Pani, parteciperanno anche Sandro Balletto (presidente
della Provincia) e i sindaci Emilio Floris (Cagliari) e Davide
Galantuomo (Quartu) coi rispettivi assessori all'Ambiente.
L'obiettivo è quello di avere «l'aggiornamento sugli interventi
fatti sinora _ precisa l'assessore Pani _ e fare il punto sulla
situazione. Poi vedere quali sono le previsioni per la seconda fase».
L'assessore conta di ottenere «il conforto dell'esame delle relazioni
dei tecnici, per consentire un programma più tranquillo di attesa».
Certo, «occorrerà del tempo per riavere il Poetto come prima. Non sono
cose _ spiega Pani _ che si risolvono immediatamente, a meno di avere
una bacchetta magica. Leggo anche che qualcuno fa accertamenti con
l'acido cloridrico... Credo sia meglio seguire i protocolli
specificamente elaborati dai geologi marini». Nel bene o nel male il
lungomare cagliaritano ha sempre segnato i passaggi più significativi
della vita della città. A partire dalla nascita della balneazione di
massa (ai primi del Novecento), sino alla ricostruzione di Cagliari
bombardata (fatta in gran parte con la sabbia del Poetto), per seguire
con la rimozione dei casotti (nell'86) che rappresentò un'altra feroce
lacerazione nel paesaggio cittadino, e l'approdo ai giorni nostri col
ripascimento della sabbia e una città che si interroga attonita. Oggi,
in molti, affermano che quello che ha «rovinato tutto» è la scelta di
prendere la sabbia dal mare e non dalle cave come, in origine, previsto
dalla Giunta Scano. Il progetto di intervento sul lungomare, infatti, è
stato preparato dalla Provincia. Inizialmente il piano parlava solo di
sabbia di cava. Poi vi fu l'intervento del Comune di Cagliari che, sulla
base di un pronunciamento (a maggioranza) dell'assemblea municipale, chiese
più attenzione alla sabbia di mare. Allora nel capitolato d'appalto venne
inserita anche la possibilità di prelievo dal fondo del mare. Nel '98 venne
bandito l'appalto. Vinse la Mantovani (con un ribasso del 40 per cento).
«E fu la Mantovani stessa _ precisa il presidente Balletto _ che propose
la sabbia di mare». Ma anche lei, sin dall'inizio del suo insediamento
come responsabile della Provincia, parlò solo di prelievo marino. «Non
essendo un tecnico mi ero informato da una serie di qualificati tecnici
(come Paolo Colantoni, Angelo Cau e Antonio Ulzega) che sconsigliarono
la sabbia di cava in quanto ricca di argilla e di altri materiali.
Altrimenti, sì, che dopo alcuni mesi il Poetto sarebbe diventato
fanghiglia. Oppure si sarebbe dovuta lavarla moltissime volte e fare
questo per 350mila metri cubi non sarebbe stato facile». La storia
continua col ricorso fatto dalla società Condotte «in quanto la Mantovani _
continua Balletto _ non aveva motivato il perchè di quel ribasso. Poi spiegò
che la diminuzione era dettato dalla raccolta della sabbia dal fondo del mare,
che costa come prelievo, certo, ma è gratis perchè non è proprietà di nessuno».
Solo l'11 luglio del 2001, il Consiglio di Stato ha sciolto le ultime riserve
dando ragione alla Mantovani e torto alla Condotte che, invece, aveva proposto
l'utilizzo delle sabbie di cava. Il presidente Balletto, però, disse che se non
passava la possibilità di prelevare la sabbia dal mare, non se ne sarebbe
fatto niente... «No, non è esatto _ sottolinea il presponsabile della
Provincia _ io dissi che avevo chiesto ulteriori e precise garanzie per
la sabbia di cava: `garanzie' che non mi vennero mai date». Però
l'opposizione afferma che il capitolato d'appalto non è stato rispettato.
«No, non è affatto vero. Tutto è come previsto». I tempi però sono stati
molto ristretti... «La questione, va precisato _ continua Balletto _ è
che entro aprile dovremo fare le rendicontazioni, altrimenti ci tolgono
i finanziamenti. Ad ogni modo, la velocizzazione del progetto è stata
fatta col conforto dei consulenti tecnici. In più: va ricordato che
nel protocollo d'intesa del 2000 sul progetto di recupero del Poetto
(a cui hanno partecipato anche i sindaci, la Regione, il Ministero e
tutti gli altri enti interessati), Cagliari aveva indicato, come
obbligatori tre punti: tra cui la non scarificazione dalla strada
del Poetto dall'Ottagono a Marina Piccola e l'utilizzo della sabbia
di mare». Intanto il dibattito continua. Gli unici tranquilli sembrano
i tecnici consulenti della Provincia, che ripetono che tutto ritornerà
normale. Non resta che sperare.
di Roberto Paracchini